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Rif. bibl.: F. Stea – L. Galletto, Amministrazioni e amministratori postunitari grottagliesi, Schena, 1983

All’indomani della solenne commemorazione del Canonico Teologo Carmelo Pignatelli, il Consiglio Comunale di Grottaglie dovette dare esecuzione pratica alle ultime volontà espresse dal defunto nel suo testamento. Tra i legati concessi al Municipio, spiccava la somma vincolata all’erezione di una chiesetta nel camposanto cittadino. Questa donazione, che univa la sensibilità spirituale del sacerdote al desiderio di decoro pubblico, fu accolta con profonda gratitudine dalla Giunta, ma aprì una complessa sessione tecnica per la redazione della perizia e l’assegnazione dei lavori in muratura.

Il Consiglio affidò l’incarico di valutare l’area interna al cimitero e di stendere un progetto architettonico che rispettasse il carattere sacro del luogo, evitando al contempo di gravare sul bilancio comunale oltre la cifra donata dal teologo. I verbali d’archivio di fine Ottocento registrano le trattative con i capomastri locali e le verifiche sulle tariffe dei materiali lapidei. L’opera non rappresentava solo un omaggio alla memoria del Pignatelli, ma rispondeva a una reale esigenza della popolazione, che da tempo lamentava la mancanza di un luogo idoneo alle funzioni religiose e al conforto dei dolenti durante i riti di sepoltura. Superando le lentezze degli uffici tecnici provinciali, il Comune riuscì a perennare il ricordo del suo illustre cittadino, legando per sempre il suo nome a uno dei presidi civili più solenni della comunità.

 Lo sviluppo della scuola elementare alla vigilia del Novecento

Sulla scia dell’etica dello studio caldeggiata dal defunto Pignatelli, l’Amministrazione Comunale di Grottaglie si concentrò con rinnovata solerzia sull’ampliamento della rete scolastica elementare a ridosso del nuovo secolo. Il bilancio positivo del 1896 aveva dimostrato l’utilità delle dodici classi già attive nel borgo, ma l’incremento demografico e la progressiva presa di coscienza da parte delle famiglie contadine imposero la ristrutturazione dei locali d’insegnamento e il potenziamento dell’organico dei maestri e delle maestre comunali.

Le sessioni del Consiglio Comunale degli ultimi anni del secolo riflettono la necessità di adeguare le aule, spesso ricavate negli ex conventi espropriati, alle nuove norme igienico-sanitarie imposte dal governo centrale. Gli sforzi degli amministratori si concentrarono sulla fornitura di banchi, lavagne e materiale didattico dignitoso, contrastando l’assenteismo scolastico stagionale legato ai lavori della terra. I verbali d’archivio evidenziano come la classe dirigente, nonostante le continue frizioni politiche e i conflitti d’interesse particolari, considerasse lo stanziamento di fondi per l’istruzione primaria il mezzo più efficace per formare la fisionomia delle nuove generazioni e sostenere indirettamente lo sviluppo economico e artigianale del quartiere dei figuli.

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