dalo e comandante dei vigili corbace

Ci sono questioni che, pur sembrando di ordinaria amministrazione, finiscono per incidere profondamente sulla vita quotidiana delle persone». Con queste parole Mario Petraoli, responsabile di Forza Italia a Grottaglie, solleva il caso del centro storico e, in particolare, di via Corrado Mastropaolo, dove una serie di divieti di sosta sta rendendo impossibile la vita dei residenti. Dopo aver promosso una raccolta di firme e aver tentato invano un dialogo con il sindaco e la Polizia Locale, l’esponente azzurro denuncia un muro di gomma istituzionale e annuncia una mobilitazione a oltranza al fianco dei cittadini.

Via Corrado Mastropaolo, il disagio dei residenti e una richiesta rimasta senza risposta.

Il problema dei divieti di sosta nel centro storico di Grottaglie. Una raccolta di firme, diversi tentativi di interlocuzione con l’amministrazione e le difficoltà quotidiane di chi continua ad abitare nel cuore antico della città.

Ci sono questioni che, pur sembrando di ordinaria amministrazione, finiscono per incidere profondamente sulla vita quotidiana delle persone. È quanto sta accadendo in via Corrado Mastropaolo, nel centro storico di Grottaglie, dove una serie di divieti ha reso estremamente difficile, se non praticamente impossibile, parcheggiare le proprie automobili.

Una situazione che riguarda direttamente i residenti, persone che hanno scelto di continuare a vivere nel centro antico della città e che oggi si trovano a fare i conti con difficoltà che non sembrano aver trovato, almeno finora, un’adeguata considerazione.

Come responsabile di Forza Italia a Grottaglie, ho ritenuto doveroso raccogliere le istanze di chi vive quotidianamente questa situazione. Ho avviato una raccolta di firme tra i residenti di via Corrado Mastropaolo, cercando contemporaneamente un confronto con l’amministrazione comunale.

Ho chiesto un colloquio con il sindaco e ho incontrato la comandante della Polizia Locale. L’intenzione era semplice: esporre le difficoltà dei cittadini e verificare la possibilità di individuare una soluzione ragionevole, capace di conciliare le esigenze di sicurezza con quelle di chi abita nella strada.

Il confronto, tuttavia, non ha prodotto risultati concreti.

La questione della sicurezza è stata posta al centro delle motivazioni dei divieti. Nel corso dell’incontro con la comandante, mi è stato prospettato anche il rischio di autocombustione delle automobili parcheggiate negli spazi interessati, in considerazione delle difficoltà che potrebbero presentarsi in caso di emergenza e della mancanza di vie di uscita.

Ho fatto presente che esistono, nelle immediate vicinanze, spazi interni e atri chiusi, come quello del mio studio a Palazzo Pignatelli, dove da sempre si è parcheggiato senza creare intralcio al passaggio dei mezzi di soccorso. Ho chiesto inoltre come mai alcuni posti riservati ai residenti, situati nei pressi della chiesa, potessero continuare a essere utilizzati. Mi è stato risposto che anche quei parcheggi sarebbero stati oggetto di ulteriori provvedimenti.

Successivamente ho incontrato il sindaco, il quale mi ha rappresentato la difficoltà di assumersi personalmente la responsabilità di eventuali conseguenze derivanti da un’automobile che dovesse incendiarsi.

Comprendo che la sicurezza costituisca una responsabilità importante per chi amministra una città. Tuttavia, ritengo altrettanto importante domandarsi se, nel perseguire un obiettivo legittimo, non si finisca per produrre conseguenze eccessivamente penalizzanti per una parte della cittadinanza.

Basta ascoltare i residenti per comprendere la dimensione del problema.

C’è, per esempio, una signora anziana che continua a guidare la propria automobile e che per anni ha potuto parcheggiare nelle immediate vicinanze della sua abitazione. Oggi si trova costretta a lasciare la macchina a circa trecento metri di distanza, nella zona retrostante il Comune.

Una distanza che può sembrare poca cosa per chi non vive quella condizione, ma che diventa un problema concreto per una persona anziana, soprattutto quando piove, quando deve trasportare la spesa o semplicemente quando le condizioni fisiche non consentono di affrontare facilmente quel percorso.

La signora vive questa situazione con profondo disagio. Non è soltanto una questione di comodità: è la sensazione di essere stata privata di una possibilità che per anni aveva fatto parte della sua normale quotidianità.

C’è poi una questione più generale che merita attenzione: il progressivo svuotamento del centro storico.

Grottaglie, come tanti altri centri storici, ha già visto diminuire sensibilmente il numero dei suoi abitanti. Rendere sempre più complicata la vita di chi decide di restarci non sembra certamente il modo migliore per contrastare questo fenomeno.

Anche il valore degli immobili può risentirne. Chi pensa di acquistare un’abitazione nel centro storico potrebbe legittimamente chiedersi quali siano le possibilità di parcheggio e quanto sia agevole vivere quotidianamente in quella zona. Sono elementi che incidono sulle scelte delle persone e, inevitabilmente, anche sull’attrattività del patrimonio immobiliare.

Non si tratta di sostenere che ogni spazio debba essere destinato alle automobili, né di negare l’importanza della sicurezza e della tutela del centro storico. Si tratta, piuttosto, di evitare che il problema venga affrontato attraverso divieti generalizzati, senza un confronto adeguato con chi in quei luoghi vive.

La questione, dunque, rimane aperta. Le firme dei residenti sono state raccolte, le difficoltà sono state rappresentate, ma al momento non è emersa la disponibilità a rivedere le disposizioni.

Non cerco uno scontro con il sindaco né con la Polizia Locale. Non è questo il senso della mia iniziativa.

Credo che la politica debba innanzitutto ascoltare. Non deve impartire lezioni ai cittadini, né pretendere di stabilire dall’alto come debbano vivere. In una società democratica, il rapporto tra amministratori e amministrati dovrebbe fondarsi sul confronto, sulla disponibilità a valutare le ragioni degli altri e sulla ricerca di soluzioni equilibrate.

È questa la cultura liberale nella quale mi riconosco e nella quale sono cresciuto.

Per questo continuerò a sostenere le ragioni dei residenti di via Corrado Mastropaolo. Non per alimentare una contrapposizione, ma perché ritengo che le loro esigenze meritino attenzione e una risposta.

In fondo, la qualità di un’amministrazione si misura anche dalla capacità di ascoltare le piccole e grandi difficoltà di chi, ogni giorno, abita la propria città.

Non intendo fermarmi.

La raccolta delle firme e i tentativi di interlocuzione istituzionale rappresentano soltanto l’inizio di un percorso che intendo portare avanti con determinazione e senso di responsabilità.

Continuerò a incontrare i cittadini attraverso assemblee pubbliche e momenti di confronto. Il primo appuntamento riguarderà via Corrado Mastropaolo e le strade limitrofe, dove il problema è già emerso con particolare evidenza. Successivamente, intendo estendere questi incontri alle altre zone del centro storico, ascoltando i residenti che vivono difficoltà analoghe.

Non si tratta di alimentare contrapposizioni, ma di dare spazio alle voci di chi troppo spesso non trova interlocutori disponibili ad ascoltarlo.

La partecipazione dei cittadini è un elemento fondamentale della vita democratica. Per questo ritengo che sia necessario uscire dai luoghi istituzionali, incontrare le persone nei quartieri, ascoltarne le esigenze e raccoglierne le proposte.

Non ho intenzione di mollare. Continuerò questa iniziativa finché le ragioni dei residenti non avranno trovato un confronto concreto e una risposta.

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