GROTTAGLIE LA MEMORIA PRIMA DELLE PROMESSE!
L’approvazione unanime in Consiglio regionale del disegno di legge sulla filiera logistica agroalimentare pugliese è certamente una buona notizia e, soprattutto, dimostra che quando la politica mette da parte le appartenenze e ragiona sullo sviluppo del territorio, qualcosa di concreto può accadere.
Ma proprio per questo viene spontanea una domanda: dov’è il PD di Grottaglie? Dov’è quella politica che dovrebbe rappresentare quotidianamente gli interessi della nostra città e che invece sembra sempre più lontana dal territorio, oscurata da logiche e leadership provinciali e regionali?
È arrivato il momento di cambiare registro. Non mi interessa più alimentare polemiche sul sindaco uscente: Ciro D’Alò ha concluso il suo percorso amministrativo e non può essere ricandidato per un terzo mandato. Il vero tema, oggi, è un altro: *che cosa ha prodotto per Grottaglie, in venticinque anni, una certa classe dirigente del centrosinistra?
È una domanda alla quale i cittadini hanno diritto di avere risposte.
Una città che ha perso servizi e presidi importanti: dagli sportelli dell’ENEL a quelli dell’Acquedotto Pugliese, fino alla progressiva marginalizzazione del San Marco. Una città alla quale è stata consegnata anche una pesante eredità ambientale, con la vicenda della discarica che ha segnato profondamente il territorio.
E mentre accadeva tutto questo, Grottaglie perdeva giovani. Generazioni costrette a cercare altrove lavoro, opportunità e futuro. Non è un dato da utilizzare per una polemica elettorale: è una ferita sociale sulla quale la politica locale dovrebbe interrogarsi seriamente.
E allora ricordiamo anche chi, invece, ha saputo battersi per portare a Grottaglie una delle pochissime grandi realtà industriali arrivate sul nostro territorio: Leonardo. Pietro Franzoso, che ho avuto l’onore di essergli stato un amico e che considero ancora oggi la sua scomparsa pesi ancora su tutto il territorio. Ricordo come mise tutto il proprio peso politico affinché quell’investimento arrivasse qui, fui personalmente testimone dei suoi interventi, con determinazione anche nei confronti dell’allora presidente della Regione Raffaele Fitto.

Oggi si parla giustamente delle potenzialità dell’aeroporto Arlotta, della logistica, del cargo, dell’agroalimentare e dei mercati internazionali.
Bene. Ma Grottaglie non può vivere soltanto di opportunità annunciate: deve tornare a produrre futuro.
E il PD locale, invece di presentarsi contemporaneamente come opposizione e come componente della maggioranza, dovrebbe spiegare ai cittadini quale sia la propria idea di città e soprattutto fare un bilancio serio di venticinque anni di amministrazione e di presenza politica a Grottaglie.
Perché governare significa assumersi meriti, ma soprattutto responsabilità.
E alle prossime elezioni non basterà raccontare ai cittadini ciò che si vorrebbe fare.
Sarà inevitabile chiedere anche conto di ciò che è stato fatto, di ciò che non è stato fatto e, soprattutto, di ciò che Grottaglie ha perso.
Questa volta, senza rancore e senza sconti. Solo la memoria dei fatti.