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Rif. bibl.: F. Stea – L. Galletto, Amministrazioni e amministratori postunitari grottagliesi, Schena, 1983

Negli ultimi anni del diciannovesimo secolo, Grottaglie si presentava come una comunità in profonda trasformazione, dove le riforme strutturali faticosamente introdotte nei decenni post-unitari iniziavano a mostrare i propri frutti, pur tra persistenti sacche di povertà e tensioni ideologiche. La chiusura di un’epoca così intensa, idealmente segnata dal passaggio del testimone tra i vecchi e i nuovi amministratori della città, confermava la validità dell’azione riparatrice intrapresa dal Consiglio Municipale nei momenti più drammatici della storia cittadina.

Le infrastrutture strategiche, come le strade lastricate in pietra dura di Vitantonio La Sorte, lo scalo ferroviario promosso da Brunetti e Olini, i primi canali fognari e l’avvio scientifico dei progetti per l’acqua potabile, avevano definitivamente mutato la fisionomia del vecchio borgo rurale. L’opera di Padre Francesco Stea e Luigi Galletto, attraverso la rigorosa ricomposizione delle carte d’archivio, getta una luce definitiva su questo travaglio. La storia di Grottaglie a fine Ottocento si chiude non come la cronaca di un infelice abituro di abitanti desolati, ma come il racconto di una piccola patria che, con il senno dei suoi leader e il sudore della fronte dei suoi contadini, seppe conquistare il progresso civile difendendo fermamente il diritto al pane comune e il rispetto per la propria dignità.

Schema concettuale

Lo schema seguente illustra la sintesi delle attività comunali nella fase finale del diciannovesimo secolo:

                      IL BILANCIO DI FINE SECOLO (1896-1900)

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LA FABBRICA DEL CAMPO SANTO    📝 L’ISTRUZIONE ED IGIENE       📈 CONCLUSIONE E SVILUPPO

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ESECUZIONE      DECORO          ADEGUAMENTO     CONTRASTO      INFRASTRUTTURE  EREDITÀ

LEGATO          SACRO           STRUTTURE       ALL’OZIO       MODERNE         STORICA

– Stanziamento  – Progetto per  – Aule negli    – Lotta all’   – Strade in     – Sintesi dell’

  fondi di        il conforto     ex conventi     assenteismo    pietra dura     opera di

  Pignatelli      dei dolenti   – Rispetto        scolastico     di La Sorte     Stea e

– Appalto ai    – Funzioni        delle norme     dei figli    – Scalo           Galletto

  capomastri      religiose       igieniche       dei campi      ferroviario   – Difesa della

  locali          cimiteriali                                  – Fognature       dignità

IL RISANAMENTO DEI MONUMENTI E I RESTAURI D’URGENZA ALLA CHIESA MATRICE.

Alla fine del diciannovesimo secolo, il patrimonio monumentale ed ecclesiastico di Grottaglie necessitava di pronti e radicali interventi conservativi, sia per eliminare abusi occupazionali sia per scongiurare imminenti crolli strutturali. A quasi novant’anni dalle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, i verbali del 1899 testimoniano lo stato di totale abbandono in cui versava l’antico Convento dei Paolotti. Le infiltrazioni delle acque piovane attraverso le coperture in disfacimento avevano arrecato gravi danni alle murature; l’Amministrazione, constatata l’urgenza prima ancora di formalizzare una perizia, stanziò 550 lire per i primi interventi di riattazione, volti anche a estromettere alcuni fittuari abusivi.

Ben più grave appariva la situazione della Chiesa Matrice, minacciata dal cedimento del tetto e dell’organo monumentale. Sebbene le prime pratiche fossero state avviate presso l’Intendenza di Finanza, l’Ufficio Tecnico dovette disporre l’immediato puntellamento e redigere un piano che prevedeva la costruzione di un sottarco in “pietra leccese” per una spesa di 6.500 lire. Di questa somma, 4.130,48 lire erano già disponibili grazie ai residui dei sussidi annuali erogati dal Fondo per il Culto; per la quota restante, il Governo propose di anticipare i fondi addebitandoli al Comune, vincolando le annualità future del medesimo assegno statale.

L’operazione finanziaria si scontrò con il fallimento delle aste pubbliche: gli incanti sperimentali andarono deserti, spingendo la Giunta a rivedere l’intero progetto prima di affidarlo a trattativa privata. Su parere di esperti che giudicarono i prezzi unitari troppo esigui e non remunerativi, l’ingegnere comunale modificò radicalmente il piano originario: per non alterare il pregio artistico del tempio, il sottarco in muratura fu sostituito con una più solida trave metallica, il soffitto tarlato venne rifatto ex novo e fu pianificata una nuova decorazione interna. La Giunta affidò quindi formale incarico per un secondo progetto, elevando la spesa preventiva a 10.000 lire per garantire un’opera ben fatta e duratura.

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