In merito all’articolo dal titolo “NON SIAMO SUDDITI! L’ACQUA È UN DIRITTO, NON UN LUSSO. E NON POSSIAMO PAGARLA DUE VOLTE!”, pubblicato il 3 novembre 2026 su Pegaso.it, si richiede la pubblicazione della seguente nota di replica:
Bari, 4 novembre 2026 – Acquedotto Pugliese (AQP) regola la pressione dell’acqua su valori equilibrati lungo gli oltre 20.000 chilometri di rete pubblica, secondo gli standard previsti per il servizio. È una scelta di gestione: spingere l’acqua con troppa forza sollecita le condotte, aumenta perdite e rotture e, con le rotture, le interruzioni del servizio. Mantenere l’equilibrio significa preservare la risorsa e allungare la vita delle infrastrutture, in una regione dove ogni metro cubo conta.
La rete pubblica arriva fino al contatore. Oltre quel punto l’impianto è dell’edificio: nei palazzi a più piani l’acqua va accompagnata verso l’alto, e la distribuzione a tutti i livelli dipende anche da come l’impianto interno è progettato e mantenuto. Come funziona la gestione della pressione, chi è competente per cosa e le risposte ai dubbi più frequenti sono sulla pagina www.aqp.it/scopri-acquedotto/pressione-idrica.
La regolazione della pressione procede insieme al miglioramento della rete: la suddivisione in distretti monitorati in continuo, la ricerca attiva delle perdite, il rinnovo progressivo delle condotte. Sono parti della stessa strategia di risparmio idrico, necessaria in una regione naturalmente carente di risorse idriche e servita da sorgenti e invasi interregionali esposti alla crisi climatica. Le attività sono illustrate su www.aqp.it/scopri-acquedotto/risparmio-idrico.
NOTA STAMPA INTEGRALE
In merito all’articolo dal titolo “NON SIAMO SUDDITI! L’ACQUA È UN DIRITTO, NON UN LUSSO. E NON POSSIAMO PAGARLA DUE VOLTE!”, pubblicato il 3 novembre 2026 su Pegaso.it, si richiede la pubblicazione della seguente nota di replica:
Bari, 4 novembre 2026 – Acquedotto Pugliese (AQP) regola la pressione dell’acqua su valori equilibrati lungo gli oltre 20.000 chilometri di rete pubblica, secondo gli standard previsti per il servizio. È una scelta di gestione: spingere l’acqua con troppa forza sollecita le condotte, aumenta perdite e rotture e, con le rotture, le interruzioni del servizio. Mantenere l’equilibrio significa preservare la risorsa e allungare la vita delle infrastrutture, in una regione dove ogni metro cubo conta.
La rete pubblica arriva fino al contatore. Oltre quel punto l’impianto è dell’edificio: nei palazzi a più piani l’acqua va accompagnata verso l’alto, e la distribuzione a tutti i livelli dipende anche da come l’impianto interno è progettato e mantenuto. Come funziona la gestione della pressione, chi è competente per cosa e le risposte ai dubbi più frequenti sono sulla pagina www.aqp.it/scopri-acquedotto/pressione-idrica.
La regolazione della pressione procede insieme al miglioramento della rete: la suddivisione in distretti monitorati in continuo, la ricerca attiva delle perdite, il rinnovo progressivo delle condotte. Sono parti della stessa strategia di risparmio idrico, necessaria in una regione naturalmente carente di risorse idriche e servita da sorgenti e invasi interregionali esposti alla crisi climatica. Le attività sono illustrate su www.aqp.it/scopri-acquedotto/risparmio-idrico