di Mario Petraroli
Esponente politico di Forza Italia – Grottaglie
Per troppi decenni il territorio di Taranto e della nostra Grottaglie è stato vittima di un inganno socio-economico che oggi mostra il suo volto più duro. Ci hanno imposto una monocoltura industriale totalizzante, un modello ereditato dal vecchio statalismo che ha prima illuso intere generazioni e poi le ha imprigionate nel peggiore dei ricatti: quello tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute.
Oggi quel sistema è al collasso. Le continue crisi dell’ex Ilva e il blocco dell’indotto non colpiscono solo i grandi insediamenti, ma desertificano il tessuto delle nostre piccole e medie imprese locali, lasciando i nostri artigiani e commercianti senza ossigeno.
Come Forza Italia, rifiutiamo fermamente la logica assistenzialista della sinistra, che ha risposto alla crisi proponendo solo sussidi a pioggia e creando una generazione di NEET, giovani sfiduciati che non studiano e non lavorano. Il nostro territorio non chiede elemosina, chiede sviluppo. La vera emergenza sociale è l’emigrazione forzata dei nostri ragazzi: stiamo esportando intelligenze e competenze perché qui manca la libertà di fare impresa in modo sicuro, moderno e profittevole.
La sfida sociologica ed economica che abbiamo davanti non si vince con i “no” ideologici o con l’ambientalismo da salotto che vorrebbe radere al suolo la nostra storia produttiva. Si vince con il pragmatismo liberale. Dobbiamo governare la riconversione ecologica senza distruggere i posti di lavoro, proteggendo la salute dei cittadini attraverso l’innovazione tecnologica e sbloccando finalmente i fondi per le bonifiche.
Il futuro di Taranto, e in particolare della nostra comunità di Grottaglie, deve poggiare su gambe diverse e autonome:
* Logistica e Infrastrutture: Valorizzare il porto e il nostro aeroporto come veri hub commerciali e industriali.
* Economia del Mare e Agricoltura: Sostenere le nostre eccellenze agroalimentari e la mitilicoltura, modernizzando le filiere.
* Turismo e Cultura: Trasformare la nostra unicità artistica, a partire dalle nostre ceramiche e dal patrimonio storico, in un’industria del turismo stabile e non solo stagionale.
Dobbiamo spezzare le catene della dipendenza dalla grande industria assistita dello Stato. È il momento di ridare centralità alla persona, al merito e alla libera iniziativa privata. Solo liberando le energie migliori della nostra provincia potremo restituire dignità ai lavoratori e un futuro certo ai nostri figli, senza costringerli a valigie di cartone digitali. Noi siamo pronti a fare la nostra parte.