WALTER TRANI “IAIA DICEVA: “BASTA PROPAGANDA”.DUE GIORNI DOPO, LA SUA MAGGIORANZA HA LASCIATO TARANTO A TERRA”.

IL FATTO.
La Camera dei deputati ha bocciato la proposta del Movimento 5 Stelle volta a finanziare gli Oneri di servizio pubblico per garantire i collegamenti di linea dallo scalo ionico. Il parlamentare Dario Iaia aveva spiegato che la sua bocciatura derivava dalla necessità di superare la “propaganda”, invocando attivazioni stabili e concrete anziché interventi spot, sebbene il voto contrario della maggioranza abbia scatenato durissime accuse di incoerenza politica da parte dei movimenti locali. L’On. Dario Iaia ha spiegato i motivi della bocciatura per inadeguatezza tecnica (e non costituisce un rifiuto verso i voli civili),che competenza amministrativa e normativa per l’attivazione dei voli spetta alla Regione Puglia e alla società Aeroporti di Puglia.
LA NOTA WALTER TRANI COORDINATORE DI GROTTAGLIE RINASCE.
“IAIA DICEVA: “BASTA PROPAGANDA”.DUE GIORNI DOPO, LA SUA MAGGIORANZA HA LASCIATO TARANTO A TERRA
I nomi questa volta facciamoli.
Dario Iaia. Giovanni Maiorano. Vito De Palma. Vita Maria Nocco.
Sono i parlamentari del centrodestra eletti o politicamente legati al territorio ionico ai quali oggi Taranto e Grottaglie chiedono una risposta chiara.
Non un altro comunicato.
Non un’altra fotografia davanti al terminal.
Non l’ennesima dichiarazione d’amore per l’aeroporto pronunciata quando non costa nulla.
Chiediamo atti, voti e verità.
Il 20 luglio il deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia dichiarava pubblicamente: “Basta propaganda, si attivino subito i voli civili stabili”. Sosteneva che l’aeroporto di Grottaglie dovesse diventare un’infrastruttura strategica per lo sviluppo economico, turistico e produttivo della provincia di Taranto. Parole nette, pronunciate appena due giorni prima del voto alla Camera. (pugliain.net)
Poi è arrivato il momento in cui la propaganda poteva finalmente diventare politica.
L’Aula della Camera ha respinto l’emendamento sostenuto dal Movimento 5 Stelle per attivare gli Oneri di servizio pubblico, garantire la continuità territoriale dell’area ionica e avviare i collegamenti di linea dall’aeroporto Marcello Arlotta di Taranto Grottaglie. La proposta era stata promossa dal senatore Mario Turco e sostenuta alla Camera dal deputato Leonardo Donno. (Cronache Tarantine)
La maggioranza di centrodestra ha detto no.
E allora, onorevole Iaia, aveva ragione lei: basta propaganda.
Cominciamo proprio da qui.
Lei ha dichiarato che Grottaglie non può più aspettare. La maggioranza alla quale appartiene ha respinto la proposta che chiedeva di iniziare a farla volare.
Adesso ci dica che cosa è accaduto.
Ci dica se era presente.
Ci dica quale posizione ha assunto.
Ci dica quali atti concreti presenterà adesso, non tra sei mesi, non alla vigilia della prossima campagna elettorale.
E lo stesso vale per Giovanni Maiorano, che già nel 2022 partecipava insieme a Iaia a un incontro con il Comitato Pro Aeroporto per discutere di rilancio dello scalo e voli passeggeri. Sono trascorsi quasi quattro anni. Il territorio non può continuare a vivere di incontri, auspici e buone intenzioni. (lavocedelpatriota.it)
Lo stesso chiarimento è dovuto dal deputato di Forza Italia Vito De Palma e dalla senatrice di Fratelli d’Italia Vita Maria Nocco, eletta proprio nel collegio senatoriale di Taranto. Non chiediamo obbedienza a un partito. Chiediamo fedeltà al territorio che li ha mandati in Parlamento. (Senato)
Non stiamo mettendo in fila dei nomi per organizzare una gogna.
Stiamo mettendo in fila delle responsabilità.
Chi viene eletto a Taranto non può parlare come rappresentante del territorio quando si trova in provincia e comportarsi come semplice numero della maggioranza quando arriva a Roma.
La disciplina di partito non può valere più della dignità della propria terra.
Taranto ha conosciuto fin troppe volte questa politica a doppio binario.
A casa si alza la voce.
A Roma si abbassa la testa.
A casa si promettono battaglie.
A Roma si seguono gli ordini.
A casa si celebra l’aeroporto.
A Roma si lascia Taranto senza voli.
Ma i cittadini non sono più disposti a confondere una dichiarazione con un risultato.
Quando l’Italia ha avuto bisogno dell’acciaio, Taranto è stata definita strategica.
Quando ha avuto bisogno del porto, della Marina Militare, dell’industria e dello spazioporto, Taranto è stata definita strategica.
Quando ha avuto bisogno di una città pronta a ospitare i Giochi del Mediterraneo, Taranto è tornata improvvisamente centrale.
Quando però Taranto chiede collegamenti, alta velocità, autostrade e voli passeggeri, diventa una città che può aspettare.
Questa è la grande ingiustizia territoriale del nostro tempo.
Ci vogliono disponibili al sacrificio, ma non autonomi nello sviluppo.
Ci vogliono utili al sistema nazionale, ma dipendenti dalle decisioni prese altrove.
Ci vogliono produttori di ricchezza, ma non protagonisti del nostro futuro.
Le infrastrutture non sono un lusso e non sono una concessione del Governo di turno.
Sono libertà.
La libertà di un giovane di studiare e lavorare senza essere costretto ad abbandonare definitivamente la propria terra.
La libertà di un’impresa di raggiungere i mercati.
La libertà di una famiglia di spostarsi senza cominciare ogni viaggio con ore di automobile.
La libertà di una provincia di costruire un’economia fondata anche sul turismo, sull’università, sulla cultura, sull’aerospazio e sul lavoro sostenibile.
La disuguaglianza non si misura soltanto nel denaro.
Si misura anche nel tempo che viene sottratto alle persone, nei chilometri aggiuntivi che un cittadino del Sud deve percorrere, nei treni che non arrivano, nelle autostrade che mancano e negli aeroporti già esistenti che la politica decide di non utilizzare.
Questa è la questione meridionale del nostro tempo.
Non un Mezzogiorno incapace di crescere, ma un Mezzogiorno al quale vengono negati gli strumenti per competere ad armi pari.
E nessuno provi a trasformare questa battaglia in una guerra contro Bari o Brindisi.
Noi non vogliamo sottrarre nulla agli altri territori pugliesi.
Vogliamo che la Puglia cresca tutta.
Una regione moderna non sceglie quali cittadini debbano volare e quali debbano restare a terra. Costruisce una rete equilibrata, nella quale gli aeroporti collaborano e ogni territorio può sviluppare le proprie vocazioni.
Taranto non chiede favori.
Chiede giustizia territoriale.
E a Dario Iaia, Giovanni Maiorano, Vito De Palma e Vita Maria Nocco rivolgiamo una domanda semplice:siete rappresentanti di questa terra dentro la maggioranza oppure rappresentanti della maggioranza dentro questa terra?
Perché arriva un momento in cui non è più possibile stare da entrambe le parti.
Il voto è arrivato.
La maggioranza ha scelto.
Ora ciascuno dica pubblicamente che cosa ha fatto e da quale parte intende stare.
Noi la nostra parte l’abbiamo scelta.
Stiamo con Taranto.
Stiamo con Grottaglie.
Stiamo con chi non accetta più che il Mezzogiorno venga trattato come una periferia da utilizzare e poi dimenticare.
Ci avete voluti utili.
Adesso ci troverete liberi, consapevoli e uniti.
Taranto ha già pagato il proprio biglietto.
Ora ha il diritto di volare.
Walter Trani
Coordinatore di Grottaglie Rinasce