progetto via leone XIII

DI VITO CHIMENTI

Cari Consiglieri Comunali, mi ero promesso di rivolgere domande ma, ho preferito di scriverVi con ammirazione sincera — quella che si riserva solo ai campioni del decisionismo. Avete approvato, con la solita compostezza da operazione chirurgica, il progetto commerciale di via Leone XIII: un capolavoro di “riqualificazione” o come piace a voi Ri-Generazione Urbana” parola magica con cui ormai si può far passare qualunque colata di cemento.

Complimenti, davvero.

In un’epoca in cui tutte le città provano a salvare i centri storici, a valorizzare il verde urbano ed a ridurre l’impatto ambientale, Grottaglie sceglie coraggiosamente la strada opposta: più capannoni, più traffico, più parcheggi, vabbè, parcheggi è esagerato!!

Avete saputo leggere i bisogni del territorio: mancavano giusto altri metri quadri di commercio al dettaglio, a due passi dai negozi che chiudono.

L’area di via Leone XIII era verde, tranquilla, perfettamente inutile per la logica della speculazione: e, dunque, andava assolutamente “valorizzata”. Ora, grazie al coraggioso voto, potremo godere di un polo commerciale e food, corredato di rotonde, viabilità ridisegnata e qualche opera pubblica per lavare la coscienza.

E non dite che non avete avuto il coraggio: approvare una variante urbanistica su misura, dopo mesi di critiche e dubbi, richiede una certa spregiudicatezza politica. D’altronde, quando si tratta di “interesse pubblico”, basta pronunciare la parola “occupazione” ed ogni perplessità evapora. Cento posti di lavoro, dicono — come se non sapessimo già che tra appalti, subappalti e catene in franchising, di grottagliese dentro ce ne finirà giusto quacuno che passa a salutare a meno che, una lista, non sia già pronta per i colloqui di lavoro!!

Poi c’è il lato estetico, quello che farà tremare Parigi e Barcellona: il nuovo skyline di via Leone XIII.

Un gioiello di cemento e vetrate, perfettamente integrato con il contesto urbano, cioè con nulla.

Un’oasi del consumo accanto ad un quartiere che non chiedeva altro che un po’ di respiro.

Naturalmente, l’iter amministrativo è stato impeccabile: delibere approvate a colpi di maggioranza, commissioni urbanistiche convocate all’ultimo minuto, osservazioni di cittadini cestinate con eleganza. Alcuni consiglieri d’opposizione hanno persino osato parlare di “violazione del regolamento delle commissioni consiliari” — altri, sempre dell’opposizione, hanno completato i 18 voti favorevoli, legittimi e democratici ma si sa, la burocrazia rallenta il progresso ed il progresso, a Grottaglie, corre solo quando c’è di mezzo un’impresa edile.

E mentre voi parlate di sviluppo, il centro storico si svuota o meglio, già morto e che si reincarna nel periodo natalizio con le ghirlande!!

Le botteghe chiudono, i negozianti del quartiere si arrangiano, le ceramiche restano in vetrina solo per i turisti. Ma voi, no: voi guardate oltre. Non vi accontentate di salvare ciò che abbiamo — voi preferite rifare da zero ciò che non serve.

Grottaglie, città della ceramica, del vino, dell’arte… ora anche città del “food court”, del “retail park”, della “mobilità integrata”. Tutto in perfetto inglese, perché dire cementificio urbano suona male, è brutto, non è politically correct.

C’è chi vi accusa di avere una visione corta. Io dissento: la vostra visione è lunghissima, solo che finisce esattamente dove inizia la recinzione del cantiere.

In fondo, la storia si ripete: ogni volta che la città chiede verde, voi date piste ciclabili; ogni volta che si chiede futuro, voi date concessioni, tagliate alberi.

È un equilibrio perfetto, quasi poetico, se non fosse tragico.

Chest’è!!

Cosa dice Lu Sorge…il Lercio locale dal fondo della fogna? Work in progress!! Mi raccomando, non dimenticate, tutti a votare il 23/24 novembre!!

P. S. Osservazione per gentile concessione del “Nulla Osta” dal primo cittadino nel suo post nonché, ai sensi dell’art. 21 della Costituzione!!

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