STEA GALLETT LOGO QUARANTA

Rif. bibl.: F. Stea – L. Galletto, Amministrazioni e amministratori postunitari grottagliesi, Schena, 1983

Il dibattito in seno al Consiglio Comunale sulla cessione dell’ex Convento dei Gesuiti, noto comunemente come il “Conventino”, mise in luce una profonda frattura tra la visione utilitaristica del patrimonio pubblico e il sentimento di devozione religiosa della comunità di Grottaglie. L’offerta di 10.000 lire presentata dal Canonico Vincenzo Verga non rappresentava una semplice operazione immobiliare, ma il tentativo di sottrarre lo stabile alla sua destinazione profana dell’epoca — era infatti affittato alla Provincia di Lecce come caserma dei Carabinieri — per restituirlo alla sua originaria funzione spirituale. La casa in cui era nato San Francesco De Geronimo, il “Gran Taumaturgo”, doveva nelle intenzioni del sacerdote diventare un solenne e perenne santuario gestito dal clero locale.

Le resistenze burocratiche e contabili all’interno dell’aula furono superate grazie a una pragmatica analisi dello stato strutturale ed economico dell’edificio. Come fecero notare l’avvocato Orazio Motolese e il capomastro muratore Ciro Raffaele Marseglia, l’immobile versava in condizioni di forte vetustà e i locali erano strutturalmente inadatti. Se l’Arma dei Carabinieri avesse abbandonato la caserma, il Comune non avrebbe mai potuto ricavare le 700 lire lorde dell’affitto provinciale; parcellizzando il Conventino e affittandolo in dettaglio a privati, la rendita sarebbe crollata a non più di tre o quattrocento lire lorde, gravate peraltro da ingenti e costose spese di manutenzione e dall’imposta fondiaria.

A far pendere l’ago della bilancia a favore del Canonico Verga fu l’appello storico del consigliere Giuseppe Quaranta, il quale rammentò come lo stabile fosse stato originariamente edificato con i sacrifici e le offerte dell’intera popolazione grottagliese. Il fatto che il Comune lo avesse precedentemente riscattato dal Demanio statale dopo le leggi di soppressione per la modesta somma di sole 4.597 lire rendeva l’offerta di 10.000 lire ampiamente vantaggiosa. Al termine di accesi scambi di vedute, il Consiglio approvò a larga maggioranza la cessione del Conventino, superando l’ipotesi di permuta con la casa dirimpetto al Municipio e gettando le basi per la nascita dell’odierno Santuario.

 Vito Nicola Mummolo: tra speculazione creditizia e filantropia

Nelle intricate vicende finanziarie e patrimoniali di Grottaglie a fine Ottocento, la figura di Vito Nicola Mummolo emerge come un attore centrale, capace di muoversi fluidamente tra il ruolo di grande proprietario terriero, creditore strategico del Comune e munifico filantropo locale. Durante la vacanza della sede sindacale seguita alle dimissioni di Ciro Motolese, il nome di Mummolo ricorre costantemente nei verbali d’archivio, evidenziando la forte dipendenza delle casse municipali dai capitali dei privati benestanti in un momento di severa contrazione del bilancio pubblico.

Da un lato, Mummolo rappresentava uno dei principali creditori a cui l’Amministrazione doveva fare capo per mantenere la stabilità finanziaria; il Consiglio Comunale era infatti impegnato a reperire faticosamente i fondi per estinguere un mutuo pesante di ben 4.500 lire contratto proprio con il possidente terriero. Al contempo, la sua influenza economica si estendeva alla gestione delle emergenze sanitarie del paese: fu proprio da Mummolo che il Comune acquistò d’urgenza un fondo di 78 are nella contrada “Scangatora”, attiguo al cimitero, per la cifra di 2.000 lire, necessaria a organizzare un cordone profilattico e cimiteriale di fronte all’incombente minaccia del colera.

Dall’altro lato, i verbali consiliari svelano la dimensione filantropica di Vito Nicola Mummolo, parzialmente ostacolata dalle rigide procedure ministeriali dell’epoca. Come ricordato in aula dal consigliere Manigrasso durante le trattative per i Gesuiti, anni prima lo stesso Mummolo aveva avanzato formale richiesta per acquistare il medesimo Conventino. L’obiettivo del possidente non era un ritorno economico, bensì un grande progetto di carità sociale: l’istituzione e il finanziamento di un orfanotrofio cittadino destinato a accogliere e istruire i figli dei contadini e dei braccianti più poveri, drammaticamente colpiti dalla miseria rurale di fine secolo.

Anche in quella circostanza, tuttavia, le autorità superiori tesero a frenare l’iniziativa esigendo una rigida e complessa perizia di stima legale del fabbricato. Sebbene l’iniziativa dell’orfanotrofio al Conventino si fosse poi arenata a favore del Santuario del Canonico Verga, la figura di Vito Nicola Mummolo rimase impressa nelle carte d’archivio come l’emblema di una borghesia locale divisa tra la necessità di tutelare i propri crediti commerciali e la volontà di lasciare un segno duraturo nelle opere di beneficenza della propria comunità.

Schema concettuale

Lo schema seguente illustra la convergenza tra i destini del patrimonio ecclesiastico e il ruolo dei privati nel bilancio di Grottaglie:

                      IL CONVENTINO E IL RUOLO DI MUMMOLO

                                       │

         ┌─────────────────────────────┴─────────────────────────────┐

         ▼                                                           ▼

 IL CONVENTINO DEI GESUITI                                L’INFLUENZA DI V.N. MUMMOLO

         │                                                           │

 ┌───────┴───────┐                                           ┌───────┴───────┐

 ▼               ▼                                           ▼               ▼

TRATTATIVA VERGA RELAZIONE MARSEGLIA                         RUOLO DI        PROGETTO

– Offerta di     – Locali inadatti                           CREDITORE       FILANTROPICO

  10.000 lire      e vetusti                                 – Mutuo di      – Tentativo di

– Volontà di     – Rischio di calo                           4.500 lire      acquisto del

  consacrare il    della rendita                             da estinguere   Conventino per

  Santuario        se sfitto dai                             – Vendita del   un orfanotrofio

– Riscattato dal   Carabinieri                               fondo alla      – Arenatosi per

  Demanio per    – Approvazione a                             Scangatora      le lungaggini

  sole 4.597 L.    larga maggioranza                         per 2.000 L.    della stima

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