church e papa giru

Tratto da BRIGANTAGGIO E SOCIETÀ SEGRETE NELLE PUGLIE (1817-1828) DAI RICORDI DEL GENERALE R. CHURCH GOVERNATORE DI TERRA DI BARI E DI TERRA D’OTRANTO COMANDANTE DELL’ ESERCITO NAPOLETANO IN SICILIA, EC. EC. FIRENZE, G. BARBÈRA, EDITORE. 1899

Nonostante le pressioni delle autorità civili che esigevano un’esecuzione sommaria, il generale Richard Church pretese che a Ciro Annichiarico venisse celebrato un regolare processo pubblico davanti alla Commissione militare speciale di Francavilla, onde dimostrare la trasparenza e la forza dello Stato. Rifiutata ogni richiesta di colloquio segreto col comandante britannico, l’abate mantenne un ostinato silenzio per tutta la durata del dibattimento, che si concluse con l’inevitabile condanna alla pena capitale.

L’8 febbraio 1818, Ciro fu condotto al supplizio attraverso le strade di Francavilla affollate di spettatori sui tetti e alle finestre. Condotto al centro della piazza del mercato, dove sventolava la bandiera nera dei Decisi con l’insegna del teschio, l’abate rifiutò i conforti religiosi respingendo con disprezzo il crocifisso porto da un vecchio sacerdote. Quando Ciro pretese di morire a occhi aperti come un soldato, i soldati borbonici gridarono che sarebbe morto come un cane e lo costrinsero a inginocchiarsi voltando le spalle al plotone d’esecuzione. Al terzo squillo di tromba, una scarica di moschettteria lo abbatté; fu necessaria una seconda salva per vincere la resistenza dell’abate, creduto dagli uomini uno stregone protetto da un incanto. La testa recisa di Ciro fu mostrata alla folla esultante e infine esposta all’interno di una gabbia di ferro alle porte di Grottaglie, suggellando la liberazione delle Puglie dal regime del terrore delle società segrete.

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