FULLONESE

DAL PIANO URBANISTICO TEMATICO TERRITORIALE DEL COMUNE DI GROTTAGLIE.

Il territorio del Comune di Grottaglie è caratterizzato da una diversificata componente botanico vegetazionale che risponde essenzialmente alla differente morfologia dei luoghi, alla natura del terreno, alle condizioni climatiche, alla esposizione, alle forme più o meno accentuate di antropizzazione. Dal punto di vista morfologico, un lungo cordone collinare, geologicamente definito come secondo gradino murgiano, separa, in direzione nord-est, il territorio di Grottaglie dal territorio di Martina Franca e da parte del territorio di Taranto e di Villa Castelli, con i qualiconfina, spesso, per via di alcune enclaves disgiunte della superficie territoriale propria del Comune di Taranto. In direzione sud est il cordone collinare si dirige verso la peri feri a nord dell’abitato deviando poi, verso est in direzione della provincial e per Villa Castelli, nella parte in cui, da qualche tempo, l’abitato va espandendosi. Per la restante part e il territorio di Grottaglie, situato sul primo gradino murgiano, risulta pressoché pianeggiante e in lieve progressivo declivio.

Questo aspetto tabulare in cui, tuttavia, non mancano dolci ondulazioni o fossi, spesso percorsi da canali d’acqua, è di tanto in tanto interrotto da brevi o profonde incisioni carsiche, lame e gravine che contribuiscono a rendere il territorio unico ed eccezionale soprattutto per l’aspetto del paesaggio, la varietà di ambienti, la significatività di alcuni luoghi e la scientificità di alcuni aspetti.

L’indagine sulla componente botanico vegetazionale del territorio ha rilevato una molteplicità di ambienti che consentono, tuttavia, di essere semplificati nel seguente inquadramento vegetazionale:

1. Vegetazione della macchi a mediterranea;

2. Vegetazione delle pinete;

3. Vegetazione dei boschi di querce caduci foglie;

4. Vegetazione del canneto .

Il Quercetum galloprovinciale è caratterizzato dalla macchia alta di leccio (Quercus ilex) ma anche da altre s clerofille sempreverdi che ricordate con alcune caduci foglie tipiche, nel territorio in esame, sono perlopiù rappresentate da olivastro (Olea europea, silvester), da lentisco (Pistacia lentiscus), da alaterno (Rhamnus alaternus), fillirea (Phyllirea media), da mirto (Myrtus communis), da sparzio spinoso (Caycotome spinosa), da cisto di Montpellier (Cistus monspeliensis), da cisto rosso (Cistus incanus), da corbezzolo (Arbutus unedo), da thè siciliano (Prasium majus), da perastro (Pyrus amygdaliformis), da terebinto (Pistacia therebintus), da citiso spinoso (Chamaecytisus spinescens), da rosa (Rosa sp.), da asparago pungente (Asparagus acuti folius), da ginestra odorosa (Spartium junceum), da rosmarino (Rosmarinus offi cinalis) da pungitopo (Ruscus aculeatus).

Il Vallone Fullonese è situato sul versante occidentale dell’abitato di Grottaglie; presenta, nel tratto pressoché parallelo all’abitato, poche tracce di vegetazione di macchia bassa e strisciante limitata ai costoni rocciosi che si presentano, perlopiù, nudi o punteggiati nel vecchio alveo da qualche annoso albero a foglia caduca. L’esplorazione alla parte più interessante del Vallone, comincia, invece, a partire dal tratto a valle. Uno slargo iniziale, caratterizzato da un ampio gradone, è occupato da olivi di discrete dimensioni e da piante di fruttiferi.

Lo spalto di sinistra, guardando in direzione dei monti, è sovrastato dai fabbricati della vecchi a Casa di Mendicità mentre quello di destra è caratterizzato da costoni rocciosi imponenti con grotte scavate negli anfratti. La vegetazione annovera tra le altre specie tipiche della macchia, piante decombenti di cappero (Capparis spinosa) e di tanto in tanto piccole piante di bagolaro (Celtis australis) di capri fico, di olivastri, di pini d’Aleppo. La parte più interessante, tuttavia, è costituita dalla vegetazione del fondo del vallone caratterizzata da un consistente nucleo di querce cadici foglie di notevole interesse scientifico.

Le specie, in corso di identificazione costituiscono una delle tessere di quell’importante mosaico di formazioni vegetali proprie della originari a vegetazione del territorio di Grottaglie. Anche in questo caso come in altre situazioni vegetazionali a cui si è fatto cenno, il gruppo di querce è legato all’ambiente umido del vallone segnato sul fondo da un canale di acque a scorrimento stagionale. Annose piante di carrubo (Ceratonia siliqua) completano l’inquadramento botanico del luogo, anche in questo caso non segnalato negli studi specifici del settore.

CHIESA RUPESTRE CON ANNESSO “HOSPITIUM PEREGRINANTIUM” DEL XVISEC.

Lo hospitium è costituito da un corridoio su cui si aprono i vari ambienti, oggi parzialmente crollati. La chiesa che si vede ancora oggi è frutto del ri facimento cinquecentesco di una chiesa più antica, risalente al VI-VII secolo. L’identificazione della chiesa con quella dedicata ai SS. Pietro e Paolo citata dalle fonti è stata da alcuni studiosi messa in dubbio. Secondo Galletto la vera chiesa dei SS. Pietro e Paolo è da identificarsi con una chiesetta ubicata a ridosso dello ex convento dei Cappuccini.

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