Dopo lo sfratto al Comune di Grottaglie, l’Arcivescovo di Taranto “mette sotto tutela” il sindaco di Grottaglie, per consentire l’uso del castello Episcopio limitatamente al “MUSEO CHE NON C’E” e all’infopoint turistico.
RICORDIAMO LE VICENDE DEL CASTELLO EPISCOPIO.
Museo della Ceramica di Grottaglie: un’istituzione mai nata?
Il Museo della Ceramica di Grottaglie, ospitato nel Castello Episcopio, è stato inaugurato il 22 dicembre 1999. Da allora organizza mostre, attività didattiche, visite guidate e dal 2018 prevede anche un biglietto d’ingresso. Eppure, a distanza di oltre venticinque anni, resta aperta una questione fondamentale: il Museo, dal punto di vista giuridico, non risulta formalmente istituito.

L’avvio ufficiale risale alla Delibera di Giunta n. 408 del 29 luglio 1999, durante l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Vinci. L’atto riguardava l’allestimento del Museo e la convenzione con la dott.ssa Daniela De Vincentis, ma non costituiva un provvedimento istitutivo approvato dal Consiglio Comunale. Di fatto, veniva attivata una sala museale gestita dall’Assessorato alla Cultura, non un ente dotato di autonomia e statuto.
La questione emerge chiaramente nel Consiglio Comunale del 30 luglio 2002, quando il sindaco Raffaele Bagnardi dichiarò che non esisteva alcuna deliberazione di istituzione del Museo civico, ma solo la gestione di una sala museale nell’ambito del settore Cultura.

Il nodo è rilevante perché dal 2001 la normativa nazionale stabilisce criteri precisi per il funzionamento dei musei. Il D.M. 10 maggio 2001 e, successivamente, il Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004) prevedono che ogni museo debba essere dotato di uno statuto o regolamento, missione definita, organi di governo, assetto finanziario chiaro, carta dei servizi e livelli minimi di qualità. Senza questi strumenti, un museo esiste fisicamente ma non istituzionalmente.

Nel 2014 fu presentata una proposta di regolamento, ma il testo – giudicato insufficiente e oggetto di modifiche in Commissione – non venne mai definitivamente approvato. L’iter si interruppe, lasciando invariata la situazione.
Nel 2020 il Comune ha aderito alla Rete Museale della Regione Puglia, che richiama proprio l’obbligo di rispettare i livelli minimi di qualità previsti dalla normativa nazionale. Anche in questo caso resta il dubbio: come può inserirsi pienamente in un sistema museale chi non ha ancora formalizzato il proprio status giuridico?
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di fragilità: una parte significativa delle collezioni storiche è costituita da prestiti privati. In assenza di una politica strutturata di acquisizioni, il patrimonio esposto potrebbe ridursi sensibilmente qualora i proprietari decidessero di ritirare le opere.

Il problema, dunque, non riguarda l’esistenza fisica del Museo né l’impegno quotidiano nelle attività didattiche. Riguarda piuttosto la sua identità giuridica, organizzativa e strategica. Grottaglie, capitale della ceramica pugliese, meriterebbe un’istituzione solida, dotata di statuto, autonomia e programmazione scientifica.
A oltre venticinque anni dall’inaugurazione, la domanda resta aperta: il Museo della Ceramica è davvero un’istituzione compiuta o soltanto una sala espositiva con un nome più ambizioso?

L’ARCIDIOCESI DI TARANTO CHIEDE IL RILASCIO DEL CASTELLO EPISCOPIO
L’Arcidiocesi di Taranto ha citato in giudizio il Comune di Grottaglie per ottenere il rilascio del Castello Episcopio, sede del Museo della Ceramica, chiedendo anche il pagamento di € 34.625,52 per occupazione senza titolo relativa agli anni 2021, 2022 e 2023.
Il ricorso, presentato ex art. 447 bis c.p.c. dinanzi al Tribunale di Taranto e notificato il 7 settembre 2023, punta ad accertare la cessazione del contratto d’uso dell’immobile a partire dal 29 ottobre 2012 e a dichiarare illegittima l’occupazione successiva.
Secondo la Curia, il contratto Rep. n. 618/1987 sarebbe scaduto senza clausola di rinnovo. Inoltre, viene contestato il mancato pagamento del canone per le annualità 2021-2023.
CASTELLO EPISCOPIO, INTESA TRA COMUNE E ARCIDIOCESI METROPOLITANA DI TARANTO
Con delibera n. 94 del 10 dicembre 2025, il Consiglio comunale di Grottaglie (astenuto Lenti) ha approvato all’unanimità la presa d’atto dello schema di protocollo d’intesa con l’Arcidiocesi Metropolitana di Taranto per la valorizzazione del Castello Episcopio, complesso monumentale di proprietà della Curia.
L’accordo arriva dopo la sentenza del 17 settembre scorso, con cui il Tribunale di Taranto ha accolto il ricorso dell’Arcidiocesi di Taranto, disponendo la restituzione dell’immobile da parte del Comune guidato dal sindaco Ciro D’Alò.
Il contenzioso era nato dal presunto termine del contratto d’uso del 1987 e dalla richiesta di oltre 34 mila euro per occupazione senza titolo relativa agli anni 2021-2023.
Con il nuovo protocollo, si apre ora una fase di collaborazione istituzionale per la gestione e valorizzazione del Castello Episcopio.
Infatti con delibera di giunta n. 43 data 10/02/2026 “Protocollo di intesa da sottoscriversi con l’arcidiocesi metropolitana di Taranto per lo sviluppo coordinato e integrato delle attività riconosciute di comune interesse, relative alla valorizzazione del castello episcopio di Grottaglie, complesso monumentale di proprietà dell’arcidiocesi metropolitana di Taranto – approvazione testo definitivo – autorizzazione al sindaco per la sottoscrizione”, il Comune soggiace alle condizioni della Curia tarantina, di fatto prestandosi ad essere “manodopera” esecutiva dell’esecuzione di probabili lavori finanziati con soldi richiesti alla Regione Puglia dalla Curia con l’avviso Pubblico per la selezione di proposte progettuali finalizzate a restauro e valorizzazione del patrimonio culturale di Enti Ecclesiastici. Il bando è stato prorogato alle 12:00 del 30 aprile 2026.
L’avviso, a sportello, si rivolge agli Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti. La candidatura dovrà essere finalizzata a valorizzare il patrimonio storico-architettonico e culturale afferente a ciascuna Diocesi.
Saranno ammessi a finanziamento:
interventi di restauro e valorizzazione di beni mobili e immobili del patrimonio culturale, nella disponibilità degli Enti ecclesiastici;
determinati interventi di valorizzazione e fruizione culturale.
Tutti i dettagli su https://rpu.gl/i53yb





