DALLO SVILUPPO EDILIZIO OTTOCENTESCO DI VIA ENNIO ALL’IMPEGNO MEDICO E ISTITUZIONALE DEL PRIMO NOVECENTO: LA STORIA DEL PROGRESSO LOCALE ATTRAVERSO I SUOI PROTAGONISTI
La ricostruzione storica dello sviluppo di Grottaglie tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento si lega strettamente all’opera di alcuni cittadini che, attraverso il mecenatismo privato e l’impegno nelle istituzioni pubbliche, ne hanno orientato la crescita. Tra i profili di maggiore rilievo spiccano le figure di Vito Nicola Mummolo e del Dottor Vincenzo Calò, i cui nomi ricorrono nella saggistica locale come i principali artefici della modernizzazione del territorio.
Se la recente scomparsa del professor Calò ha richiamato l’attenzione dell’intera Provincia Jonica sul valore scientifico e amministrativo della sua opera, l’analisi storica ne evidenzia la continuità ideale con i progetti urbanistici avviati un secolo prima da Mummolo.
L’ESPANSIONE URBANA: LA NASCITA DI VIA ENNIO CON VITO NICOLA MUMMOLO

Nel corso del XIX secolo, l’impianto urbano di Grottaglie iniziò a superare i confini del nucleo antico per estendersi verso le direttrici di collegamento esterne. Il principale promotore di questa espansione fu il facoltoso possidente Vito Nicola Mummolo.
In controtendenza rispetto alle consuetudini delle famiglie benestanti dell’epoca, che concentravano le proprie residenze nel centro storico o in masserie isolate, Mummolo scelse di edificare la propria dimora signorile (nota storicamente come “Casina Mummolo”, in seguito Villa Gemmato) a ridosso dell’abitato, lungo la Via dei Due Mari, l’attuale Via Ennio. La costruzione della villa, arricchita da un parco privato di oltre undicimila metri quadrati e definita dalle iniziali impresse sulla balaustra in ferro battuto, non rappresentò solo un elemento di prestigio privato, ma aprì di fatto la strada alla moderna espansione a ovest del comune.

VINCENZO CALÒ: L’AMMINISTRAZIONE DEL TERRITORIO E L’ASSISTENZA MEDICA
I nuovi spazi urbani delineati nell’Ottocento divennero, nei decenni successivi, il centro dell’attività del Dottor Vincenzo Calò. Entrato nell’amministrazione pubblica come esponente della Provincia di Lecce e poi della nuova Provincia di Ionio (Taranto), Calò si adoperò in prima persona per la pianificazione edilizia e per il potenziamento dei servizi infrastrutturali di Grottaglie.

Parallelamente all’impegno istituzionale, Calò scelse di stabilire la propria attività clinica e la propria residenza nel cuore del paese, rendendola un punto di riferimento per l’assistenza sanitaria dell’intera Terra d’Otranto. La storiografia locale ne ricorda l’imparzialità professionale: il medico accoglieva e curava i pazienti indipendentemente dalla loro estrazione sociale, offrendo prestazioni gratuite ai ceti più disagiati in un’epoca in cui la sanità pubblica non garantiva coperture universali. Questo approccio, unito a un forte acume diagnostico, gli valse la stima duratura della cittadinanza e dei colleghi.
UN’EREDITÀ CONDIVISA TRA CULTURA, AGRICOLTURA E ARTIGIANATO
Il legame tra l’opera di Mummolo e quella di Calò si riflette anche nel sostegno alle attività produttive locali. Mentre il primo aveva gettato le basi per l’ammodernamento delle proprietà fondiarie, il dottor Calò legò il proprio nome alla presidenza della Cattedra Ambulante di Agricoltura e alla direzione della Regia Scuola d’Arte Ceramica di Grottaglie, favorendo la transizione dell’artigianato artistico tradizionale verso logiche didattiche e commerciali più moderne.
I documenti d’archivio, i registri provinciali e i manifesti commemorativi stampati in occasione della scomparsa di Vincenzo Calò confermano l’impatto di queste due figure sulla comunità. Vito Nicola Mummolo con le sue intuizioni urbanistiche e Vincenzo Calò con il suo operato medico e civile rimangono i riferimenti storici di un lungo percorso di crescita sociale, i cui frutti continuano a definire l’identità edilizia e culturale di Grottaglie.