Fronte comune a Taranto dopo le uscite di Oggiano (FdI) e Cannalire (PD) che vorrebbero lo scalo “Arlotta” confinato ai soli voli cargo e spazioporto. I rappresentanti ionici replicano: «Basta con i derby anacronistici, serve una strategia di lungo periodo per il diritto alla mobilità».
Il dibattito sul futuro dell’aeroporto “Marcello Arlotta” di Taranto-Grottaglie si accende nuovamente, scatenando una dura reazione da parte dei rappresentanti politici e culturali del territorio tarantino. Al centro della controversia ci sono le recenti dichiarazioni dei brindisini Massimiliano Oggiano (Fratelli d’Italia) e Francesco Cannalire (Partito Democratico). Entrambi hanno ribadito una linea netta: Brindisi deve rimanere l’unico punto di riferimento per i voli civili passeggeri, mentre lo scalo di Grottaglie dovrebbe limitarsi esclusivamente ai voli cargo e alle attività dello spazioporto.
La replica da Grottaglie non si è fatta attendere ed è arrivata con un fronte unito e trasversale, che unisce Nazione Futura, Forza Italia e il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. I tre esponenti tarantini respingono con fermezza quella che definiscono una visione miope e “campanilistica”, rivendicando il diritto del territorio ionico a uscire dall’isolamento infrastrutturale attraverso la piena complementarietà tra i due scali aeroportuali.
IL CONTESTO: LA STORIA E IL POTENZIALE INESPRESSO DELL’ARLOTTA
Per comprendere la portata dello scontro, è necessario analizzare la natura dell’aeroporto “Marcello Arlotta”. Situato in una posizione strategica a metà strada tra Grottaglie e Taranto, lo scalo vanta una delle piste più lunghe d’Europa (3.200 metri), capace di far atterrare i colossali Boeing 747-400 LCF “Dreamlifter” utilizzati per il trasporto delle sezioni delle fusoliere del Boeing 787 prodotte nel vicino stabilimento Leonardo.
Nonostante l’infrastruttura sia dotata di un terminal passeggeri ristrutturato con ingenti fondi pubblici, l’Arlotta è stato storicamente relegato alla sola vocazione industriale, cargo e, più recentemente, ai progetti legati allo spazioporto per i voli suborbitali. Da anni il territorio tarantino, sostenuto da comitati cittadini e movimenti politici, rivendica l’attivazione dei voli civili di linea, denunciando un gap infrastrutturale che penalizza il turismo, le imprese e il diritto alla mobilità di un bacino di utenza che si estende fino alla Basilicata e alla Calabria jonica. Il timore di Taranto è che i progetti cargo e spazioporto vengano usati come “alibi” per continuare a negare i voli passeggeri, mantenendo lo scalo in una condizione di perenne precarietà.
Di seguito vengono riportate, con la massima fedeltà, le posizioni e le dichiarazioni integrali rilasciate dai tre protagonisti del dibattito.
FRANCESCO CIRO MIALE (NAZIONE FUTURA): “BRINDISI NON PUÒ DECIDERE IL DESTINO DI GROTTAGLIE”

Francesco Ciro Miale, rappresentante di Nazione Futura, smonta punto per punto le tesi brindisine parlando di una posizione formulata senza conoscere realmente i fatti.
«Brindisi non può decidere il destino di Grottaglie. Nelle ultime ore i brindisini Oggiano (FdI) e Cannalire (PD) sono intervenuti sul futuro dell’aeroporto Taranto-Grottaglie, ed entrambi sostengono che “Brindisi debba restare il punto di riferimento dei voli civili” e “Grottaglie quello dei voli cargo e dello spazioporto”. Una posizione formulata senza conoscere i fatti.
Innanzitutto i voli cargo, previsti a partire da settembre 2026 sull’aeroporto di Taranto-Grottaglie, non rappresentano un’attività strutturale, ma costituiscono un progetto sperimentale triennale, un avvio di test operativo che non è ancora inserito in un regime stabile e definitivo. Lo stesso vale per il progetto spazioporto. I 70 milioni di euro assegnati dal Governo attraverso i fondi FSC 2021-2027 sono stati congelati dalla Regione Puglia a giugno 2026, perché oggi non esistono voli suborbitali reali né operatori pronti a partire.
Il territorio tarantino non può vivere di precarietà e di sperimentazioni indefinite, ma ha bisogno di una strategia seria di lungo periodo, che passa anche dall’avvio dei voli civili da Grottaglie, NON IN CONCORRENZA con Brindisi ma in PIENA COMPLEMENTARITÀ con Brindisi. Taranto paga già un gap evidente nei collegamenti ferroviari, marittimi e stradali e continuare a negare la necessità di un’infrastruttura aeroportuale pienamente funzionale significa condannare il territorio a un ritardo permanente.»
MARIO PETRAROLI (FORZA ITALIA): “SERVE POLITICA VERA, NON ANACRONISTICI DERBY”

Duro e pragmatico l’intervento di Mario Petraroli, esponente di Forza Italia, che richiama i rappresentanti del centrodestra a una visione più ampia che superi gli interessi della propria provincia.
«Francamente, credo che Massimiliano Oggiano, segretario cittadino di FdI a Brindisi, abbia perso una buona occasione per tacere e forse non è l’unica volta. Il confronto sull’aeroporto di Grottaglie non dovrebbe trasformarsi nell’ennesimo, anacronistico derby tra Brindisi e Taranto. Siamo nel 2026, non nel secolo scorso.
Nessuno vuole sottrarre qualcosa a Brindisi, né mettere in discussione il ruolo dell’aeroporto del Salento. Ma sostenere che Grottaglie debba essere condannato per sempre alla sola vocazione industriale, cargo e aerospaziale significa rinunciare a priori a una possibilità di sviluppo per un territorio che ha già pagato un prezzo enorme in termini di isolamento infrastrutturale.
La domanda non è “Grottaglie contro Brindisi”. La domanda è: perché non costruire un sistema aeroportuale pugliese capace di valorizzare tutte le proprie infrastrutture, evitando sovrapposizioni ma offrendo ai cittadini più opportunità? E soprattutto, se Grottaglie possiede una pista di 3.200 metri, un terminal passeggeri e infrastrutture che possono essere utilizzate anche per il traffico civile, perché dovremmo decidere oggi che quei cittadini non debbano avere la possibilità di volare?
Da uomo di centrodestra mi aspetterei dai nostri rappresentanti una visione più ampia del campanile. Le infrastrutture non appartengono ai partiti, tantomeno alle province. Appartengono ai cittadini. E una cosa mi sento di dirla con chiarezza: non accetterei mai che il futuro di Grottaglie fosse deciso a Brindisi, così come non vorrei mai che quello di Brindisi fosse deciso a Taranto. Non servono guerre di campanile. Serve politica. Quella vera.»
VINCENZO LENTI (FRATELLI D’ITALIA): “FARE FRONTE COMUNE COME CON I GIOCHI DEL MEDITERRANEO”

Chiude il cerchio Vincenzo Lenti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Grottaglie, che invita la classe dirigente locale a prendere esempio dai grandi progetti unitari di successo messi in campo per la provincia.
«Francesco Cannalire e Massimiliano Oggiano, “unti del Signore”. La lettura dei loro interventi sull’aeroporto di Grottaglie ha dimostrato, per l’ennesima volta, una visione prettamente campanilistica e priva di qualsivoglia lungimiranza politica. Con caparbietà, alcuni esponenti brindisini, secondo il mio parere sbagliando, continuano a vedere lo scalo tarantino quale concorrente dell’aeroporto di Brindisi, senza considerare che potrebbe invece rappresentare un valore aggiunto al diritto alla mobilità dell’intero territorio a sud di Bari.
Nel ritenere che questa lotta tra “poveri” non giovi a nessuno, si invita l’intera classe dirigente a fare fronte comune, magari adottando le stesse dinamiche che hanno portato all’enorme successo ottenuto con i Giochi del Mediterraneo e Massimo Ferrarese, abile Commissario della manifestatione, non mi sembra che si sia opposto alla riapertura ai voli passeggeri dall’aeroporto di Grottaglie.»