L’EX ASSESSORE CAVALLO RIVELA I RETROSCENA POLITICI DIETRO LA CANCELLAZIONE DEL CELEBRE “GALLO” NEL QUARTIERE DELLE CERAMICHE.
A distanza di anni, si riapre il dibattito sulla gestione culturale e artistica che ha segnato la storia recente di Grottaglie, in particolare riguardo all’esperienza internazionale del FAME Festival. A fare chiarezza su quella stagione è l’ex assessore al Turismo e all’Arredo Urbano, che oggi svela dinamiche rimaste finora inedite dietro le quinte di Palazzo di Città.

Come documentato in un’intervista dell’epoca rilasciata al giornalista Carlo Caprino, l’allora assessore al Turismo – insieme al collega di giunta Luciano Santoro – aveva sin da subito individuato nella manifestazione artistica promossa da Angelo Milano un’opportunità straordinaria di rilancio, sviluppo e valorizzazione territoriale, ritenendola meritevole del massimo sostegno istituzionale.
“Oggi sento il dovere di svelare alla città una verità finora taciuta: non tutta l’amministrazione di allora condivideva la nostra visione lungimirante” dichiara l’ex assessore. “Subito dopo la diffusione di quella intervista, il sindaco pro-tempore mi contattò telefonicamente per manifestare apertamente il proprio netto disappunto nei confronti delle mie dichiarazioni a favore del Festival. Questa autonomia ed indipendenza di libero pensiero, qualche tempo dopo, ho ricevuto il “licenziamento” da delegato assessorile al turismo. Poi decisione revocata per intervento della maggioranza del tempo!!”.
Una spaccatura politica che, secondo la ricostruzione, avrebbe anticipato uno degli episodi più controversi di quel periodo: la rimozione della celebre opera del “Gallo”, realizzata nel cuore del Quartiere delle Ceramiche.

“L’opera fu eliminata e cancellata in tempi rapidi” conclude l’ex assessore. “La giustificazione addotta da chi autorizzò la cancellazione fu che il dipinto contrastasse con la tipicità e la tradizione del quartiere. Si trattò di un pretesto: l’intervento urbano era stato infatti realizzato su un immobile privato totalmente privo di vincoli storici o architettonici da parte degli enti di tutela. Una scelta che ha privato Grottaglie di un patrimonio di arte contemporanea stimato in tutto il mondo”.
Rinascita Civica weebly.com rinascitacivica@email.it.I dipinti nelle foto sono stati realizzati per il fame festival www.famefestival.it Progetto grafico Elio Dubla
SCHEDA TECNICA INFORMATIVA FAME FESTIVAL: IL CONCEPT E LA STORIA
FAME (Inglese): Il successo, la celebrità, l’essere ampiamente riconosciuti e acclamati (Fama).FAME (Italiano): Il bisogno urgente di cibo, la carestia, la miseria o un grandissimo desiderio (Starvation).
L’OBIETTIVO (IL “COSA” E IL “PERCHÉ”):
Portare a Grottaglie un collettivo di artisti internazionali iperattivi per dipingere muri, automobili e qualsiasi superficie disponibile. L’intento principale è la pura espressione artistica e il divertimento, uniti alla volontà di far interagire i più grandi nomi della street art mondiale con la secolare tradizione artigianale di Grottaglie, la migliore e più famosa città della ceramica in Italia.

Il Periodo e i Luoghi (Il “Quando” e il “Dove”):
Produzione: Da giugno a settembre (periodo di residenza degli artisti).
Inaugurazione della mostra finale: 20 settembre.
Sede espositiva principale: Galleria Studiocromie, Grottaglie (Taranto) – Puglia.
IL DIRETTORE ARTISTICO E IL PROCESSO CREATIVO
Ideatore e Curatore: Angelo Milano (Studiocromie)
- La Produzione in Laboratorio:
Oltre agli interventi murali nello spazio urbano, gli artisti lavorano in residenza per produrre serigrafie in edizione limitata, tele e opere su carta. - La Connessione con il Territorio:
Durante i tre mesi di permanenza, i creativi collaborano direttamente con i maestri ceramisti locali, sperimentando e realizzando pezzi unici in ceramica che uniscono l’estetica underground alla tradizione grottagliese.
IL ROSTER DEGLI ARTISTI PARTECIPANTI (World-Class Lineup)
La manifestazione ha radunato a Grottaglie alcuni dei più importanti e influenti esponenti della Street Art e dell’Arte Contemporanea urbana globale:
- 🇺🇸 Dave Kinsey (Stati Uniti)
- 🇮🇪 Conor Harrington (Irlanda)
- 🇮🇹 Blu (Italia)
- 🇧🇷 Ethos (Brasile)
- 🇫🇷 JR (Francia)
- 🇬🇧 Eine (Regno Unito)
- 🇺🇸 Above (Stati Uniti)
- 🇮🇹 Erica il Cane (Italia)
- 🇬🇧 Mantis (Regno Unito)
- 🇮🇹 Microbo (Italia)
- 🇮🇹 Bo130 (Italia)
- 🇬🇧 Lucy McLauchlan (Regno Unito)
- 🇬🇧 Sickboy (Regno Unito)
- 🇬🇧 Will Barras (Regno Unito)

IL FAME FESTIVAL RACCONTATO DA AI
Il quinquennio compreso tra il 2008 e il 2012 ha rappresentato, nel panorama dell’arte urbana internazionale, un momento di cruciale transizione. In questo contesto, il FAME Festival di Grottaglie, ideato da Angelo Milano, si configura come un caso studio di primaria importanza per comprendere le dinamiche di resistenza culturale alla progressiva istituzionalizzazione della street art. Mentre i festival coevi globali scivolavano verso logiche di artwashing e marketing territoriale guidato da sponsorizzazioni corporate, l’esperienza pugliese ha preservato una radicale autonomia ontologica attraverso un modello economico alternativo basato sull’estetica del dono e sulla logica del baratto relazionale.
Il festival ha ridefinito lo spazio pubblico di Grottaglie non come mera superficie decorativa, ma come “eterotopia” foucaultiana: uno spazio di contestazione e riscrittura dei codici locali. L’interazione di artisti transnazionali del calibro di Blu, JR, Ericailcane ed Escif con il tessuto urbano non si è limitata alla produzione di muralismo monumentale, bensì ha innescato un dialogo dialettico con la secolare tradizione ceramica del luogo. Gli artisti hanno scardinato l’artigianato autoctono dall’interno, ibridando la terracotta con istanze di critica sociale e dirottamento concettuale.

Sotto il profilo critico, l’aspetto più rilevante del FAME Festival risiede nella sua traiettoria teleologica: l’autoliquidazione programmata nel 2012. Di fronte all’imminente rischio di assimilazione da parte delle istituzioni politiche locali e delle dinamiche speculative del mercato dell’arte, la direzione artistica ha optato per la cessazione del progetto. Questa scelta di sottrazione consapevole ha sottratto l’evento alla feticizzazione capitalistica, elevando l’intero ciclo del festival a opera concettuale conclusa e irripetibile, e riaffermando l’essenza intrinsecamente effimera e antagonista della street art originaria.
Cancellate dalla vostra mente i festival d’arte contemporanea noiosi, pieni di loghi di banche, transenne e sindaci che tagliano nastri. C’è stato un momento, tra il 2008 e il 2012, in cui le regole del gioco sono state completamente riscritte. Dove? A Grottaglie, un paesino in Puglia famoso per le ceramiche, che per cinque anni è diventato il centro del mondo. Tutto grazie a una mezza follia indipendente chiamata FAME Festival.

L’idea alla base era talmente punk da sembrare impossibile: il fondatore Angelo Milano invitava a sue spese i Re Mida della street art mondiale (parliamo di leggende viventi come Blu, JR, Os Gemeos e Vhils) e offriva loro una stanza, una montagna di spray e la cucina di sua madre. Nessun contratto firmato, nessun bozzetto da far approvare alla burocrazia comunitaria. Gli artisti arrivavano, mangiavano orecchiette, facevano festa e poi uscivano a dipingere quello che volevano, dove volevano. Il nome era già un programma: “FAME” intesa come fame chimica e biologica di creare, ma anche come fame (fama, successo) sputata in faccia al mercato dell’arte milionario.
In quegli anni Grottaglie è diventata un parco giochi visivo pazzesco. Gente che arrivava da New York, San Paolo o Parigi si ritrovava a modellare argilla con gli anziani del posto, creando sculture provocatorie che univano la tradizione pugliese alla cultura di strada. Poi, nel 2012, quando il festival era all’apice del successo e i collezionisti internazionali facevano la fila, Angelo Milano ha fatto la mossa più rock ‘n’ roll di tutte: ha chiuso tutto. Stop. Sipario. Niente edizioni commerciali, niente sponsor che volevano snaturare l’evento. Il FAME è morto da giovane e puro, lasciando sui muri delle cicatrici meravigliose e dimostrando che per fare la storia dell’arte bastano un muro scrostato, un’idea dirompente e un piatto di pasta fatto in casa.

Caratteristiche Principali del Festival
- Filosofia Anarchica e Indipendente: Il festival è stato completamente autofinanziato e gestito da Studio Cromie, senza sponsor privati o patrocini da parte delle istituzioni locali.
- Il “Baratto” Artistico: L’idea iniziale era semplice ma geniale: Angelo Milano invitava e ospitava gli artisti di fama mondiale offrendo loro vitto, alloggio e la cucina tipica di sua madre in cambio della realizzazione di opere sui muri e vicoli della città.
- Grandi Nomi Internazionali: Nel corso delle cinque edizioni, Grottaglie ha ospitato pionieri della street art globale come Blu, Ericailcane, JR, Os Gemeos, Swoon, Vhils, Momo, Conor Harrington ed Escif.
- Chiusura all’Apice: Nel 2012, proprio quando il festival aveva raggiunto la massima notorietà e le istituzioni locali stavano cercando di regolarizzarlo e farlo proprio, Angelo Milano ha deciso di interrompere il progetto per preservarne lo spirito originario, vandalico e imprevedibile. [

Il Documentario “FAME”
Nel 2017, la storia, la genesi e la “precoce fine” del festival sono state raccontate in un docufilm intitolato proprio Fame. Diretto da Giacomo Abbruzzese e dallo stesso Angelo Milano, il film unisce materiali d’archivio e testimonianze dirette per mostrare come un gruppo di amici e artisti abbia cambiato per sempre l’estetica e la percezione culturale di un piccolo borgo pugliese.

