Oggi il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, è tornato a rispolverare la retorica della “richiesta di un tavolo romano” per l’aeroporto di Taranto-Grottaglie. Una mossa dall’evidente sapore propagandistico che, purtroppo per i cittadini dello Jonio, non cambia di una virgola la realtà dei fatti. Invece di pretendere risposte da Roma, il sindaco dovrebbe guardare molto più vicino a sé: a Bari. Il percorso normativo ed economico per l’attivazione dei voli passeggeri è già chiaramente definito dalla legge e la responsabilità del blocco attuale ricade interamente, e senza possibilità di smentita, sulla Regione Puglia.
Sul tema è intervenuto duramente Ciro Francesco Miale di Nazione Futura, che ha commentato:
“Il sindaco Ciro D’Alò confonde la burocrazia con i fatti reali. Chiedere un tavolo a Roma è solo una mossa politica che non cambia lo stato delle cose. La verità è che il percorso per l’aeroporto di Grottaglie è già tracciato e la responsabilità del blocco attuale è tutta della Regione Puglia. Se a Foggia la volontà politica ha sbloccato i voli commerciali con incentivi regionali, perché a Grottaglie non si fa lo stesso? Il sindaco la smetta di cercare passerelle romane e pretenda da Bari il completamento immediato degli atti mancanti.”
La Regione Puglia, l’ente a cui compete la programmazione dei servizi di trasporto locale e l’adozione delle relative delibere, sa infatti perfettamente come sbloccare i voli commerciali. Lo ha già ampiamente dimostrato con lo scalo di Foggia, dove, tramite il braccio operativo di Aeroporti di Puglia S.p.A., ha stanziato incentivi economici regionali capaci di convincere le compagnie aeree ad attivare le rotte. Quando c’è la reale volontà politica di valorizzare un territorio, gli strumenti si trovano e si applicano. A Grottaglie si potrebbe fare esattamente lo stesso: perché, allora, non è ancora stato fatto?
L’alternativa per far decollare lo scalo jonico sarebbe il completamento della procedura per la continuità territoriale. Parliamo dello strumento che permette di utilizzare fondi statali, integrati da un co-finanziamento regionale, per istituire voli di linea stabili a tariffe calmierate. L’iter era persino partito: la Regione aveva inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo studio di sostenibilità dell’Università di Bergamo (pagato con denaro pubblico). Tuttavia, nel maggio 2025 il Ministero ha risposto chiedendo precise integrazioni tecniche. Da allora è calato il silenzio: la Regione Puglia non ha ancora trasmesso queste integrazioni fondamentali.
Le regole non sono un’opinione e questa non è “cattiva burocrazia”, ma una procedura di legge obbligatoria. Finché la Regione non invia le carte, l’istruttoria rimane bloccata. Senza descrizione tecnica chiusa non si può convocare la Conferenza dei Servizi con ENAC e Aeroporti di Puglia; senza Conferenza non si può presentare alla Commissione Europea la proposta di Oneri di Servizio Pubblico (OSP) e, in assenza di OSP, le compagnie non possono attivare alcun volo di linea.
Il sindaco Ciro D’Alò scelga se fare il difensore d’ufficio degli uffici baresi o il vero rappresentante del territorio jonico. Se vuole davvero fare gli interessi dei suoi cittadini, accolga l’appello di Nazione Futura: smetta di invocare tavoli ministeriali e pretenda dalla Regione Puglia il completamento immediato degli atti mancanti. Su Grottaglie non servono più lettere di intenti, servono i fatti.