Pista ciclabile di Via Calò: oltre un milione di euro per percorsi spezzettati. Movimento Mediterraneo Grottaglie: «Senza cultura della mobilità, sicurezza e una visione orografica, i cantieri restano cattedrali nel deserto»
L’apertura del cantiere per la pista ciclabile in Via Calò ripropone una riflessione doverosa e urgente per tutta la comunità di Grottaglie.
Ad oggi, le risorse pubbliche investite nelle infrastrutture ciclabili cittadine hanno ampiamente superato il milione di euro. A fronte di una tale spesa, il risultato è sotto gli occhi di tutti: tratti disconnessi che terminano improvvisamente nel nulla o in punti ciechi ad alto rischio (black spot), lasciando chi pedala in balia del traffico ordinario, senza continuità né protezione.
Come Movimento Mediterraneo Grottaglie, ribadiamo che la transizione verso la mobilità dolce è un obiettivo essenziale e condivisibile, ma non può essere calata dall’alto con interventi a pioggia che ignorano il contesto reale della nostra città e i dettami della Legge 2/2018 (Biciplan/PUMS) e degli standard tecnici internazionali (CROW).

Le criticità strutturali e culturali ignorate dall’Amministrazione
Per rendere davvero efficace la mobilità alternativa non basta tracciare strisce d’asfalto; occorre creare prima le condizioni materiali, normative e culturali per il suo utilizzo:
- Assenza di cultura della bici e mancato rispetto del Codice della Strada: A Grottaglie manca ancora un’autentica cultura dell’uso quotidiano della bicicletta. Prima di aprire nuovi cantieri sconnessi, l’Amministrazione dovrebbe intervenire con rigore e determinazione sulla sicurezza urbana: sosta selvaggia sulle corsie preferenziali, mancata precedenza e mancato rispetto diffuso delle regole del traffico rendono oggi pericolosa qualsiasi convivenza su strada per pedoni e ciclisti.
- La conformazione orografica a tre livelli altimetrici: Grottaglie presenta una morfologia urbana articolata su tre diversi livelli altimetrici, un fattore che scoraggia l’uso della bicicletta tradizionale per gli spostamenti quotidiani se non adeguatamente pianificato. Serve una strategia mirata: incentivazione economica all’acquisto e all’uso di e-bike (bici a pedalata assistita), infrastrutture di risalita o intermodalità reale tra trasporto pubblico e mezzi leggeri, e percorsi studiati lungo pendenze accessibili.
- Assenza di pianificazione e continuità di rete: Un’infrastruttura efficace deve garantire un tragitto “porta-a-porta” sicuro dai quartieri residenziali ai punti attrattori (scuole, stazione, uffici, centro storico). Le attuali piste frammentate disincentivano l’uso e aumentano i rischi di incidentalità.
- Mancanza di politiche “soft” e incentivanti: La mobilità alternativa si sviluppa attraverso percorsi educativi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione, progetti Bike-to-Work / Bike-to-School con rimborsi chilometrici, e servizi a supporto (stalli videosorvegliati, ciclo-officine, marcatura antifurto del telaio).

La proposta del Movimento Mediterraneo
Riteniamo valida e necessaria la promozione della mobilità alternativa, ma solo all’interno di un programma organico e propedeutico che metta al centro legalità stradale, fattibilità orografica e cambiamento culturale. Chiediamo all’Amministrazione Comunale di:
- Sospendere la logica dei cantieri isolati e redigere un vero Biciplan integrato al PUMS, basato su un’analisi reale dei flussi, delle pendenze cittadine e dei punti critici di incidentalità.
- Garantire prioritariamente il rispetto delle regole del traffico e la sicurezza stradale, intensificando controlli e sanzioni per proteggere l’utenza debole.
- Attuare un piano strutturato di incentivi e formazione, promuovendo la micromobilità elettrica per superare i dislivelli urbani e investendo sull’educazione stradale e sulla concertazione con commercianti, scuole e cittadini.
Spendere oltre un milione di euro senza preparare la città e i cittadini significa sprecare risorse preziose. Grottaglie merita una mobilità sostenibile seria, accessibile e sicura per tutti.
