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«Era prevedibile che la Corte di Cassazione a Sezioni Unite andasse in questa direzione; ora bisogna guardare al futuro, sappiamo che la strada è segnata. Bisogna procedere in maniera rapida e diretta verso la decarbonizzazione». A dichiararlo è l’onorevole Dario Iaia (deputato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia a Taranto), intervenendo sul pronunciamento della Suprema Corte che ha confermato lo stop all’area a caldo dello stabilimento siderurgico.

La sentenza dei giudici di legittimità ha chiarito un punto nevralgico: il diritto alla salute viene prima del diritto alla produzione e al lavoro. Una svolta che, per Iaia, impone alla politica e alle istituzioni la responsabilità di governare una fase di transizione complessa, fondata su due direttrici fondamentali: la tutela dell’occupazione e il rilancio degli investimenti industriali alternativi.

LA PRIMA DIRETTRICE: LA SALVAGUARDIA DEI LAVORATORI E IL DL 185/2026

Il primo pensiero va ai lavoratori diretti e a quelli dell’indotto, la cui stabilità economica non può essere sacrificata. A tal proposito, il Governo è intervenuto con il Decreto Legge 16 ottobre 2026, n. 185, che mette in campo misure urgenti per ammortizzare l’impatto della chiusura degli impianti:

  • Il bonus assunzionale (fino a 20.000€): Un contributo economico diretto a favore delle aziende private che assumono a tempo indeterminato i lavoratori provenienti dal bacino dell’ex Ilva (sia di Acciaierie d’Italia che in Amministrazione Straordinaria).
  • Esonero contributivo totale: Sgravio completo sui contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un massimo di due anni per le assunzioni effettuate tra novembre 2026 e la fine del 2027.
  • Cassa integrazione e riqualificazione: Integrazione del reddito (fino al 70%) vincolata a percorsi obbligatori di formazione professionale, orientati alle bonifiche ambientali e a progetti di pubblica utilità.

La seconda direttrice: il “Piano Mantovano” e le grandi partecipate di Stato

Accortisi che la sola assistenza non basta a reggere il tessuto economico ionico, la seconda direttrice punta ad attrarre nuovi investitori pubblici e partecipati. Proprio nei giorni scorsi il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha incontrato i vertici di grandi gruppi strategici come Leonardo, Fincantieri, Ferrovie dello Stato e Rheinmetall Italia.

L’obiettivo dell’esecutivo è indirizzare queste realtà verso nuovi insediamenti industriali e commesse sul territorio di Taranto, creando le basi occupazionali necessarie per assorbire progressivamente il bacino ex Ilva e tracciare un nuovo modello di sviluppo post-siderurgico.

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