STEA GALLETT LOGO QUARANTA

Rif. bibl.: F. Stea – L. Galletto, Amministrazioni e amministratori postunitari grottagliesi, Schena, 1983

Un capitolo centrale della commemorazione pronunciata dal Sindaco Cometa nel 1896 riguardò lo straordinario amore che il Canonico Pignatelli aveva nutrito per il mondo della scuola, considerata alla stregua della sua stessa famiglia. Per il teologo, gli allievi erano come figli diletti ai quali indicare la via della virtù e della gloria patriottica. Con un linguaggio caldo, persuasivo ed efficace, egli esortava costantemente i giovani a rifuggire l’ozio, definito “la ruggine dell’anima”, e ad abbracciare lo studio come l’unica vera via dello spirito capace di condurre agli onori e alle giuste ricompense sociali.

L’etica pignatelliana si fondava sul valore assoluto del lavoro, sintetizzato nelle sue celebri parole d’esortazione rivolte ai discepoli: «il lavoro è nobiltà, il lavoro è ricchezza, è potenza; il lavoro è moralità, è amor patrio, il lavoro è ogni cosa». Da infatigabile studioso, capace di vegliare gran parte delle notti per rintracciare e salvare le memorie patrie della sua terra, Pignatelli concepiva l’impegno intellettuale e manuale come il massimo dovere di un cittadino verso la propria comunità, l’unico strumento idoneo a garantire l’immortalità del nome e il progresso della nazione.

 La “febbre archeologica” e l’eredità storiografica per la patria grottagliese

L’amore per il luogo natio rappresentò il fulcro dell’intera produzione scientifica e letteraria di Carmelo Pignatelli. Il Sindaco Cometa, citando direttamente gli scritti del teologo, ricordò come egli considerasse la carità di patria un dovere eminentemente cristiano, identificando l’amore per la propria terra con l’amore per il prossimo. Pignatelli esaltava nei suoi discepoli quella che definiva una vera e propria “febbre archeologica”: lo slancio con cui i giovani colti dovevano accostarsi a un rudere, a un cimelio o a un frammento di coccio antico scavato nelle vicinanze di Grottaglie per dimostrare l’antichità e la nobiltà della propria terra d’origine, levandola in alto e illustrandone i pregi di fronte al mondo.

Scrittore assai stimato in provincia e in Italia, Pignatelli aveva dedicato gran parte della sua esistenza a frugare negli archivi e nelle polverose librerie, dando alle stampe l’opera monumentale Le Vite degli Illustri Grottagliesi. A questa seguirono una monografia sul castello di Oria, due splendidi discorsi funebri in memoria del Re Vittorio Emanuele II e del Pontefice Pio IX, e infine il volume intitolato Casa mia. Di quest’ultimo lavoro, scritto a 63 anni nonostante una mano fortemente colpita dalla gotta, il teologo diceva con umiltà di voler semplicemente “fornire elementi per una storia più completa della mia terra natale”.

A testimonianza del suo legame profondo con il paese, Pignatelli lasciò nel suo testamento una cospicua somma di denaro a beneficio del civico ospedale di Grottaglie e un altro legato finanziario destinato al Municipio per l’erezione di una chiesetta all’interno del camposanto. Il Consiglio Comunale, accogliendo le proposte della Giunta, deliberò all’unanimità di perennare il ricordo del teologo, affinché i posteri potessero venerarne il nome e seguirne le luminose impronte.

Schema concettuale

Lo schema seguente riassume le risultanze della sessione consiliare del 1896 relativa allo stato della scuola e alla memoria culturale del comune:

                      LA MEMORIA E LA CULTURA A GROTTAGLIE (1896)

                                         │

         ┌───────────────────────────────┴───────────────────────────────┐

         ▼                                                               ▼

IL RENDICONTO SCOLASTICO (1896)                LA COMMEMORAZIONE DI PIGNATELLI

         │                                                               │

 ┌───────┴───────┐                                               ┌───────┴───────┐

 ▼               ▼                                               ▼               ▼

ESITO DELLE     SATISFAZIONE                                    PROFILO DEL     OPERE E LEGATI

CLASSI          DEL CONSIGLIO                                   TEOLOGO         TESTAMENTARI

– 12 classi     – Giudizio “buono”                              – Sacerdote e   – “Le Vite degli

  comunali        complessivo                                     scrittore       Illustri Grottagliesi”

– 1ª maschile   – Sostegno alla                                 – Etica del     – Monografia su Oria

  “mediocre”      scuola contro                                   lavoro e      – Fondi per l’ospedale

– 1ª femminile    l’arretratezza                                  dello studio    civico

  “apparente”     rurale                                        – “Febbre       – Fondi per la chiesetta

                                                                  archeologica”   del camposanto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *