Tratto da BRIGANTAGGIO E SOCIETÀ SEGRETE NELLE PUGLIE (1817-1828) DAI RICORDI DEL GENERALE R. CHURCH GOVERNATORE DI TERRA DI BARI E DI TERRA D’OTRANTO COMANDANTE DELL’ ESERCITO NAPOLETANO IN SICILIA, EC. EC. FIRENZE, G. BARBÈRA, EDITORE. 1899
Informato da Don Giacomo del Montenegro dell’avvenuta fuga dell’abate, il generale Richard Church ordinò di mantenere il massimo riserbo sull’episodio e diede inizio a una caccia all’uomo senza quartiere in tutta la provincia. In sella fin dall’alba, il comandante britannico ispezionava personalmente paesi, avamposti e masserie fortificate, percorrendo quotidianamente dalle venti alle trenta miglia prima di fare ritorno a Francavilla per concedersi solo un paio d’ore di riposo su un divano, tenendo addosso gli stivali, gli speroni e l’ampio mantello militare.
Le ricerche furono ostacolate dalla fitta rete di spie di cui Ciro ancora disponeva. In un’occasione, mentre il generale cavalcava lungo una stradicciola scavata nel terreno nei pressi di Grottaglie, l’abate stesso si trovava appostato tra i cespugli sovrastanti, pronto a far fuoco sulla sua testa. Solo l’improvvisa comparsa di un drappello di soldati nel campo attiguo costrinse i briganti a desistere e a fuggire in fretta per salvare la vita. Nonostante l’atteggiamento cupo e omertoso degli abitanti di Grottaglie, che evitavano persino di guardare le truppe regie, Church ricevette l’inattesa benedizione di un anziano monaco, che lo incoraggiò a proseguire l’opera di purificazione del territorio salentino.