MIALE E SALA CONSILIARE

Il futuro dell’ospedale “San Marco” di Grottaglie continua a rimanere al centro di un acceso dibattito politico e sociale. Al centro della discussione ci sono i ritardi legati all’attivazione della Casa di Comunità e dell’ Ospedale di Comunità, due strutture sanitarie territoriali fondamentali che la cittadinanza aspetta ormai da troppo tempo. A sollevare la questione con forza è l’esponente politico locale Ciro Francesco MIALE, il quale ha duramente criticato l’operato dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ciro D’Alò e la gestione complessiva da parte della Regione Puglia.

Promesse a lungo termine e rinvii continui

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, il sindaco D’Alò ha annunciato un nuovo sopralluogo presso la struttura ospedaliera, programmato per la metà di settembre. All’incontro dovrebbero partecipare l’assessore regionale alla sanità, il direttore generale dell’ASL e le sigle sindacali. Durante la massima assise cittadina è stata ribadita una promessa precisa: le strutture saranno pronte e consegnate entro il mese di dicembre.

Tuttavia, come evidenziato da Francesco Ciro Miale, la comunità grottagliese si trova davanti a una scena già vista e a un copione che si ripete. Già nel mese di marzo, in occasione di un precedente sopralluogo ispettivo, l’amministrazione comunale aveva dichiarato pubblicamente che l’Ospedale di Comunità era ormai completato e che i lavori per la Casa di Comunità procedevano spediti, ipotizzando l’attivazione dei servizi nei mesi immediatamente successivi. A distanza di mesi da quegli annunci, i cittadini si trovano ancora in una situazione di totale incertezza: mancano date di apertura ufficiali, non vi è chiarezza sui servizi medici che verranno realmente erogati e rimangono fumose le modalità di accesso alle prestazioni per l’utenza.

La richiesta di trasparenza e un cronoprogramma chiaro

La critica mossa da Ciro Francesco Miale punta il dito contro la mancanza di una pianificazione trasparente e accessibile. Secondo l’esponente politico, un’amministrazione responsabile avrebbe dovuto agire diversamente, offrendo alla cittadinanza strumenti concreti di verifica:

  • Cronoprogramma ufficiale: Pubblicazione di un calendario dettagliato e chiaro contenente tutte le singole fasi di attuazione e attivazione della struttura.
  • Trasparenza sulle criticità: Una comunicazione aperta ed esplicita in merito ai problemi tecnici, burocratici o logistici emersi nel corso dei lavori.
  • Coinvolgimento della cittadinanza: L’avvio di un percorso informativo pubblico e verificabile, capace di rendere la popolazione partecipe delle scelte sanitarie del territorio.

Il caso di Grottaglie non è purtroppo isolato. La cittadinanza si ritrova imbrigliata nelle complesse dinamiche della Regione Puglia, che sta accumulando ritardi significativi e generalizzati nell’attivazione dei presidi sanitari territoriali previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La discrepanza tra i numerosi annunci trionfalistici della politica e il numero esiguo di servizi sanitari realmente fruibili dai malati e dalle fasce più deboli della popolazione rappresenta una criticità non più tollerabile. Grottaglie e i suoi abitanti non possono più piegarsi ai tempi della burocrazia regionale o alle scadenze elettorali.

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