Esistono cittadini di serie A e associazioni di serie B a Palazzo di Città?
La domanda non è più solo una provocazione giornalistica, ma una certezza che emerge dall’esame dei documenti ufficiali del Comune. L’azione amministrativa del sindaco Ciro D’Alò e dell’assessore Ida De Carolis – giornalista ed esponente di punta del movimento politico “Sud in Movimento” – continua a mostrare una clamorosa disparità di trattamento a seconda dei soggetti proponenti. Un modus operandi a due velocità che si inserisce in un quadro già ampiamente criticato da questa testata, che ha più volte acceso i riflettori su episodi oscuri come il caso “Scuola Pignatelli-Onorevole Iaia” o il totale abbandono sul fronte sicurezza per i residenti di via degli Ulivi e zone limitrofe, flagellate dai furti nelle abitazioni nell’indifferenza delle istituzioni.
IL “MURO DI GOMMA” E L’OSTRUZIONISMO BUROCRATICO SULL’ASSOCIAZIONE SHERWOOD
La cronologia dei fatti fotografa una situazione imbarazzante. L’11 novembre 2024, alle ore 09:40 precise, l’associazione ambientalista “Sherwood”, guidata da Pietro Caramia, depositava al protocollo generale dell’Ente (atto n. 41172) un’articolata e dettagliata proposta ideogrammatica di progetto di massima per un Accordo di Programma. L’obiettivo era ambizioso e di alto valore sociale ed ecologico: la realizzazione di un “Ristororto” con annessa velostazione in via delle Rose, in contrada “Paparazio”.

Il progetto prevedeva la trasformazione urbanistica di un terreno semi-residenziale di ben 7.817 metri quadri (identificato al Foglio 57, particelle 97-101-103-112). Un’area già formalmente inclusa sia nel PIRP (Programma Integrato di Rigenerazione Urbana) approvato dalla Regione Puglia, sia nel Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana (DPRU) del Comune di Grottaglie. Nonostante l’area necessitasse di una variante urbanistica — per la quale l’associazione aveva delineato un iter trasparente completo di conferenza di servizi, pubblicazione per le osservazioni dei cittadini e adozione in Consiglio Comunale — la pratica è stata letteralmente sepolta nei cassetti.
Dall’11 novembre 2024 a oggi, l’amministrazione D’Alò e l’assessorato competente hanno opposto un silenzio tombale. Nessuna risposta, nessun ufficio tecnico attivato, nessun diniego motivato che potesse almeno consentire ai proponenti di presentare ricorso. Un’indifferenza ingiustificata che blocca una sinergia tra operatori economici del settore ristorativo a chilometro zero e il mondo dell’associazionismo ambientalista, mortificando i principi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e del “Biciplan” cittadino.
LE SPECIFICHE TECNICHE DEL PROGETTO SHERWOOD: MOBILITÀ DOLCE E KM ZERO
La proposta dell’associazione Sherwood non era una semplice richiesta generica, ma un piano tecnico strutturato per integrarsi con la pianificazione urbanistica ed ecologica regionale. Il progetto mirava a rispondere ai requisiti cardine della rigenerazione urbana: partecipazione sociale, integrazione degli interventi e risanamento ambientale.
Nello specifico, l’intervento si imperniava su due pilastri:

- Il Ristororto: un modello di economia circolare e commerciale nel settore ristorativo basato sull’autoproduzione a chilometro zero. Un’attività concepita per valorizzare l’agricoltura urbana senza consumo di suolo, trasformando un’area agricola semi-residenziale in un polo di attrazione ecocompatibile.
- La Velostazione: una vera e propria infrastruttura verde concepita in linea con il “Documento Preliminare di PUMS in ambito di Ciclabilità e CicloPedonalità”. L’obiettivo era intercettare i flussi della mobilità dolce sia per l’utenza cittadina che per quella turistica. La velostazione avrebbe dovuto incrementare la fruibilità pedonale e ciclabile delle vie di connessione tra le zone residenziali e quelle industriali, commerciali e amministrative di Grottaglie, agevolando in particolare gli spostamenti casa-lavoro e proteggendo le utenze deboli e scolastiche. Un tassello fondamentale per legarsi agli itinerari ciclabili urbani previsti dal “Biciplan”.
LA CORSIA PREFERENZIALE E I TEMPI RECORD PER L’ASSOCIAZIONE BABELE
Il rigido rigore burocratico e la flemma degli uffici comunali sembrano però svanire magicamente quando cambiano i protagonisti..
Il 31 dicembre 2025, l’Associazione “Babele ApS”, presenta un’istanza (prot. 50197/2025) per ottenere la gestione di un’area verde compresa tra via Togliatti, via Cantore, via Lombardia e via Gramsci. Passano appena 19 giorni e il 19 gennaio 2026, con la determinazione n. 118, il Comune concede l’area tramite un Patto di collaborazione Ordinario.
Ma il vero capolavoro della burocrazia si compie in primavera. Il 16 marzo 2026 (prot. 12064), l’Associazione Babele decide di fare il salto di qualità: chiede di modificare l’accordo in una “collaborazione complessa” ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento Comunale per i beni comuni, presentando il progetto “St’orto (è) in comune”. L’iniziativa prevede l’installazione di 16 vasche di coltivazione, due cisterne d’acqua da 5.000 litri, gazebo, recinzioni e arredi urbani.
I tempi di reazione della Giunta D’Alò sono strabilianti:
- 16 marzo 2026: Deposito dell’istanza da parte di Babele ApS.
- 1° aprile 2026: La Giunta Comunale approva la Delibera n. 97, concedendo l’area a tempo di record.
- 8 aprile 2026: L’associazione trasmette le planimetrie (prot. 16203).
- 16 aprile 2026: Viene firmata digitalmente la convenzione ufficiale .
In un solo mese, un’istanza privata si trasforma in una delibera di giunta e in un contratto firmato della durata di due anni con concessione a titolo completamente gratuito.
CRONOLOGIA A CONFRONTO: LE DUE VELOCITÀ DEL COMUNE
| Parametro | ASSOCIAZIONE SHERWOOD (Ristororto) | ASSOCIAZIONE BABELE (St’orto in comune) |
| Data Protocollo | 11 Novembre 2024 (ore 09:40) | 31 Dicembre 2025 (e succ. 16 Marzo 2026) |
| Numero Atto | Prot. n. 41172 | Prot. n. 50197 / Prot. n. 12064 |
| Oggetto Richiesta | Accordo di programma, variante urbanistica, ristororto e velostazione su 7.817 mq. | Patto di collaborazione complessa per orto sociale urbano (16 vasche, gazebo). |
| Ubicazione | Via delle Rose – C.da “Paparazio” | Vie Lombardia, Cantore, Gramsci, Togliatti |
| Iter di Giunta | Nessuna deliberazione (Pratica ferma) | Delibera di Giunta n. 97 (Approvata il 01/04/2026) |
| Firma Convenzione | Mai pervenuta | Firmata il 16/04/2026 (Ing. V. Talò) |
| Tempo di Risposta | Oltre 18 mesi di silenzio assoluto | Appena 30 giorni dall’istanza complessa |
| Stato Attuale | Istanza totalmente ignorata | Progetto approvato, contrattualizzato e attivo |
IL PESO POLITICO DI “SUD IN MOVIMENTO” NEL CONSIGLIO COMUNALE
Per comprendere a fondo le dinamiche di questa vicenda è necessario analizzare l’equilibrio politico all’interno di Palazzo di Città. Il sindaco Ciro D’Alò ha costruito e consolidato il proprio potere sulla forza di “Sud in Movimento”, la lista civica di matrice progressista e ambientalista che rappresenta il vero motore politico della maggioranza consiliare. L’assessore Ida De Carolis è una delle figure di spicco di questa compagine, un movimento che ha sempre fatto della trasparenza, della democrazia partecipativa e della tutela del territorio i propri cavalli di battaglia elettorali.
Tuttavia, il posizionamento di “Sud in Movimento” nell’aula consiliare appare oggi segnato da una forte contraddizione interna. Da un lato il movimento rivendica l’esclusiva ideologica sui temi della rigenerazione urbana e dei beni comuni; dall’altro, esercita una gestione della macchina amministrativa che l’opposizione definisce spesso “monocratica” e selettiva. La vicinanza politica o la rispondenza alle linee interne del movimento sembrano essere diventate il vero spartiacque tra i progetti che meritano una corsia preferenziale lampo — come i patti di collaborazione gestiti in poche settimane — e i progetti di investimento indipendenti che vengono lasciati morire nel silenzio, come quello di Sherwood. Un cortocircuito politico che mina la credibilità di una forza nata per “cambiare il sistema” e oggi arroccata nelle stanze dei bottoni.
UN SISTEMA DI PESI E MISURE CHE MINA LA TRASPARENZA

Mettendo i due provvedimenti a confronto, il doppiopesismo politico emerge in tutta la sua gravità. Perché per l’orto sociale di “Babele” sono bastate quattro settimane tra istanze, delibere e firme, mentre per il progetto di “Sherwood” in contrada Paparazio si registrano quasi due anni di silenzio assoluto?
L’assessore Ida De Carolis dovrebbe spiegare alla città quali criteri oggettivi regolino l’attenzione del suo assessorato. La rigenerazione ecologica, il risparmio delle risorse idriche e del suolo, la mobilità dolce e il comportamento partecipativo dei cittadini sono concetti validi solo per i progetti selezionati politicamente dall’amministrazione e congelati per tutti gli altri?
Questo atteggiamento non è solo un danno per lo sviluppo economico e sociale di via delle Rose e delle contrade periferiche, ma rappresenta un vulnus democratico. La gestione della cosa pubblica a Grottaglie sembra ormai procedere per canali di preferenza politica e amministrativa, lasciando i cittadini privi di certezze del diritto e di risposte dovute da parte delle istituzioni.
L’APPELLO FORMALE AL DIFENSORE CIVICO REGIONALE: SI ROMPA IL SILENZIO
Davanti a questo scenario di ingiustificata inerzia e palese disparità di trattamento, questa testata giornalistica non intende girarsi dall’altra parte. Il silenzio amministrativo serbato per oltre un anno e mezzo nei confronti dell’Associazione Sherwood configura una violazione dei principi di efficacia, trasparenza e buona amministrazione sanciti dalla Legge 241/90. I cittadini hanno il diritto sacrosanto a ricevere una risposta, sia essa positiva o negativa.
Per queste ragioni, rivolgiamo un appello formale e pubblico al Difensore Civico della Regione Puglia. È necessario un intervento ispettivo urgente per fare piena luce sulla gestione dei protocolli e delle istanze urbanistiche del Comune di Grottaglie. Chiediamo che venga accertata la regolarità dell’iter burocratico e che l’amministrazione D’Alò sia formalmente diffidata a pronunciarsi sulla proposta di via delle Rose, interrompendo un silenzio che penalizza il territorio e alimenta il sospetto di una gestione privatistica della cosa pubblica. La democrazia e l’imparzialità amministrativa a Grottaglie non possono essere messe in secondo piano dagli interessi di bandiera.