Dopo la formale l’invito ad adempiere inviata dalla nostra redazione lo scorso 31 ottobre, incentrata sulla gravissima situazione di pericolo e inagibilità in cui versa la Strada Provinciale 48, è arrivata la risposta ufficiale degli uffici della Provincia di Taranto.
Una risposta tecnica che definisce i confini delle responsabilità burocratiche, ma che apre la strada a un passaggio fondamentale: la Provincia potrebbe e dovrebbe trasmettere ufficialmente la segnalazione al Comune di Taranto, attivando una collaborazione istituzionale indispensabile per il bene e l’incolumità dei fruitori della strada.
LA MAPPA DELLE COMPETENZE: IL TRATTO È DEL COMUNE

Nella nota ufficiale inviata a firma del geometra Giuseppe Abbracciavento, l’Ente di via Anfiteatro chiarisce che il tratto stradale in questione – nello specifico quello che va dall’uscita del quartiere Tamburi fino alla cava Caramia – non rientra più sotto la gestione provinciale.
«Si comunica che il tratto di strada in questione è di competenza del Comune di Taranto» si legge nella nota tecnica, «in quanto rientra nella riperimetrazione del centro abitato di Taranto come stabilito nella Delibera di Giunta Comunale n. 299/2023». Il provvedimento dello scorso anno, che ridefinisce la delimitazione del centro cittadino ai sensi del D.Lgs. n. 285/1992, ha ufficialmente inserito questo segmento della SP48 all’interno del perimetro della “zona industriale” comunale.
UNA STRADA KILLER OLTRE LE DEFINIZIONI DEI “PURISTI”
Se per i “puristi” della burocrazia e delle carte geografiche la Strada Provinciale 48 resta l’arteria strategica che collega il quartiere Tamburi al comune di Statte, per chi la percorre ogni giorno la realtà è ben diversa. È un asse viario abbandonato a se stesso all’ombra dell’ex Ilva, trasformato in una vera e propria trappola per automobilisti e autotrasportatori a causa della totale assenza di segnaletica orizzontale, di catarifrangenti e di barriere protettive.
Nelle ore serali o in caso di pioggia, la carreggiata diventa letteralmente invisibile. Chi viaggia per lavoro, per motivi di salute o per necessità personali non può continuare a scommettere la propria vita sulla base di un confine amministrativo.
L’APPELLO: IL PRESIDENTE INVII LA PEC AL SINDACO
Prendiamo atto del chiarimento della Provincia. Bene. Ma la burocrazia non può fermare la sicurezza. Le vite di chi percorre quella strada contano molto di più dei confini di una delibera.
Proprio in virtù del principio di cooperazione tra enti pubblici, chiediamo che il Presidente della Provincia di Taranto prenda in carico il caso e la trasmetta formalmente tramite PEC direttamente al Sindaco di Taranto. Non si tratta di rimpallare le responsabilità, ma di avviare una sinergia istituzionale immediata.
Il Comune di Taranto, ora ufficialmente investito della competenza su quel tratto, deve intervenire con urgenza per il rifacimento della segnaletica e la messa in sicurezza. La nostra redazione continuerà a vigilare e a fare pressione su ogni tavolo istituzionale: il territorio ionico ha già pagato un tributo troppo alto di sangue sulle sue strade, ed è tempo che i cantieri cancellino per sempre questa inaccettabile trappola d’asfalto.