GENERALE CHURCH

Tratto da BRIGANTAGGIO E SOCIETÀ SEGRETE NELLE PUGLIE (1817-1828) DAI RICORDI DEL GENERALE R. CHURCH GOVERNATORE DI TERRA DI BARI E DI TERRA D’OTRANTO COMANDANTE DELL’ ESERCITO NAPOLETANO IN SICILIA, EC. EC. FIRENZE, G. BARBÈRA, EDITORE. 1899.

Nell’autunno del 1817, il quartier generale del generale Church a Barletta ricevette un prezioso e dettagliato rapporto di spionaggio militare redatto dal colonnello Schmerber, capo dello stato maggiore. Due ufficiali borbonici (il capitano e il brigadiere della gendarmeria Viti), sorpresi dall’oscurità e da una pioggia diroccata lungo la via per Barletta, avevano ingaggiato un contadino locale come guida. Nascostisi tra i cespugli ai margini della strada, i gendarmi avevano udito lo scalpitare dello squadrone dei Vardarelli e la voce dello stesso Don Gaetano che ordinava ai suoi uomini di recarsi al Castel del Monte, l’imponente fortezza ottagona costruita dall’imperatore Federico II. Fiutando l’importance strategica dell’evento, il brigadiere Viti convinse la guida a infiltrarsi nel castello come spia, anticipandogli la cospicua somma di dieci ducati d’argento e promettendone altri trenta al suo ritorno a Barletta.

Il contadino si presentò l’indomani al cospetto di Church, fornendo una descrizione lucida e agghiacciante del covo dei briganti. Superate le sentinelle armate poste a guardia della scasseria e del portone principale, la spia penetrò nella torre grande, dove una quarantina di fuorilegge si scaldavano intorno a imponenti fuochi accesi. Introdotto nella sala superiore, il contadino si trovò dinnanzi a una tavola riccamente imbandita di vivande, polli, formaggi, ostiche e bottiglie di rum inglese. Attorno al fuoco sedeva Don Gaetano Vardarelli, intento a scherzare con alcune brigantesse armate mentre tagliava la carne con il suo stiletto e beveva in un bicchiere d’argento. Ma l’attenzione della spia rimase terrorizzata dalla presenza del quarto convitato: l’abate Ciro Annichiarico in persona, giunto in segreto da Grottaglie per proporre un’alleanza militare sotto la bandiera dei Decisi. Ciro indossava un’uniforme da ufficiale della gendarmeria con pantaloni azzurri e galloni d’argento. La spia descrisse con orrore i lineamenti sinistri dell’abate, i suoi occhi piccoli e arrossati come il sangue e il macabro teschio d’argento che portava appeso al collo. L’abate non toccava cibo e si limitava a bere dalla sua fiaschetta personale, mormorando preghiere eterodosse da un libretto e lanciando sguardi biecamente feroci sulla compagnia, pianificando una successiva riunione strategica a Taranto. Questo rapporto rivelò a Church i piani di rivolta globale dei briganti, permettendogli di stringere il cerchio attorno alle masserie del Salento.

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