lenti aeroporto

Ci sono voluti NOVE ANNI e SEI MESI affinché il sindaco D’Alò si risvegliasse dall’ipersonnìa dovuta alla sua totale dipendenza dall’ “Emiliano pensiero”. Quasi un decennio di “signorsì” a qualsivoglia iniziativa su Grottaglie; decisioni prese dall’ex governatore in piena autonomia, prima fra tutte la chiusura definitiva del nostro glorioso ospedale, ormai retrocesso a un semplice Presidio Territoriale di Assistenza.

Subito dopo c’è stato l’assalto al sedime aeroportuale da parte di varie aziende, molte delle quali, non avendo trovato spazio sufficiente sulle aree dello scalo barese, e sempre con l’intercessione di Emiliano e del suo fedelissimo Vasile, hanno deciso di trasferirsi nel sito grottagliese, certi del ruolo che sarebbe stato assunto dal nostro primo cittadino quale consapevole silente spettatore. Dopo essersi ritrovato sommerso dagli eventi, oggi, improvvisamente, il sindaco si è svegliato, ha preso carta e penna e ha scritto “nientepopodimenoche” al ministro Salvini, rivendicando “con forza” la riapertura dello scalo grottagliese ai voli civili. Finalmente, dopo aver sonnecchiato per NOVE ANNI E MEZZO, D’Alò é giunto alla conclusione che, forse, l’aeroporto Arlotta potrebbe rappresentare una reale opportunità di sviluppo e che, pertanto, andrebbe riaperto ai voli commerciali. In questa riprovevole vicenda, non possiamo non rimarcare come nel frattempo l’aeroporto grottagliese, dall’ essere sempre stato considerato strategico e di interesse nazionale, sia stato declassato esclusivamente a scalo cargo e, in attesa dell’ipotetico spazioporto, sede di addestramento dei piloti civili e pista di interesse per l’aviazione generale. Anche su queste scelte maturate altrove, D’Alò è apparso affetto da “mutismo selettivo”, confermando evidentemente la propria subalternità-come tanti altri elementi di spicco del centrosinistra ionico- a chi ha dettato fino al novembre scorso l’agenda politica dell’ intero territorio provinciale: l’ex presidente regionale Michele Emiliano. COMPLIMENTI, VERAMENTE BRAVO.

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