«Quando la memoria è corta, la polemica diventa facile». Esordisce con durezza Mario Petraroli, esponente di Forza Italia Grottaglie, replicando alle recenti dichiarazioni di Cosimo Borraccino in merito all’innalzamento dei ticket sanitari nella Regione Puglia. Secondo Petraroli, la protesta sollevata dalla controparte politica manca di una seria autocritica e ignora le precise responsabilità gestionali che hanno gravato sul sistema sanitario locale negli ultimi anni.
Al centro dell’attacco del forzista c’è la gestione complessiva della sanità pugliese, accusata di aver accumulato nel tempo una voragine finanziaria da centinaia di milioni di euro. Un disavanzo economico pesante, le cui ripercussioni costringono oggi l’amministrazione regionale a ricorrere a correttivi drastici sulla fiscalità, incluso il ritocco al rialzo dell’IRPEF e la rimodulazione dei ticket. Petraroli punta il dito soprattutto sulla riconferma e sullo spostamento di dirigenti sanitari ritenuti inadeguati, i quali, a suo dire, avrebbero dimostrato sul campo una palese incapacità di far quadrare i bilanci delle aziende sanitarie loro assegnate.
L’esponente del centrodestra grottagliese tiene comunque a precisare che la difesa del buon governo non equivale a un’approvazione indiscriminata dei rincari: la salute resta un diritto inalienabile e l’obiettivo prioritario deve rimanere un accesso alle cure efficiente, sostenibile e universale. Tuttavia, Petraroli conclude con un severo richiamo al principio di responsabilità politica, rimarcando come chi ha governato e amministrato per anni non possa oggi scendere in piazza a protestare di fronte a rincari che erano, peraltro, già previsti da tempo: «Governare significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte. È troppo facile lasciare i debiti agli altri e poi protestare quando arriva il conto».
IL NODO DEI BILANCI SANITARI IN PUGLIA E LO SCONTRO SULLE RESPONSABILITÀ
Le dichiarazioni di Mario Petraroli riaprono un dibattito cronico e profondo che caratterizza la politica pugliese: il delicatissimo equilibrio tra la sostenibilità finanziaria dei bilanci sanitari e la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ai cittadini.
- Il peso del disavanzo e la leva fiscale: La sanità assorbe storicamente oltre l’80% del bilancio autonomo della Regione Puglia. Quando la spesa farmaceutica, i costi del personale o i passivi delle singole ASL superano il tetto programmato, la normativa nazionale impone piani di rientro o coperture obbligatorie. Tali coperture si traducono quasi automaticamente nell’innalzamento delle aliquote fiscali regionali (come l’addizionale IRPEF) e nella rimodulazione della compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini (i ticket). Lo scontro attuale si gioca proprio sulla paternità di questo deficit: se il centrodestra individua nei passati assetti di governo e nelle nomine dei direttori generali la radice del dissesto, il centrosinistra tende a difendere le scelte strutturali imputando spesso le difficoltà ai criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale.
- Il sistema delle nomine dei manager sanitari: L’affondo di Petraroli sulla “riconferma dei dirigenti incapaci” tocca uno dei temi più sensibili del dibattito pubblico: lo spoil system e la governance delle aziende sanitarie. La critica della sezione locale di Forza Italia evidenzia un cortocircuito politico-amministrativo in cui il merito e i risultati di bilancio non sembrano essere stati, secondo l’opposizione, i criteri primari per la permanenza nei ruoli di comando. Questo argomento si inserisce in una più ampia campagna del centrodestra volta a scardinare il modello gestionale pugliese.
- La retorica della protesta vs. la responsabilità di governo: La contrapposizione tra Cosimo Borraccino e Mario Petraroli riflette due visioni opposte del fare politica sul territorio. Da un lato, la reazione della sinistra si focalizza sull’impatto sociale immediato che il rincaro delle prestazioni ha sulle fasce della popolazione meno abbienti o sui malati cronici. Dall’altro, la replica di Forza Italia richiama alla “coerenza temporale” della contabilità pubblica, ricordando che i bilanci correnti sono la diretta conseguenza delle pianificazioni degli anni precedenti. Un invito, dunque, a non separare gli effetti (i ticket alti di oggi) dalle cause (i debiti accumulati ieri).