Immagine1

DOCENTI ED ALUNNI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO “F.G. PIGNATELLI” DI GROTTAGLIE PARTECIPANTI AL PROGRAMMA NAZIONALE “SCUOLA E COMPETENZE” OSPITI DEL “BERNINI” DELL’ARTE CERAMICA GROTTAGLIESE.

PARTICOLARE DELLA CATTEDRALE “LA GRAN MADRE DI DIO” DELL’ARCHITETTO  GIOVANNI (GIO) PONTI A TARANTO. LA “VELA” SCULTURA IN CERAMICA DI MIMMO VESTITA (DELLA BOTTEGA VESTITA).

Venerdì 27 febbraio, il Dirigente scolastico prof.ssa Caterina Bagnardi, alunni e docenti dell’Istituto Comprensivo “F.G. Pignatelli” di Grottaglie, saranno ospiti di Mimmo Vestita artista e ceramista grottagliese

Partecipano all’attività didattica gli alunni delle classi seconde e terze della Scuola secondaria. Il modulo del P.N. 21/27 ha come titolo “FUTURO E LAVORO-TUTELA ED USO DEL TERRITORIO”.

L’attività didattica, coordinata dal Prof. Vito Nicola Cavallo, docente esperto, e dalla Prof.ssa Mariangela Fanigliulo, docente tutor, e il coordinamento didattico della prof.ssa Benvenuta Greco, rientra nell’ambito dell’azione dei  fondi Strutturali Europei –2021-2027, priorità 01 – Scuola e competenze – Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) – Obiettivo Specifico ESO4.6 – Azione ESO4.6. A4 – Sotto azione ESO4.6. A4.D, interventi di cui al Decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 19 novembre 2024, n. 233, Avviso Prot. 57173 del 14/04/2025, “Percorsi di orientamento nelle scuole secondarie di primo grado”.

MIMMO VESTITA E CASA VESTITA

Quando si parla di identità, arte e memoria nel Quartiere delle Ceramiche, il nome di Mimmo Vestita è indissolubilmente legato a Casa Vestita, luogo simbolo della creatività contemporanea radicata nella tradizione.

Mimmo Vestita, artista e ceramista grottagliese, ha trasformato la propria abitazione-laboratorio in uno spazio espositivo permanente: Casa Vestita non è soltanto una casa-museo, ma un ambiente immersivo dove architettura, ceramica, scultura e installazione dialogano tra loro. Situata nel cuore del Quartiere delle Ceramiche, rappresenta una sintesi tra memoria artigianale e ricerca artistica.

L’edificio conserva la struttura tipica delle abitazioni storiche del quartiere, ma al suo interno si sviluppa un percorso creativo fatto di opere ceramiche, bassorilievi, elementi plastici e interventi pittorici che rivestono pareti, cortili e ambienti ipogei. La ceramica diventa linguaggio totale: materia, racconto, simbolo.

Il progetto di Casa Vestita nasce dall’idea di custodire e reinterpretare la tradizione ceramica di Grottaglie, non come semplice riproposizione di modelli antichi, ma come continua sperimentazione. Vestita lavora sulla memoria dei luoghi, sui segni arcaici, sulle forme della civiltà mediterranea, trasformando l’argilla in narrazione contemporanea.

Casa Vestita è oggi uno spazio culturale aperto a visitatori, studiosi e appassionati, meta di turismo culturale e punto di riferimento per eventi, incontri e percorsi didattici. In un quartiere che affonda le sue radici nel Medioevo e nella produzione ceramica secolare, questo luogo rappresenta una continuità viva tra passato e presente.

L’esperienza di visita non è solo estetica ma sensoriale: ogni ambiente racconta una stratificazione di segni, colori e materiali che rimandano alla storia di Grottaglie e alla sua vocazione artigianale. Casa Vestita diventa così un laboratorio permanente di identità, dove l’arte dialoga con la pietra, con le gravine e con la memoria urbana.

Nel panorama culturale pugliese, Mimmo Vestita si distingue per aver saputo trasformare uno spazio privato in patrimonio condiviso, contribuendo a rafforzare il legame tra il Quartiere delle Ceramiche e la sua evoluzione contemporanea.

GROTTAGLIE, SCOPERTA UNA CRIPTA MEDIEVALE NEL QUARTIERE DELLE CERAMICHE: AFFRESCHI DEL XII SECOLO RIAPRONO LA STORIA DEL CENTRO STORICO

GROTTAGLIE – Dal sottosuolo del Quartiere delle Ceramiche riaffiora un tassello prezioso della storia medievale della città. Una chiesa-cripta rupestre con tre affreschi raffiguranti San Nicola, Santa Barbara e il Cristo benedicente è stata individuata nell’area dell’antica gravina di San Giorgio, oggi interrata e coincidente con l’attuale via Crispi. La scoperta è stata resa nota da Angelofabio Attolico, collaboratore del Dipartimento di Studi Classici e Cristiani dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, diretto dalla professoressa Gioia Bertelli.

Il rinvenimento si inserisce nel più ampio filone di ricerche sull’età medievale condotte dall’ateneo barese in collaborazione con l’amministrazione comunale. L’ambiente ipogeo, ancora oggetto di studio, conserva un ciclo pittorico di grande interesse, probabilmente databile al XII secolo. La datazione definitiva potrà contribuire a chiarire i rapporti tra i diversi nuclei abitativi che tra XII e XIII secolo caratterizzavano il territorio grottagliese.

Al centro della parete principale è raffigurato il Cristo benedicente, frontalmente, con la mano destra alzata nel gesto della benedizione e il libro aperto nella sinistra. Sulle pagine è leggibile l’iscrizione “EGO SUM DIX MUNDI”, evidente richiamo al passo evangelico “Io sono la luce del mondo”. L’affresco si presenta in uno stato di conservazione sorprendentemente buono, con dettagli cromatici e linee ancora nitide che permettono di cogliere l’impianto iconografico originario.

Alla destra del Cristo compare un santo vescovo benedicente, identificabile con San Nicola, figura di grande diffusione cultuale nell’Italia meridionale medievale. Il santo regge un libro chiuso nella mano sinistra, secondo la tradizione iconografica. Sul lato opposto si distingue una figura femminile, attribuita a Santa Barbara, purtroppo solo parzialmente leggibile a causa delle trasformazioni subite dall’area nel corso dei secoli, tra interramenti e interventi edilizi di età moderna.

La cripta testimonia l’esistenza di un insediamento rupestre precedente alla formazione dell’attuale centro storico. Proprio lungo le gravine di Sant’Elia e San Giorgio si svilupparono, infatti, i villaggi medievali che nel basso Medioevo avrebbero assunto un ruolo di primo piano nel processo di aggregazione urbana. La chiesa ipogea rappresenta dunque una traccia concreta di quel tessuto insediativo che ha preceduto e accompagnato la nascita della Grottaglie moderna.

Di particolare interesse è la presenza di una croce incisa in negativo sul banco di roccia, elemento liturgico riscontrabile anche in altri contesti del territorio tarantino, come nella chiesa della Madonna delle Grazie di San Marzano di San Giuseppe. All’ingresso dell’ambiente sono visibili nicchie e un’acquasantiera, segni evidenti di trasformazioni successive che rendono complessa la lettura delle fasi originarie dell’impianto.

Un ulteriore dato significativo riguarda il rinvenimento di numerosi frammenti ceramici appartenenti a epoche diverse. Sebbene non siano ancora disponibili dati stratigrafici completi, il materiale suggerisce una frequentazione continuativa dell’area fino all’età moderna. La consistente presenza di ceramica medievale riapre inoltre il dibattito sulle origini produttive locali: è possibile che a Grottaglie esistessero centri di produzione già in età neo-basso medievale, ben prima dell’affermazione della tradizione graffita che ha reso celebre la città.

Gli studi proseguiranno nei prossimi mesi, ma la scoperta della cripta con il suo trittico affrescato rappresenta già un passaggio fondamentale per comprendere l’evoluzione storica e urbanistica del centro antico. Un ritrovamento che, ancora una volta, conferma come sotto le strade del Quartiere delle Ceramiche si custodisca una memoria stratificata capace di raccontare secoli di fede, arte e vita quotidiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *