via Benvenuto cellini grottaglie

Viaggio nel quartiere adiacente al Liceo Artistico “Calò” tra incuria, illegalità e ritorsioni. Vie Benvenuto Cellini e Jacopo della Quercia: la “zona franca” del degrado tra bullismo, spaccio, atti osceni e l’indifferenza del Comune di Grottaglie

La dura accusa di Orazio Antonazzo e degli abitanti: «Facciate delle case distrutte, sesso in strada e botti illegali vicino all’aeroporto, ma il Comune protegge i responsabili». L’opposizione lancia la sfida in Consiglio: «Pronta un’interrogazione consiliare, la giunta deve risponderne».

L’INCHIESTA – Ci troviamo in via Benvenuto Cellini e via Jacopo della Quercia, nel quartiere adiacente al Liceo Artistico “Vincenzo Calò” di Grottaglie. Avendo la redazione del nostro giornale proprio nei pressi di questa via, documentiamo e conosciamo bene da anni la situazione di profondo degrado urbano, igienico e sociale in cui versa l’intera area. Questa zona è diventata ormai un campo libero, una sorta di “zona franca” dove i ragazzi fanno tutto ciò che vogliono senza regole e nel totale spregio della legalità. Siamo qui con alcuni abitanti che vogliono esporre fermamente al Sindaco, all’amministrazione comunale e al Commissariato di Polizia Locale la condizione di invivibilità in cui si trovano. Nonostante le promesse di recupero dell’area, le attività sbandierate e le ultime denunce fatte anche attraverso altre emittenti televisive, ogni grido d’aiuto cade sistematicamente nel vuoto. Il tutto nell’indifferenza del Sindaco e, paradosso nel paradosso, di ben due assessori comunali che vivono proprio nei pressi di questa via.

Promotore di questa importante iniziativa di denuncia è Orazio Antonazzo, che ha segnalato il problema alla nostra testata e ha chiesto agli abitanti della zona di potersi unire per portare finalmente alla luce questo scempio urbano. Di seguito vi proponiamo l’intervista integrale raccolta sul posto, che unisce le voci esasperate dei residenti e il durissimo affondo dello stesso Antonazzo.

 Vogliamo parlarne direttamente con i residenti. Chiediamo quindi alla signora Simona: qual è la reale situazione che si vive qui in via Benvenuto Cellini e via Jacopo della Quercia da tutti questi anni? Molti denunciano che qui si veda gente aprire la mattina solo per distruggere, nonostante le attività e le promesse di recupero… Signora Simona, ci dica pure, qual è la sua esperienza?

Simona: «Allora, qui viviamo in una zona praticamente dove dei ragazzini, dall’età di 13 anni in su, fanno praticamente quello che vogliono, anche il pomeriggio presto. Quindi hanno preso di mira questa zona. Siamo bullizzati, perché ogni volta che si esce fuori di casa, siccome danno fastidio, si chiede gentilmente di spostarsi e puntualmente veniamo bullizzati. Quindi assistiamo a lanci di bottiglie alla mia finestra, alla mia porta. Ripeto, io sono più di vent’anni che porto avanti questa battaglia da sola, con denunce fatte al Commissariato. Ho messo anche un avvocato di mezzo, quindi sono tutelata da un avvocato, ma a tutt’oggi non abbiamo risolto niente. Anzi, dico che è peggiorata, man mano è peggiorata ancora di più la situazione e non se ne viene a capo.»

Quindi voi, se intervenite direttamente per difendere il vostro quartiere, rischiate anche personalmente?

Simona: «Esatto, sempre. Io puntualmente esco, dico gentilmente di smetterla o spostarsi e ogni volta mi viene risposto: “la strada non è sua, la strada è di tutti e qui non stiamo facendo niente”. Se viene la polizia, prende i nominativi dei ragazzi e anche il mio, ovviamente, perché ci metto sempre la faccia. Il problema vero è che poi puntualmente i ragazzi ritornano e iniziano il giorno dopo a fare i dispetti per ritorsione.»

 Ma secondo lei ci sono anche attività e comportamenti quotidiani che frequentano e rasentano l’illecito?

Simona: «Sì, assolutamente. Ho visto personalmente che ci sono dei ragazzini che arrivano con la moto, nascondono qualcosa tra l’erbaccia alta, poi passa un’altra moto, prendono quello che i primi hanno lasciato, eccetera eccetera. Quindi abbiamo anche vere e proprie questioni illecite sotto i nostri occhi. Io ho riferito tutto questo anche al Sindaco, più di una volta.»

 Ma qui ci sono telecamere di videosorveglianza installate dal Comune o dal Sindaco?

Simona: «Dal Sindaco e dal Comune assolutamente no. Abbiamo le nostre telecamere personali a casa, c’è un altro vicino che ha messo delle telecamere sue, diciamo che sono localizzate così privatamente. Ma non si riesce a fare niente perché comunque le forze dell’ordine non possono intervenire in tempo reale. È diventata una zona molto pericolosa. Io ogni volta, quando faccio le denunce, dico esplicitamente: “ma mandate le pattuglie, ormai lo sapete com’è la situazione”. E loro mi rispondono: “Ah sì, signora, quella zona ormai è conosciuta”. E io replico: “E ho capito, ma proprio per quello che è conosciuta mandate una pattuglia e controllate!”. Invece non passa mai nessuno.»

IL DURISSIMO ATTO D’ACCUSA DI ORAZIO ANTONAZZO

Orazio Antonazzo: «Allora, già due anni fa io ho fatto un video pubblicato su questo scempio urbano che ha avuto migliaia e migliaia di visualizzazioni. Questo luogo è purtroppo il principe del degrado grottagliese. Qui c’è la vergogna dell’amministrazione comunale: in Comune sanno benissimo cosa c’è qui dentro, ormai da quando è nato questo muretto. E camminando qui intorno troviamo delle facciate di abitazioni delle persone, persino riprese nei video, che sono completamente sfregiate. Parliamo di facciate di case che la povera gente, per poterle realizzare, impiega una vita intera di sacrifici; e poi viene il ragazzino di turno, tollerato da questa amministrazione, a distruggere tutto. Perché c’è una specie di cerchio magico in questa cosa: questi ragazzi che hanno questo tipo di ideologia distruttiva poi saranno i futuri elettori di questa amministrazione che, da quando esiste il mondo, è a loro vicina. È del tutto inutile che gli amministratori si nascondano dietro un dito di fronte a questo tipo di attività! Tanto è vero che qualche tempo fa il signor Sindaco, nel suo primo mandato, pensò bene di “farli sfogare” al campo sportivo facendo fare la street art… che poi di street art non c’era proprio niente, c’era soltanto un grandissimo fracasso e una gran schifezza!

Qui le signore e le persone che hanno paura sono tantissime. Sono molti i residenti che svariate volte mi hanno chiamato, mi hanno interpellato e mi hanno mandato video espliciti che sono attualmente in mio possesso. Documenti in cui si vede chiaramente che qui avvengono, anche esattamente davanti alla porta di casa della gente, persino attività di sesso! Qui ci sono dei ragazzi che praticano il sesso all’aperto, qua davanti a tutti, e nessuno dice o fa niente perché la gente ha paura. Hanno paura perché queste persone, quando vengono richiamate, minacciano dicendo: “Io sono il figlio di…”, “il figlio di…” a destra e a sinistra, e si fermano tutti.

Sindaco, devi venire qui! Devi chiamare la gente del quartiere e ti devi presentare fisicamente in questa strada, esattamente come fai quando hai bisogno di voti! Devi venire qui e sentire di che cosa hanno veramente bisogno queste persone. Queste famiglie non hanno bisogno di chiacchiere o di promesse: hanno un disperato bisogno di sicurezza! E quindi, cortesemente, visto che sei il primo responsabile dell’ordine pubblico – te lo ricordo formalmente, insieme al Commissario di Polizia e anche tu hai precise responsabilità di ordine pubblico insieme al Comandante della Polizia Municipale – devi venire qui a presidiare il territorio.

Qui vengono persino sparati i fuochi d’artificio illegali direttamente su questo muretto! Vengono sparati fuochi indisciplinati quasi tutte le sere per festeggiare il compleanno di qualcuno, o semplicemente perché a qualcuno rode il culo di sparare i fuochi. E ricordo che qui a Grottaglie abbiamo un aeroporto che tanto vantiamo e decantiamo: ebbene, proprio perché qui abbiamo costanti attività di volo, Caro Sindaco, sparare i fuochi in questo modo dovrebbe essere vietatissimo, ancor più delle altre parti! Potrei continuare a parlare fino a domani mattina, ma non voglio essere ripetitivo. Questa è la cruda realtà dei fatti. E io ti faccio una richiesta formale anche come abitante e professionista di questa zona, perché abito e ho il mio studio proprio a 20 metri da qui, e temo per la sicurezza di mia figlia».

 Al di là della sicurezza, c’è l’evidente situazione di abbandono del verde e della sporcizia. Sul punto interviene la signora Maddalena…

Maddalena: «Esatto. Ma quale verde pubblico? Hanno stradizzato e divelto alberi verdi che veramente quegli alberi stanno ancora piangendo, e qua il Comune mi viene a parlare di cura del verde? Questa che vedete attorno è tutta sterpaglia secca e abbandonata! Ma quale manutenzione? Sono più di quarant’anni che in questa zona non viene fatta una manutenzione ordinaria o straordinaria. Lì sotto c’è una piazzetta, quella storica di via Jacopo della Quercia: un tempo misero una panchina per potersi sedere, c’era un parcheggio ordinato, una piazzetta di quartiere. Oggi non esiste più niente, è tutto devastato. Giù in fondo vengono a fare l’ultima porcheria: usano le scale come latrina e ricettacolo di rifiuti, poi vengono qui sopra a fare il resto.»

 Ma dal punto di vista dell’igiene urbana, i mezzi o gli operatori ecologici vengono qui a pulire e a ripulire?

Maddalena: «Niente! Vengono solo a pulire questo pezzo di marciapiede principale dove adesso vedi crescere questi bei fiori gialli spontanei. E lo fanno solo quando protesti, solo dopo che fai il diavolo a quattro… allora sì, bravo, bravo, passano un minuto. Quindi diciamo che il messaggio di protesta va inviato direttamente all’assessore Stefani, che si occupa di queste cose, e anche all’assessore De Carolis che ha le deleghe… sì, vabbè, il verde, ma la pulizia è l’emergenza più importante! Io ho visto personalmente giù le scale, è tutto pieno zeppo di immondizia abbandonata da settimane.»

 Qualcuno nel quartiere suggeriva di muoversi formalmente inviando delle segnalazioni tramite PEC istituzionali…

Maddalena: «Io ho incontrato personalmente l’assessore Stefani e mi ha detto testualmente: “ti conviene fare una PEC”. Ma io vi dico la verità: la PEC l’hanno già fatta i residenti di via Jacopo della Quercia, e avete visto per caso dei benefici? Allora vi do una novità, signori miei: le PEC in Comune non le leggono neanche! È esattamente come la raccolta firme che abbiamo fatto noi abitanti ben otto anni fa. Una raccolta firme massiccia che è stata consegnata ufficialmente al Comune – perché so benissimo chi l’ha consegnata fisicamente e l’ha depositata – ma che è stata totalmente ignorata e lasciata a marcire nei cassetti, mentre il nostro quartiere affonda giorno dopo giorno nell’illegalità e nell’immondizia».

L’IMPEGNO ISTITUZIONALE: IL CASO ARRIVA IN CONSIGLIO COMUNALE

Davanti a questo scenario degradante e alle testimonianze drammatiche dei cittadini, il dibattito si sposta sulle azioni concrete da intraprendere a livello istituzionale. È stata avanzata la proposta di coinvolgere il consigliere Vincenzo Lenti per presentare un’immediata ed energica interrogazione consiliare.
«Sicuramente sì, l’interrogazione verrà presentata e portata avanti con determinazione – è la risposta ferma che giunge dall’ambiente politico di opposizione –. Sappiamo bene cosa succede purtroppo con le nostre interrogazioni in questo Comune. Noi siamo presenti in Consiglio Comunale con un solo consigliere comunale, siamo rimasti da soli a fare una vera e rigida opposizione. Eppure ci tocca spesso leggere sui social le critiche dei soliti ‘scienziati’ di turno che si chiedono cinicamente: ‘L’opposizione cosa fa?’. Ma cosa può fare l’opposizione, se non utilizzare gli strumenti democratici e presentare atti ufficiali e interrogazioni per costringere la giunta a prendersi le proprie responsabilità?

L’impegno formale viene preso oggi davanti a tutti i residenti di via Jacopo della Quercia: verrà preparata e depositata un’interrogazione comunale durissima su questo specifico muretto e sulla situazione del quartiere. A quell’atto il Sindaco e gli assessori dovranno rispondere pubblicamente, oppure decidere di non rispondere e metterci la faccia davanti a tutta la città. Comunicheremo tempestivamente i risultati di quell’interrogazione a tutti i cittadini e pubblicheremo integralmente il video della discussione in aula non appena verrà discussa. Questa inchiesta non si ferma qui: la seguiremo personalmente giorno dopo giorno, d’accordo con i residenti, affinché non cali mai più il silenzio su questa vergogna urbana».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *