Tratto da BRIGANTAGGIO E SOCIETÀ SEGRETE NELLE PUGLIE (1817-1828) DAI RICORDI DEL GENERALE R. CHURCH GOVERNATORE DI TERRA DI BARI E DI TERRA D’OTRANTO COMANDANTE DELL’ ESERCITO NAPOLETANO IN SICILIA, EC. EC. FIRENZE, G. BARBÈRA, EDITORE. 1899
Le carte d’archivio e le memorie del generale Richard Church dipingono un quadro a tinte fosche della situazione della Terra d’Otranto nel gennaio del 1818. Nella provincia l’omicidio era divenuto un evento all’ordine del giorno: il numero dei delitti di sangue consumati settimanalmente oscillava spaventosamente tra i venti e i venticinque casi. Nonostante l’enorme mole di sangue versato, l’apparato giudiziario borbonico era totalmente paralizzato dal terrore. I rapporti dei magistrati regi si chiudevano invariabilmente con la medesima, frustrante formula burocratica: «Gli assassini sono sconosciuti».
In realtà, l’identità dei sicari e dei mandanti era di dominio pubblico, ma la paura delle ritorsioni delle società segrete impediva a chiunque di sporgere denuncia o di testimoniare nei tribunali. La legge era lettera morta e la mobilità stessa era preclusa alla popolazione civile: nessun proprietario terriero, commerciante o viandante osava intraprendere un viaggio lungo le strade della provincia se non era iscritto ai ruoli di qualche setta criminale o se non pagava una regolare tassa di riscatto per la propria vita. Le autorità locali, spaventate al massimo grado, assistevano impotenti allo sfacelo delle istituzioni.
In questo clima di totale anarchia, il generale Church scelse di adottare una strategia psicologica speculare. Anziché asserragliarsi nei quartieri militari, scelse di immergersi nella vita mondana della capitale salentina. Durante tutto il mese di gennaio, Church e i suoi ufficiali presero parte liberamente a balli, banchetti, mascherate di carnevale e rappresentazioni teatrali, mescolandosi senza scorta tra il popolo. Questa ostentata sicurezza e totale mancanza di paura mandarono un segnale potente alla cittadinanza e ai settari: lo Stato era tornato a presidiare il territorio, e l’invincibilità dei Decisi era ormai giunta al termine.