LA CURIA OTTIENE UN RISARCIMENTO DI € 34.625,52 PER OCCUPAZIONE SENZA TITOLO PER GLI ANNI 2021, 2022 E 2023 E LA RESTITUZIONE DEL CASTELLO.LEGGENDO LA NOTA DEL 2012 DEL SINDACO ALABRESE LA STRUTTURA DOVREBBE ESSERE SUBITO SGOMBERATA.
“ALEA IACTA EST”, NEL SENSO CHE , il sindaco Ciro D’Alo’, l’assessore Raffaella Capriglia e l’assessore Blasi DEVONO DIMETTERSI, per manifesta incapacità gestionale dell’amministrazione comunale…e non solo loro.
Un colpo netto alla storia e alla cultura della città delle ceramiche e di San Francesco de Geronimo, circostanza non secondaria perché comunque la Curia non deve, per colpa di pochi incompetenti amministratori, penalizzare i grottagliesi con la privazione del castello Episcopio.
La nuova compagine amministrativa, che auspichiamo i cittadini sapranno scegliere e votare saggiamente, riusciranno ad intessere delle relazioni più concilianti con S.E. Rev. Mons. Ciro Maniero, magari con l’intercessione autorevole di un grottagliese che ha ricoperto cariche curiali prestigiose in altre regioni italiane.
La storia di questa “batosta”, e pubblichiamo oggi in esclusiva del 2012, firmata dal sindaco Ciro Alabrese (vice sindaco Murizio Stefani), un documento che documentava elementi a favore del comune di Grottaglie, ma nello stesso tempo denunciava gravi carenze dell’immobile in uso, che portava la Curia a preoccuparsi ed agire a tutela dei propri interessi.
Dunque lo scorso 17 settembre , l’Arcidiocesi di Taranto sfratta il museo delle ceramiche dal Castello Episcopio. Il giudice Casarano del Tribunale di Taranto ha dato ragione alla Curia tarantina in merito alla restituzione del castello Episcopio di Grottaglie da parte del Comune di Grottaglie.
Ricordiamo che la giunta comunale con la deliberazione n.287 del 21 settembre 2023 deliberava l’“Autorizzazione al sindaco a resistere in giudizio nel ricorso ex art. 447 bis c.p.c. innanzi al tribunale di Taranto instaurato da Arcidiocesi di Taranto”. Si apprendeva dalla delibera “che: con ricorso ex art. 447 bis c.p.c. notificato al Comune di Grottaglie mediante comunicazione di posta elettronica certificata in data 07.09.2023 prot. n. 30657, l’Arcidiocesi di Taranto, rappresentata e difesa dall’Avv. Salvatore Sibilla, ha citato il Comune di Grottaglie innanzi al Tribunale di Taranto al fine di: accertare e dichiarare la cessazione del contratto d’uso del Castello Episcopio di Grottaglie a far data dal 29.10.2012; conseguentemente, accertare e dichiarare che il Comune di

Grottaglie occupa senza titolo la predetta unità immobiliare a far data dal 30.10.2012;condannare, quindi, il Comune di Grottaglie a rilasciare immediatamente il Castello Episcopio di Grottaglie per le ragioni di cui sopra; condannare l’Ente convenuto al pagamento in favore dell’istante dell’indennità di occupazione senza titolo per gli anni 2021, 2022 e 2023 per complessivi € 34.625,52 (€11.541,84 x 3) oltre l’ulteriore indennità sino all’effettivo rilascio; condannare il Comune di Grottaglie al pagamento in favore dell’Avv. Salvatore Sibilla anticipatario, delle spese e compensi professionali, oltre rimborso forfettario 15% ed accessori di legge. La questione controversa era costituita della asserita scadenza della durata del contratto Rep. n.618/1987, supportata dalla mancanza di una clausola di rinnovazione, e dall’eccepito mancato pagamento da parte del Comune di Grottaglie del canone d’uso per le annualità 2021, 2022 e 2023.

IL DOCUMENTO IN ESCLUSIVA DEL 20 OTTOBRE 2012.
Dalla lettura si prenda contezza che in quel periodo il sindaco Ciro Alabrese aveva avviato delle interlocuzioni con S.E.R. Mons. Filippo Santoro, e veniva ribadita l’utilità sociale e culturale del castello Episcopio concesso in uso nel 1987.

La pagina che segue, di contro evidenzia circostante, non proprio “tranquille” per le parti in causa.
Da parte dell’amministrazione viene evidenziata quante risorse finanziare furono al quel momento impegnate per l’antico e storico maniero, circa un milione di euro.
Ma nello stesa nota, il sindaco pro-tempore “denuncia” che “allo stato attuale, il Castello, comunque, è ben lungi dal poter essere considerata una struttura agevolmente usufruibile, in quanto, per il suo completo recupero e per il conseguimento dell’agibilità complessiva dello stesso, occorrono interventi strutturali e di sicurezza, di notevole e gravoso impegno finanziario, che possano permettere un uso che non travalichi l’attuale impego a cui la Cittadinanza, nel corso di questi anni, ha posto un’attenzione ed un particolare attaccamento…è necessario, pertanto, procedere, preliminarmente, al consolidamento, alla ristrutturazione ed al recupero della Torre Maesta e, poi, dei restanti vani del piano terra e del piano rialzato. A seguire, vanno consolidate, tutte le murature esterne e quelle interne all’atrio principale per finire con il recupero dei due giardini”.
INSOMMA LA STRUTTURA ANDAVA SGOMEBERATA GIA’ DAL 2012.. MA SIAMO AL 2025 E LA SENTENZA SEMBRA ESSERE PROVVIDENZIALE PER LA TUTELA DELLA PUBBLICA E PRIVATA INCOLUMITA’!!!

