Intervista sul campo ad Orazio Antonazzo: tra proprietà private vandalizzate, il paradosso del Liceo Artistico e la provocazione satirica della nuova ‘Largo-Scala Greenpeace’.
Mura private deturpate a ridosso del Liceo Artistico, falò notturni e rifiuti. L’urlo dei residenti esasperati e la satira sulla nuova toponomastica cittadina: benvenuti a ‘LARGO-SCALA GREENPEACE’.
Raccogliamo la testimonianza integrale e accorata di Orazio Antonazzo, che attraverso un reportage ispettivo accende i riflettori su una situazione di intollerabile abbandono a ridosso del celebre Quartiere delle Ceramiche. Di seguito viene riportata l’intera trascrizione delle sue dichiarazioni sul campo, unendo la durezza della cronaca all’ironia sferzante contro l’amministrazione locale.
LO SCEMPIO DELLA PROPRIETÀ PRIVATA E L’ESASPERAZIONE DEI CITTADINI

«Care amiche e amici, sempre prima le femmine e poi… Allora, mi trovo in questo posto che poi andremo sopra dove ci stanno aspettando delle persone che ci hanno chiamato per farvi vedere una cosa, una cosa che a me risulta strana. Questa è un’abitazione privata di gente privata. Queste non sono mura pubbliche. Quindi, in pratica, queste persone che abitano qui hanno speso decine di migliaia di euro per fare la facciata, renderla bella, e poi qui qualcuno pensa di poter fare quello che vedete in maniera libera. Cioè, si tollera, si tollera questa cosa qui sulla proprietà privata della gente!»

«Io non so se qualcuno che ci sta vedendo ha mai provato a fare dei lavori di pulizia, di tinteggiatura, di ripristino di una facciata. Guardate che cosa hanno combinato! Guardate che cosa fanno questi ragazzi a queste proprietà private. Cioè, è ridicolo. Questa gente non ce la fa più, non sa più cosa fare, è esasperata. Guardate qui: un cancello di questo, voglio dire, non costa meno di 10.000 euro, è tutto zincato… Guardate che cosa hanno combinato. Qui abbiamo dei mattoni di pietra bellissimi, una facciata bellissima… Cioè, la gente lì ha degli infissi che danno negli scantinati, ma rendiamoci conto in che modo viene tenuto questo mondo! Perché è importante, è particolare a mio avviso qui in questo luogo.»
IL PARADOSSO DEL LICEO ARTISTICO: QUANDO LA CULTURA NON EDUCA AL BELLO

«Sì, quello è il liceo artistico, va bene? Liceo artistico. La parola ‘liceo’ dovrebbe rappresentare la culla della cultura, dell’educazione, del bello, del bello dell’arte! Questa non è arte. Qui siamo di fronte a dei personaggi che definire vandali è poco. Questa gente dovrebbe essere educata. La responsabilità di tutto questo, di chi fa questo, sono gli studenti di quell’istituto. E la responsabilità di tutto questo ricade su chi dirige quell’istituto, a mio avviso, che dovrebbe educare al bello e all’arte questi ragazzi. Questa non è educazione all’arte, questa per me è solo una grande inciviltà, è qualcosa di orribile!»
«Signori, qui stiamo parlando di case di cittadini privati. Guardate là: cittadini privati, gente che ha sacrificato una vita per potersi fare una casa e vengono insostenibili. Poi faremo delle riprese a questo scandalo che ho denunciato altre volte, ho denunciato nel corso degli anni, tante volte. Poi incontreremo della gente sopra che purtroppo piange, piange nel vero senso della parola. Abusi, soprusi… Cioè, uno vuole uscire da casa, esce un bambino da casa e trova questo! Cioè, buono… forse anche questa è l’arte?»

L’ANTRO INFERNALE: BIVACCHI, ALCOL E L’ALLARME SICUREZZA
«Qui andiamo in un luogo che ha dell’infernale, signori, ci vediamo gli oggetti. Io non so fino a che punto si possa continuare a tollerare questo. Ma rendiamoci conto di che cosa c’è qui, prendiamoci conto di che cosa c’è qua. Guardate, continua eh! No, cioè non è che questo è stato fatto ed è rimasto abbandonato. No, qui si continua ad ammazzare… Cioè, qui è pericoloso anche venire a fare queste riprese! Qua dietro, vieni, guarda qui, qua dietro è stato acceso anche il fuoco qua dentro. Qui è stato appiccato il fuoco. Qui c’è un terrazzo che abitualmente fanno questi signori, d’accordo? E troviamo di tutto, di tutto: alcol, birra, tabacco… Signori, siamo veramente…»

LA PROVOCAZIONE SATIRICA: NASCE ‘LARGO-SCALA GREENPEACE’ E IL ‘GREEN DEAL’ DEI CASTORI
«Sindaco, sindaco, ma ci vuoi venire una volta? Vuoi venire una volta sola? Sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, avvocato D’Alò, una sola volta vuoi venire qui, guardare di che cosa sto parlando e dire alla lista che si chiamava ‘Rigenerazione’, no? Con la quale siete stati eletti… Dove sta la rigenerazione qui? Perché che cosa stiamo rigenerando? Signori, non lo so, qui secondo me non si sta rigenerando nulla, qui si sta solo alimentando lo schifo, alimentando il degrado in una città come Grottaglie, signori, Grottaglie che non si è mai sentita così! E a ridosso di un liceo. Liceo, solo la parola liceo, no? Non stiamo parlando di scuola di altra età, stiamo parlando di liceo, liceo artistico. Dove stava? A ridosso del quartiere delle ceramiche, il luogo per antonomasia di Grottaglie, il liceo. Ma di che state parlando, signori?»

«Sindaco, chiudo qui con la speranza che tu riesca a dare… tra i tuoi impegni riesca a trovare i cinque minuti per guardare questo video e per cercare dieci minuti per venire qui insieme alla tua giunta, ai tuoi… alla tua claque e a tutti gli ecologisti come te. Green Deal! Quello è il Green Deal dei cambiamenti climatici, a venire a vedere che cosa c’è qui! Questa la possiamo… sapete come dobbiamo chiamare questo luogo? Siccome manca Grottaglie nella toponomastica, qui lo chiameremo Largo Green Peace. Va bene? Vi piace come toponomastica? La scalinata di Greenpeace! Sopra ci sono le balene. Anzi, mi sa che c’è… no, non c’è. Non c’è la balena. Da qualche parte ci saranno le balene. ‘Non uccidete le balene’. Qui invece dobbiamo scrivere ‘non uccidete le pantegane’, perché ci hanno segnalato dei topi che sembrano castori! Buona giornata a tutti, signori.»
