“Amministrazioni e Amministratori postunitari grottagliesi (Vol. III 1943-1961)”, scritto da Francesco Stea e Luigi Galletto, con il supporto della Banca Popolare Jonica – Grottaglie. Nella complessa opera di ridefinizione del volto cittadino, l’amministrazione si trovò a dover bilanciare le ambiziose visioni dei suoi progettisti con le critiche della memoria storica e delle opposizioni. Un esempio emblematico fu il radicale intervento che colpì l’area adiacente alla Chiesa Matrice. La presenza di un’enorme mole di palazzo appartenente ai Principi Cicinelli – i quali, come altri padroni dell’epoca, si sentivano arbitri assoluti degli uomini, della storia e dell’arte – aveva storicamente imposto una forzatura urbanistica, un voler “zimpà” per forza l’edificio al lato della cattedrale romanica, obbligando ogni costruzione circostante a sottostare al suo ingombro.
Per rimediare a questo squilibrio, recuperando il concetto classico di piazza come “agorà” e “forum”, intesi come centri materiali e spirituali della comunità in sinergia con l’“ecclesia”, il Senatore Gaspare Pignatelli e l’Ingegnere Orazio Prete promossero una profonda ristrutturazione. L’obiettivo primario era ridare lustro e decoro all’austerità romanica della facciata dell’insigne Collegiata e alla graziosa tribunetta attigua della Congrega del Purgatorio, eliminando immobili fatiscenti, antichissimi e privi di servizi igienici che creavano una spezzatura con il vertice rivolto verso il centro. Tuttavia, per gli storici locali, la decisione di abbattere la vecchia Casa Comunale apparve esagerata, così come la costruzione della nuova pretura, definita da molti «un pugno nell’occhio» a cui si sarebbe potuto rimediare altrimenti, a fronte di una spesa per questa laparatomia urbanistica pari a L. 16.443.307.
Al contrario, la cittadinanza applaudì di tutto cuore ad altre iniziative di più chiara utilità sociale. Tra queste spicca il ripianamento della zona circostante la Scuola d’Avviamento Professionale in costruzione nel rione San Biagio (Delibera n. 78 del 3 giugno 1961), un investimento finalizzato al benessere della gioventù studiosa e dei cittadini bisognosi di ossigeno e di verde. Identico favore suscitò la sistemazione della strada vicinale per Monte Castro (Delibera n. 79), un’opera del valore di L. 7.637.717 che agevolò proprietari, mezzadri, commercianti e contadini in una zona ubertosa, facilitando il trasporto dei prodotti specialmente durante il periodo della vendemmia e mettendo a tacere i malumori di salariati e braccianti.
Un impegno analogo fu profuso per la vicinale Paparazio (Delibera n. 80), un’arteria lunga oltre tre chilometri che si snodava da Via Calò verso la parte meridionale dell’agro grottagliese, coltivato in gran parte a oliveti. Per quest’opera furono stanziate L. 9.942.133, di cui L. 4.028.950 destinate alla mercede dei lavoratori disoccupati ingaggiati tramite cantiere di lavoro per 76 giornate. Meno lineare si rivelò la costruzione del terzo edificio scolastico nel rione Sant’Elia: a causa del terreno accidentato e della presenza di antiche cave di tufo, le spese per le fondazioni superarono di molto le previsioni. La necessità di aggiungere la casa del custode, la palestra, l’arredamento e l’impianto di riscaldamento comportò una non lieve maggiorazione di ben 54.000.000 di lire, costringendo inoltre il Comune all’esproprio coattivo di ulteriori 2.625 metri quadri di terreno circostante per isolare l’edificio e circondarlo di strade.
Questo imponente volume di interventi pubblici e la forte personalità dei suoi promotori trovarono una diretta corrispondenza nelle urne, come attestato dai registri dei voti di preferenza delle diverse liste elettorali. Nella “Lista N. 6”, guidata da Giuseppe Testa (96 preferenze totali) ed Emanuele Carlucci (43 preferenze), emersero le posizioni dei candidati minori tra le varie sezioni, tra cui i 69 voti di Ciro Iaia, i 23 di Gaetano Nisi e le preferenze isolate raccolte da Leonardo Greco e Ciro Intermite.
I dati definitivi della “Lista N. 7” confermarono invece lo straordinario radicamento plebiscitario della leadership democristiana e dei suoi uomini di punta. Il Senatore Gaspare Pignatelli ottenne una valanga di consensi personali, totalizzando ben 4.822 voti di preferenza con punte costanti in tutte le 18 sezioni (tra cui i 373 voti della sezione 1 e i 344 della sezione 3). Accanto a lui si consolidò il successo degli altri principali esponenti dello Scudocrociato: Giuseppe Bagnardi si confermò una colonna del partito con .2.473 preferenze complessive, seguito dal Sindaco uscente Professor Angelo Peluso con 1.564 voti, da Cosimo Argentina con 1.324 voti e da Leonardo Abatematteo con 1.321 preferenze. Buoni risultati furono conseguiti anche da Giuseppe Ettore (861 voti), Cosimo Bruno (855 voti) e Filippo Cavallo (718 voti), a testimonianza di un gruppo dirigente capace di mobilitare capillarmente l’elettorato grottagliese e di legittimare, attraverso un solido verdetto democratico, le radicali trasformazioni urbanistiche e sociali impresse al territorio.
Desideri che analizziamo nel dettaglio la ripartizione dei voti della Lista N. 7 nelle sezioni rurali o preferisci approfondire i dettagli costruttivi delle scuole di Sant’Elia e delle cave di tufo?