piano lottizzazione c1c ed altri

Il Comparto C5 e le zone C1c-CB2 ostaggio del silenzio burocratico, mentre la lottizzazione lampo della “Shuttle Parking Srls” in via Leone XIII corre su una corsia preferenziale. Chi tutela davvero l’interesse pubblico?

Torniamo ad accendere i riflettori sul “calvario” che da mesi investe centinaia di piccoli proprietari delle aree incluse nel Comparto C5 – via Padre Ignazio Damuri, insieme alle zone omogenee di espansione C1c-CB2. Contro di loro si è abbattuto il consueto decisionismo a geometrie variabili dell’amministrazione guidata dal sindaco Ciro D’Alò: un mix di immobilismo burocratico, doppiopesismo amministrativo ed errata interpretazione degli atti che sta letteralmente congelando lo sviluppo di una parte storica del territorio comunale.

La disparità di trattamento emerge in tutta la sua gravità se si confronta il muro di gomma eretto sul Comparto C5 con la straordinaria fluidità concessa di recente a nuove pianificazioni private, come il piano di lottizzazione approvato a tempo di record in via Leone XIII o gli interventi lungo via Partigiani Caduti. Due pesi e due misure che lasciano la cittadinanza e i tecnici locali senza parole.

IL PARADOSSO NORMATIVO: “SÌ” AL PRIVATO SENZA PIANO, “NO” ALLO STRUMENTO PUBBLICO GIÀ ADOTTATO

Il dato di fatto politico e urbanistico è macroscopico: il Comparto C5 ha già un Piano Particolareggiato adottato (redatto a suo tempo dall’Ingegnere Prete), via Leone XIII no!

Eppure la giunta e il Consiglio Comunale (con  buona parte dell’opposizione) hanno corso a perdifiato per approvare, tramite una  variante al Piano Regolatore Generale (PRG), la lottizzazione proposta da un privato in via Leone XIII per trasformarla in piano particolareggiato.

Al contrario, per il piano del C5 l’amministrazione oppone da tempo un netto e ingiustificato rifiuto all’esame consiliare. I proprietari dei terreni, supportati da legali e progettisti, hanno depositato accurate proposte preliminari e relazioni tecniche — come quelle  inviata tramite PEC (CITTÀ DI GROTTAGLIE
RICEVUTO 26 SET. 2022) — perfettamente conformi alle storiche delibere di Consiglio (n. 277/87 e n. 74/88) e alle linee guida per la perimetrazione dei sub-comparti introdotte dalla stessa Determina Dirigenziale n. 478 del 14 maggio 2020:

  1. P.E.C. del 21 aprile 2022 presentata al protocollo dell’Amministrazione alle ore 9,30 al n. 12326 con oggetto: «Richiesta di avvio esecutività del piano di lottizzazione C B2 – C3, approvato con delibera C.C. 64 del 15/11/2001 pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione Puglia Applicazione determina dirigenziale n. 478 del 14/5/2020.»
  2.  P.E.C. del 14/3/2022 presentata al protocollo dell’Amministrazione alle ore 9,24 al n. 8116 con oggetto: «Richiesta di avvio esecutività del piano di lottizzazione – Comparto C1c – C2, C1c – C1

Nonostante solleciti formali, diffide e costanti invii al protocollo (come le istanze di luglio e settembre (DEGLI ANNI PASSATI) che hanno coinvolto persino il Segretario Comunale Dott.ssa Cristina Venuto per vigilare sulla trasparenza), dall’edificio comunale tutto tace. Le istanze dei cittadini rimangono chiuse nei cassetti, ignorate in un silenzio che calpesta i diritti civili ed economici della comunità.

I NUMERI DELLO SCANDALO: IL CONFRONTO DELLE SUPERFICI SMENTISCE LA NARRAZIONE DEL COMUNE

L’amministrazione D’Alò ha sbandierato l’operazione di via Leone XIII come altamente “vantaggiosa” per la città, giustificandola con il fatto che il Comune riceverà aree da destinare alla pubblica utilità. Ma i numeri, analizzati freddamente e messi a confronto, smentiscono questa narrazione e dimostrano che il Comparto C5 offrirebbe alla collettività proporzioni di cessione e standard urbanistici di gran lunga superiori:

  • L’intervento in via Leone XIII (Località Padula della Foggia):
    L’area oggetto di intervento, identificata al NCEU e NCT al foglio di mappa 54 (particelle 585, 616, 617, 622, 623, 636, 638, 210, 703, 704 e parzialmente 37, 613, 625, 637, 639, 641), è di proprietà della SHUTTLE PARKING SRLS. Su una superficie totale di 42.088,88 mq, l’amministrazione riceverà in cessione appena 12.134 mq (da destinare a parco pubblico attrezzato). Al privato residuano ben 29.954,88 mq per l’edificazione e la speculazione commerciale (una struttura alberghiera da 12.100 mc, un’area artigianale/commerciale da 5.600 mc, ristorazione e un’officina meccanica per autobus). In sintesi, il Comune incassa solo il 28% dell’intera area.
  • Il Comparto C5 (Via Padre Ignazio Damuri):
    Su una superficie complessiva di 271.200 mq (espressa in atti come 27.12.00,00 mq), il piano prevede che l’amministrazione riceva ben 78.393 mq (07.83.93,00 mq) per standard urbanistici pubblici, a cui si aggiungono altri 92.121 mq (9.21.21,00 mq) per le sedi viarie. Il totale ceduto alla collettività per servizi e strade è di ben 170.514 mq (17.05.14,00 mq), lasciando ai privati solo 100.686 mq per l’edificazione. Qui il Comune incasserebbe quasi il 63% dell’area!

Davanti a questo divario matematico la domanda sorge spontanea ed esige una risposta pubblica immediata: Sindaco e assessori sono davvero sicuri di stare garantendo il primato dell’interesse pubblico? Perché si preferisce l’accordo con la Shuttle Parking Srls sacrificando e bloccando la pianificazione democratica del Comparto C5?

LA BEFFA DELL’IMU: TASSE REALI SU SUOLI EDIFICABILI SOLO PER IL FISCO, MA CONGELATI DALLA BUROCRAZIA

Oltre al danno urbanistico e alla paralisi del territorio, per le centinaia di famiglie del C5 c’è una gravissima ed insostenibile beffa economica. Con apposite delibere di Giunta, l’amministrazione ha stabilito le tariffe IMU equiparando questi terreni a suoli effettivamente edificabili o già dotati di piani esecutivi attivi e cantierizzabili.

Si tratta di un’ingiustizia profonda che drena risorse dalle tasche dei cittadini. Nelle zone omogenee di tipo B e nelle zone C già edificate o convenzionate, la rendita edilizia è reale, tangibile e monetizzabile attraverso compravendite o locazioni. Al contrario, nel Comparto C5 il diritto edificatorio resta congelato sulla carta unicamente perché il Sindaco e il Consiglio Comunale si rifiutano di convenzionare i piani esecutivi e di dare seguito alle linee guida della stessa determina dirigenziale del 2020. I cittadini sono così costretti a pagare fior di quattrini di tasse su un valore patrimoniale teorico che l’amministrazione stessa, con il suo ostruzionismo, impedisce di realizzare.

UN’AZIONE AMMINISTRATIVA CHE COMPROMETTE LA TRASPARENZA

Il sospetto di un radicato doppiopesismo nell’azione di governo della giunta D’Alò cessa di essere un dubbio e diventa una certezza numerica e documentale. Questo modo di gestire il territorio non solo frammenta lo sviluppo armonioso di Grottaglie, ma crea inaccettabili disparità tra i contribuenti, dividendo la città in figli e figliastri.

Un’amministrazione che si professa trasparente dovrebbe applicare le medesime regole a tutti: tempi certi, parità di trattamento e risposte chiare ai cittadini, senza concedere corsie preferenziali legate a interessi particolari o alla collocazione geografica dei suoli. Il Sindaco D’Alò spieghi alla città qual è il vero discrimine tra la lottizzazione di via Leone XIII e il Comparto C5. Quali sono i reali motivi che spingono la sua amministrazione a correre per i privati e a frenare davanti ai diritti legittimi di centinaia di famiglie di Grottaglie? Il tempo delle scuse e della tolleranza verso questa gestione a due velocità è ormai scaduto.

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