È stato bello vedere le delegazioni di Spagna e Tunisia atterrare all’aeroporto di Grottaglie. Ma diciamolo con chiarezza: quei voli sono stati organizzati per i Giochi del Mediterraneo. Non sono voli civili di linea.
Domani nessun cittadino potrà acquistare un biglietto dall’Arlotta per Roma, Milano o qualsiasi altra destinazione.
Il vicesindaco Quaranta racconta che il ministro Abodi ha ascoltato le richieste del territorio. Bene. Ma quale impegno formale ha assunto? Entro quale data? Per quali rotte?
Ascoltare è cortesia istituzionale.
Decidere è politica.
Abodi può sostenere la battaglia, ma non può aprire da solo lo scalo ai voli di linea. Servono Ministero dei Trasporti, Regione, Aeroporti di Puglia, ENAC e compagnie interessate. Serve soprattutto che ciascuno smetta di scaricare la responsabilità sugli altri.

Il consigliere Lenti ironizza sul “campo stralargo”. Ma una fotografia istituzionale non crea una coalizione elettorale. Sull’aeroporto, forze politiche diverse non soltanto possono collaborare: devono farlo.
Se cerca una contraddizione, però, guardi anche dentro casa propria. Il 29 luglio il Senato ha respinto l’emendamento di Mario Turco che chiedeva di avviare il percorso per la continuità territoriale e i collegamenti passeggeri.
Fratelli d’Italia lo considera tecnicamente sbagliato? Presenti una proposta migliore e la faccia approvare dal suo Governo.
Nessuna assoluzione neppure per l’Amministrazione. Non si può definire “storico” ogni incontro e trasformare ogni stretta di mano in un risultato.
Ora serve un documento pubblico di una pagina: chi deve fare cosa, entro quale data e con quali risorse. Poi ciascuno metta la propria firma e si assuma la propria responsabilità.
La pista c’è.
Il terminal c’è.
Le parole sono persino troppe.
Grottaglie non chiede un’altra fotografia davanti all’aeroporto.
Chiede finalmente una carta d’imbarco.
Walter Trani
Coordinatore di Grottaglie Rinasce