SELVAGGIA LUCCARELLI

Nel mese di agosto 2026, la nota giornalista e opinionista Selvaggia Lucarelli ha condiviso una suggestiva riflessione sulla sua visita a Grottaglie, definendola un luogo magico fuori dalle rotte classiche del Salento e della Valle d’Itria. Al centro del suo racconto spicca l’elogio alla secolare tradizione delle ceramiche locali, sospesa tra laboratori artigianali storici e nuove espressioni di design contemporaneo pop.

UN RICAMO CANDIDO SULLA MURGIA

Grottaglie rivendica con forza la propria identità geografica e culturale nel cuore del tarantino. “Grottaglie non è Salento e non è neppure Valle D’Itria” esordisce Selvaggia Lucarelli nel suo post, descrivendo la cittadina come “un luogo magico che conserva una sua anima ibrida a metà tra l’autentico e il pettinato”. Per la giornalista, il fascino del posto risiede proprio in questa commistione e nella sua atmosfera d’altri tempi, fatta di “palazzi antichi lasciati invecchiare bene”, del suggestivo Castello Episcopio e di perle nascoste come la CASA VESTITA.

L’identità del borgo è indissolubilmente legata alla terra. Nelle parole della Lucarelli, la città si trasforma in “un ricamo candido adagiato sulla Murgia, una sorta di nido di argilla che si mostra splendido al turista che cerca una cartolina cangiante da un lato e sbiadita dall’altro”.

 IL QUARTIERE DELLE CERAMICHE TRA STORIA E POP DESIGN

Il vero cuore pulsante della visita è stato il celebre Quartiere delle Ceramiche. Qui la tradizione millenaria si respira nei laboratori ricavati all’interno delle storiche ipogee: “mi piace per la sua anima antica, le grotte che sono laboratori artigianali con antichi forni grandi quanto un monolocale a Milano”. È in questi spazi che si compie “il trionfo delle mani che creano, del fuoco che fissa la memoria, e della luce che accende di calore le visite estive”.

La produzione locale si distingue per un dualismo perfetto tra passato e futuro. Da un lato spiccano i “vasi classici della tradizione locale” incarnati dalle storiche botteghe come i negozi FASANO, dall’altro emerge una vivace e freschissima scena artistica contemporanea. Lucarelli cita infatti la presenza di “lavori pop e di design”, segnalando come esempi d’eccellenza le realtà di @menafueco.studio e @giorgiodipalmaceramiche. C’è spazio anche per un ringraziamento affettuoso alla sua truccatrice e amica @ceciliasisto, originaria del posto, ironicamente definita capace di “decorare meglio di un vaso di argilla”.

UN’ESPERIENZA “ROVENTE” MA SPLENDENTE

Il racconto si conclude con un accenno divertito alle temperature estive del borgo, influenzate dalla conformazione stessa del territorio. “Grottaglie è meravigliosa, ma la temperatura nel quartiere delle ceramiche la rende simile ai forni da cui esce lo splendido vasellame”.

Nonostante il caldo soffocante, l’esperienza si è rivelata irresistibile: “me ne sono andata via cotta, con un sacco di acquisti (e anche uno splendido regalo) ma splendente. Ciao Grottaglie, ci rivedremo presto!”. Un arrivederci che consacra, ancora una volta, l’artigianato grottagliese come una delle tappe imperdibili del turismo culturale pugliese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *