Comunicato Stampa dell’Avvocato Ciro Lenti.
È stata pubblicata da alcuni giorni la sentenza relativa alla class action promossa dal Comitato Comparti C nei confronti del Comune di Grottaglie.
Premettiamo con chiarezza che il Giudice non ha accolto la nostra domanda. È un esito che, naturalmente, ci dispiace.
Tuttavia, riteniamo doveroso sottolineare come il contenuto della sentenza sia equilibrato e attentamente motivato, a dimostrazione della serietà e dell’attenzione con cui il Giudice ha esaminato la vicenda.
Senza addentrarci in eccessivi tecnicismi, può dirsi che ciò che ha sostanzialmente “salvato” il Comune sia stato un fatto giuridicamente paradossale: un proprio precedente illecito.
Il Giudice, infatti, ha rilevato d’ufficio che la delibera di suddivisione in sub-comparti del 2007 — per la quale avevamo chiesto il risarcimento del danno conseguente al suo inadempimento — sarebbe comunque stata travolta nel 2008 dalla sentenza del TAR che ha annullato il Piano Regolatore Generale del 2003. Ne consegue che, secondo il Giudice, le conseguenze dell’inadempimento comunale sarebbero comunque venute meno a partire da quell’anno.

È inoltre significativo che il Giudice, riconoscendo la serietà e la complessità della domanda proposta, abbia disposto la compensazione delle spese di lite, precisando testualmente che:
«le spese di lite devono essere compensate, in considerazione della complessità della questione affrontata, che giustificava il ricorso al vaglio giurisdizionale».
Per il Comitato Comparti C, questa decisione rappresenta comunque un momento importante del nostro percorso di protesta e di rivendicazione, per almeno tre ragioni fondamentali:
a) perché abbiamo mantenuto alta l’attenzione pubblica sulla nostra vicenda;
b) perché abbiamo superato lo scoglio del difetto di giurisdizione, ottenendo che un giudice civile valutasse nel merito la condotta inadempiente del Comune;
c) perché il fatto che il Comune non venga ritenuto responsabile solo in ragione dell’annullamento dell’intero Piano Regolatore da parte di un altro Tribunale restituisce, con chiarezza, la misura della grave ingiustizia subita dai cittadini coinvolti.
Valuteremo attentamente se sussistano i presupposti per proporre appello. Ma anche qualora ciò non avvenisse, riteniamo di poter affermare che questo risultato segna comunque un passaggio rilevante.
Abbiamo aperto una breccia.
E speriamo di essere di esempio per altri cittadini: mai piegare il capo di fronte all’ingiustizia.
Quella subita dai Comparti C è enorme e non può essere dimenticata.
Per questo, come prima — e più di prima — continueremo a combattere.