A distanza di mesi dal drammatico incidente stradale che ha paralizzato la provincia, i resti di quella giornata continuano a pesare come un macigno sull’ambiente e sulla sicurezza dei cittadini. Nel febbraio 2026, lungo la Strada Statale 7 Taranto-Brindisi, all’altezza di Contrada Pastanelle, un’autocisterna carica di carburante si ribaltò riversando il suo carico infiammabile sulla carreggiata. Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’Ordine evitò una tragedia di proporzioni ancor più vaste, ma oggi l’emergenza ha cambiato volto, trasformandosi in una ferita ecologica aperta a causa dell’incuria istituzionale.
A sollevare il velo sul totale stato di abbandono dell’area è una dura e dettagliata denuncia social lanciata da Orazio Antonazzo tramite la propria pagina Facebook. Antonazzo ha documentato una realtà inquietante ai limiti della carreggiata: consistenti quantitativi di rifiuti speciali residuali, riconducibili proprio alle operazioni di parziale bonifica e messa in sicurezza effettuate dopo l’incendio dei carburanti, giacciono abbandonati a bordo strada. Fusti, detriti contaminati e scarti degli interventi post-incidente non sono mai stati rimossi e smaltiti regolarmente, restando esposti agli agenti atmosferici a pochi passi dal traffico veicolare quotidiano.

La denuncia di Antonazzo non risparmia le istituzioni locali, puntando il dito direttamente contro il disinteressamento della Provincia di Taranto. Sotto accusa finisce anche il silenzio dei consiglieri provinciali della città di Grottaglie, ritenuti colpevoli di non aver vigilato sul completamento della bonifica e di ignorare il degrado ambientale che insiste su una delle arterie stradali più importanti del territorio jonico.
Ciò che doveva essere un intervento di ripristino ambientale si è trasformato nell’ennesimo esempio di burocrazia immobile e rimpallo di responsabilità. Nel frattempo, i residui tossici rimangono lì, in Contrada Pastanelle, a testimoniare il fallimento della catena istituzionale e a minacciare un ecosistema già fortemente provato. I cittadini chiedono risposte immediate: la rimozione dei rifiuti speciali non può più attendere i tempi della politica.