PERRINI

“La recente audizione in Commissione Sanità ha prodotto i suoi effetti. La ASL di Taranto mi ha contattato e questa mattina insieme al dott. Guido Cardella e alcuni tecnici, abbiamo fatto un sopralluogo per individuare una sede idonea in grado di ospitare una postazione sanitaria, Guardia Medica, nelle vicinanze dei quartieri Tamburi e Lido Azzurro di Taranto, un quartiere ad alta densità abitativa e con oltre 17.700 residenti, che attualmente sono costretti a recarsi a Paolo VI per ricevere assistenza.

“Nei locali del poliambulatorio di via Basta, dove vengono prestati già alcuni servizi sanitari del distretto unico, ci sarebbero alcuni locali idonei, nei quali fare dei piccoli interventi tecnici, ma niente di straordinario, al fine di ospitare la Guardia Medica (chiaramente nel rispetto di quanto previsto nel DM 77/2022 e delle disposizioni regionali) che è una vera esigenza dei cittadini che abitano in un quartiere (il Tamburi) già di per sé fortemente problematico sotto il profilo sanitario, una struttura sanitaria che potrebbe servire anche gli abitanti del centro storico. Questi due quartieri, infatti, sono i più penalizzati della città, proprio perché totalmente sforniti di continuità assistenziale.

“È evidente che l’eventuale avvio della Guardia Medica potrà essere possibile dopo un’autorizzazione straordinaria della Regione Puglia che non potrà che prevedere anche un incremento del personale sanitario. So bene che per garantire la continuità assistenziale occorrono molte figure professionali non sempre tutte presenti anche in altre postazioni che per questo vengono addirittura chiuse, quindi confido in uno sforzo della Regione nell’atto autorizzativo straordinario.

“Inoltre, insieme al dott. Cardella abbiamo affrontato le problematiche relative alla migrazione dei medici di medicina generale e pediatri dal quartiere Tamburi ad altre zone della città, frutto peraltro di un accordo sindacale che permette ai professionisti di trasferirsi dalla postazione originaria ad un’altra zona, una possibilità che, però, inevitabilmente crea problemi, soprattutto sui più fragili, perché alcune postazioni vengono lasciate vuote e i pazienti sono costretti ad attraversare la città, senza auto è praticamente impossibile! Un disservizio che può essere risolto potenziando quei quartieri che vengono lasciati sguarniti.”

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