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“CA ERO PERSU CI TANTU M’AMAVA..PRIMA ERA REGINA E MO SO SCHIAVA”.

Ci sono storie che non hanno bisogno di pagine scritte per rimanere eterne; si custodiscono nel calore di una stanza, nel tono vibrante di una voce cara, nel passaggio silenzioso e potente da una generazione all’altra. A Grottaglie, dove la devozione per la Madonna del Carmine attraversa i secoli e si respira nei vicoli, il culto più autentico si fa carne e ricordo tra le mura domestiche. È qui che il racconto intimo e generazionale di nonna Maria Mutata Chiloiro si trasforma in un dono prezioso per i propri nipotI.

Ascoltare le sue parole è come compiere un viaggio a ritroso nel tempo, dove la fede non è un concetto astratto, ma un legame vivo, fatto di preghiere sussurrate a fior di labbra e sguardi carichi di speranza rivolti alla Vergine. Nelle sue parole si ritrova l’anima più profonda della nostra comunità: una devozione ereditata che non si spegne, ma che si rinnova, intatta e vibrante, nel cuore di chi ascolta.

LA STORIA DEI PADRI CARMELITANI A GROTTAGLIE

Sulla spinta dei Padri Carmelitani arrivati a Grottaglie nel 1505, alcuni laici si aggregarono e diedero origine alla “Confraternita del Carmine” molto probabilmente nel 1520. Della data di fondazione non c’è certezza, risulta però che nel 1525 un gruppo di fedeli, sotto la guida spirituale dei Padri Carmelitani, si costituirono in congregazione sotto il titolo del “Salvatore”, e nel 1550, per discordie politiche tra religiosi carmelitani e congregazione, si trasferirono presso la Collegiata di Grottaglie col titolo di “SS. Sacramento”.
Relativamente alla fondazione della Confraternita del Carmine un documento di Putignano Giusto, redatto dal notaio Pietro Tripaldi il 18 Aprile del 1544, ci fa sapere di un lascito alla Confraternita di ducati 50.000 per sante messe «iuxta redditus» e ducati 60.000 per maritaggi; quindi possiamo dire che la Confraternita esisteva di fatto e di diritto già nel 1544. Vi è inoltre un documento ufficiale del Sindaco di Grottaglie che a nome della Congrega e dei fedeli ringrazia la Santa Sede per la concessione dell’Altare Privilegiato, dedicato alla Madonna del Carmine, in data 5 Gennaio 1582 come riportato nella lapide che sormonta l’altare.


La congrega ebbe il suo primo Statuto manoscritto nel 1612 con il titolo: “Jesus-Maria: regole e capitoli della Congregazione della Beatissima Vergine Maria del Carmine della terra delle Grottaglie, incominciata nell’anno 1612 in pace”. Approvato nel 1777, era stato confermato e ricopiato nel 1739 (copia scomparsa) e ancora nel 1745 (copia esistente nell’archivio della Congrega). Risale all’anno 1660 il privilegio della “custodia dei Sepolcri”, cioè recarsi pellegrini, due per volta scalzi, vestiti dell’abito rituale con il volto coperto da “buffa” o cappuccio con fori per orientamento, ad adorare la SS. Eucaristia nelle Chiese che avevano preparato l’altare della “Reposizione”. Dal popolo sono chiamati “bubbli-bubbli”.

Nel 1777, al tempo del priorato di Don Giovanni Andrea Caracciolo che aveva sposato Donna Giulia, ultima erede dei Cicinelli, ai confratelli fu concesso di aggiungere sul camice bianco la mozzetta con l’immagine della Madonna del Carmine, e sulla mozzetta il guscio di una bivalva (cozza di San Giacomo) che era il distintivo di chi si recava pellegrino al santuario di S. Giacomo di Compostela, che in realtà era l’utensile per raccogliere acqua alle fonti o ai fiumi per dissetarsi. Il 7 Aprile dello stesso anno S. M. Ferdinando IV, dietro istanza del priore don Giovanni Andrea Caracciolo dei Cicinelli, approvò le “Regole” che già vigevano, come abbiamo detto, dal 1612. Con Regio Decreto del 27 giugno 1935-XIII, n. 1584 su “proposta del Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato, Ministro per l’Interno, viene provveduto all’accertamento dello scopo prevalente di culto nei riguardi della Confraternita del Carmine in Grottaglie”. Tale decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 209 di sabato 7 settembre 1935, riconosce la natura giuridica della Confraternita.

ALTARE PRIVILEGIATO
DELLA MADONNA DEL CARMINE

oncesso dal Santissimo Sig. Nostro Gregorio XIII il giorno cinque gennaio, undicesimo del suo Pontificato, millecinquecentottantadue (iscrizione di una lapide posta sopra l’altare la cui cura e decoro è affidata alla Confraternita)

PERPETUO CELEBRA NAM SACRAS VIRGINIS AEDES CARMELI POTUIT PERCELEBRARE CLEMENS (VIII).
[Celebra in perpetuo poiché Clemente VIII ha potuto diffondere i sacri templi della Vergine del Carmelo]

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