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«Ci dicevano che erano solo parole. Che erano solo promesse. Che la Bradanico-Salentina sarebbe rimasta l’ennesima opera annunciata e mai realizzata». Esordisce con queste parole l’onorevole Dario Iaia, deputato tarantino di Fratelli d’Italia, commentando gli ultimi e decisivi sviluppi sui cantieri della Strada Statale 7-ter, l’arteria strategica destinata a congiungere stabilmente le province di Taranto e Lecce.

Nelle ultime dichiarazioni, il parlamentare ha espresso forte soddisfazione per il visibile avanzamento dei lavori: «Oggi, invece, si asfalta, si lavora e si completano i cantieri. La Bradanico-Salentina prende forma e avvicina concretamente Taranto e Lecce, interessando anche il tratto strategico San Marzano – Sava – Manduria». Una vera e propria rivendicazione politica che punta a marcare la differenza rispetto ai decenni di rinvii e paludi burocratiche. L’onorevole Iaia ha poi concluso con una stoccata alle opposizioni e ai critici: «Qualcuno continuerà a parlare. Noi preferiamo far parlare i cantieri. Perché alla fine ciò che conta davvero è una cosa sola: I FATTI. E i fatti, questa volta, sono sotto gli occhi di tutti».

L’APPROFONDIMENTO SUL TRATTO SAN MARZANO – SAVA – MANDURIA

Il cuore dell’attuale accelerazione infrastrutturale si concentra proprio sul lotto tarantino che unisce i comuni di San Marzano di San Giuseppe, Sava e Manduria. Un segmento chiave caratterizzato da specifiche tappe tecniche e strategiche:

  • I numeri del cantiere: I lavori coordinati da Anas interessano un asse stradale fondamentale lungo circa 12,5 chilometri. Si tratta del “tronco nord” dell’opera, essenziale per convogliare i flussi di traffico provenienti dall’area jonica verso il brindisino e il leccese.
  • La posa del nuovo asfalto: I cantieri hanno registrato una svolta visiva e strutturale con l’avvio della stesa del nuovo manto stradale e della pavimentazione fonoassorbente e ad alta aderenza nel tratto compreso tra Sava e Manduria.
  • La strategia dell’apertura anticipata: Per evitare che l’intera opera rimanesse bloccata dai tempi più lunghi necessari alla costruzione del nuovo cavalcavia ferroviario nel lotto successivo (direzione Manduria-San Pancrazio Salentino), l’onorevole Iaia ha proposto ad Anas una variante di consegna. L’ente stradale ha accolto il piano: procedere con l’attivazione anticipata e l’apertura al traffico dei 12,5 km tra San Marzano e Manduria per liberare subito i centri cittadini dalla morsa del traffico pesante.
  • La scadenza di novembre: Il cronoprogramma ufficiale aggiornato fissa il completamento dei lavori e la conseguente consegna all’utenza della tratta San Marzano-Sava-Manduria entro il mese di novembre 2026.

L’APPROFONDIMENTO STORICO: UN’OPERA ATTESA DA DECENNI

La storia della Strada Statale 7-ter Bradanico-Salentina è l’emblema delle lungaggini infrastrutturali del Mezzogiorno, unendo idealmente le pianure lucane del Bradano al cuore del Salento.

  • Le origini del tracciato: I primissimi studi di pianificazione risalgono addirittura alla prima metà del Novecento, ma è nella seconda metà degli anni ’80 che l’opera assume la connotazione di un corridoio a scorrimento veloce indispensabile per collegare i due capoluoghi di Taranto e Lecce.
  • I primi cantieri degli anni ’90: I primi segmenti vengono cantierizzati e parzialmente realizzati negli anni Novanta. In questo periodo prende vita il tratto centrale a quattro corsie che collega la variante di Manduria fino all’inizio della variante di San Pancrazio Salentino. L’opera subisce tuttavia una pesante frammentazione dovuta alla coesistenza di progetti differenti e linee di finanziamento discontinue.
  • Il blocco burocratico e il degrado: Per oltre vent’anni, l’infrastruttura è rimasta una delle più note “incompiute” della Puglia. Alcuni stralci già pronti sono rimasti chiusi al traffico per decenni, finendo invasi da sterpaglie e trasformati in discariche abusive, costringendo gli automobilisti al pericoloso imbuto delle vecchie strade provinciali.
  • Il finanziamento e la spinta recente: La svolta politico-amministrativa è arrivata grazie allo stanziamento di un finanziamento specifico di circa 35 milioni di euro destinato al completamento del lotto tarantino, sbloccando le gare d’appalto Anas e traducendo i vecchi stanziamenti in cantieri attivi e operai al lavoro.

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