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IL MINISTERO DELLA CULTURA E DEL  DEL TURISMO RICONOSCE IL VALORE DELLA FÒCARA DI NOVOLI (LE).

Il Ministero del Turismo  e della Cultura hanno patrocinato nel 2026 l’evento della Fòcara 2026  in occasione della festa patronale  di Sant’Antonio Abate. Dunque l’iniziativa della città di Novoli (Le) è stata considerata iniziativa con cui s’implementa l’attrattiva turistica del territorio e di rilancio produttivo del settore turistico nazionale.

IL PROGRAMMA  2026

LE IMMAGINI DELL’EDIZIONE DEL 2026 SONO REALIZZATE DA PYROSALENTO-RACCONTANO IL MONDO DELLE FESTE PATRONALI E DELLA MAESTRIA PIROTECNICA CHE SI RINGRAZIAMO.

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La comunità novolose esprime soddisfazione ed il mio compiacimento per questo ambito riconoscimento da parte dei due ministeri, riconoscimento dovuto per un lavoro che prosegue da tempo, a quanti hanno creduto e continuano a credere nella Fòcara. Il già sindaco di Novoli Marco De Luca dichiarava nel 2024  “Un lavoro di una comunità che, ogni anno, non fa mancare il proprio apporto e supporto perché il tutto non si riduca alla semplice accensione di una pira ma sia volano di sviluppo per un territorio che non cessa di credere nelle sue potenzialità e intende esprimerle con vigore e forte attaccamento ai valori spirituali che Sant’Antonio Abate ispira ai suoi devoti.”

 “I giorni del Fuoco” costituiscono un importante momento di aggregazione del mondo contadino, diventando anche uno strumento di marketing turistico e culturale, che coniuga tradizione e modernità, destinando a un pubblico di oltre 80.000 spettatori (secondo quanto emerge da uno studio realizzato da un team di professionisti dell’Università Bocconi di Milano). Si tratta di un evento unico, il cui valore risiede anche (ma non solo) nel suo legame con la cultura e le tradizioni popolari.  Non a caso, esso è stato selezionato tra le quarantaquattro destinazioni maggiormente rispondenti alle destinazioni emergenti dalla Commissione Europea per il progetto EDEN 2008 “Destinazioni europee di eccellenza” per il patrimonio immateriale – La “Fòcara”.La “Focara” si annovera tra gli eventi di rilevanza turistica regionale e costituisce, da tempo, un esempio virtuoso di destagionalizzazione dei turismi diversi” (tra i quali, turismo religioso, turismo culturale, turismo enogastronomico-enologico, turismo rurale, turismo scolastico), promuovendo cultura dell’accoglienza, qualificazione dell’offerta, maggiori flussi turistici, destagionalizzazione, ritorno sociale. Lo spessore della “fòcara” risulta dal riconoscimento e dall’inserimento tra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia, tanto da aspirare a candidarsi per l’inserimento nell’elenco del “Patrimonio dei Beni della Cultura Popolare Italiana” e nella catalogazione Ministeriale per il riconoscimento nella lista del “Patrimonio Intangibile dell’Umanità, da valorizzare e tutelare” dell’Unesco.

Non si conosce con esattezza a quando risalga la venerazione dei novolesi per il santo del fuoco, ma probabilmente è da ritenere molto antica e riconducibile a epoca bizantina come bizantine è anche quella per San Biagio, Santo Stefano, San Nicola e Sant’Andrea a cui i novolesi hanno dedicato delle chiese. Con certezza si può affermare che il monaco egiziano è venerato a Novoli da almeno quattro secoli, se è vero che già nel 1640 si avvia la costruzione della chiesa a lui dedicata, nel luogo di una preesistente cappella; nel 1664 l’autorità civile e il clero chiedono al vescovo Mons. Luigi Pappagoda il riconoscimento del santo come protettore, privilegio concesso dalla Sacra Congregazione dei riti nel 1737.Nel 1924 la Chiesa si arricchisce di una reliquia del santo taumaturgo, donata dalla città lucana di Tricarico su richiesta del capitolo novolese. A Novoli, i festeggiamenti in onore del Santo iniziano il 7 gennaio con il Novenario per culminare poi il 16 gennaio, vigilia  della festa, giorno in cui si svolgono i momenti più sentiti e salienti della devozione popolare, ricchi di celebrazioni religiose e civili: la benedizione degli animali, la processione con la reliquia e il simulacro del Santo, la suggestiva accensione della “fòcara”, il lancio dei palloni aerostatici, le gare di fuochi pirotecnici. Sant’Antonio Abate è noto come santo del fuoco e protettore degli animali perchè la cultura popolare gli ha attribuito la facoltà di proteggere tutti gli animali da stalla e da cortile. Nell’iconografia più diffusa, il santo è raffigurato con un maiale accanto e in mano un lungo bastone in cima del quale vi è un campanello, nell’altra ha un libro su cui è dipinto del fuoco. Il  patronato sugli animali da stalla è certamente l’aspetto più noto del culto popolare di Sant’Antonio e sopravvive simbolicamente con la benedizione degli animali, prevista dal “Rituale Romano”, che a Novoli viene impartita la vigilia della festa, il 16 gennaio prima di una lunga e sentita processione durante la quale il simulacro del santo viene portato in spalla per le vie del paese. ”La prima focara, secondo alcune fonti, è attestata nel 1905, quando “una nevicata abbondante imbiancò il falò alla vigilia della festa”.

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