igp perrini iaia

Istituzioni e associazioni di categoria si uniscono a Santa Sofia per tracciare il futuro del comparto manifatturiero ionico grazie allo storico regolamento UE sulle Indicazioni Geografiche Protette.

 La tutela delle eccellenze storiche e manifatturiere entra ufficialmente in una nuova era. Questo il fulcro del dibattito svoltosi nei locali di Santa Sofia in via Leoncavallo 58, dove istituzioni politiche nazionali ed europee, amministratori locali e i vertici delle associazioni di categoria si sono riuniti per analizzare lo storico impatto dell’IGP “non Agri”: le nuove tutele dell’Unione Europea espressamente dedicate all’artigianato, all’industria e ai legami identitari con il territorio. https://www.youtube.com/watch?v=YoU12l1OrpM.

Fino ad oggi i prestigiosi marchi di qualità e origine controllata erano un’esclusiva quasi assoluta del comparto agroalimentare. La svolta normativa di Bruxelles estende ora gli stessi identici strumenti di difesa legale e valorizzazione commerciale ai prodotti industriali e artigianali, rappresentando un’occasione epocale per la città di Grottaglie, simbolo internazionale dell’arte ceramica.

Un fronte comune per il territorio

L’incontro, introdotto dai saluti del coordinatore cittadino di FdI Floriano Motolese e dal coordinatore regionale di Nazione Futura Francesco Ciro Miale, ha visto una forte e sinergica convergenza politica e sindacale. Il consigliere comunale Vincenzo Lenti e il consigliere regionale Giampaolo Vietri hanno evidenziato la necessità di una rete amministrativa solida per accompagnare le botteghe storiche nel percorso di certificazione, mentre il Vice Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Renato Perrini, ha rimarcato come l’artigianato artistico locale costituisca una risorsa strategica centrale per l’intera economia e il turismo della penisola salentina.

A garantire il massimo supporto istituzionale sui tavoli romani sono stati i deputati Giovanni Maiorano e Dario Iaia (Presidente provinciale di FdI Taranto), i quali hanno ricordato come il governo italiano stia spingendo con forza sul binomio tradizione-innovazione per blindare il Made in Italy.

La difesa contro la concorrenza sleale

Il cuore tecnico dell’incontro ha visto protagonisti i rappresentanti delle sigle di categoria. Antonio Vincenzo De Felice (Presidente CLAAI Brindisi-Taranto) e Vito Cataldo Ligorio (Vicepresidente Vicario CNA Brindisi-Taranto) hanno chiarito che l’ottenimento del marchio geografico fornirà finalmente uno scudo legale immediato contro la contraffazione e l’importazione di manufatti di bassa qualità che imitano i decori grottagliesi.

Sulle prospettive commerciali e di ammodernamento strutturale si sono concentrati gli interventi di Fabio Paolillo (Direttore Confartigianato Imprese Taranto) e Stefano Castronuovo (Segretario Provinciale Casartigiani Taranto), concordi nel definire il marchio IGP uno straordinario acceleratore per la digitalizzazione delle imprese, l’internazionalizzazione e l’accesso a fondi dedicati.

Il parallelo con l’agricoltura e le conclusioni

Un contributo metodologico importante è arrivato da Giuseppe L’Abbate, già Sottosegretario di Stato all’Agricoltura, che ha ricordato lo storico successo economico registrato dai marchi DOP e IGP nel settore agroalimentare, delineando lo stesso cammino vincente per il manifatturiero.

A tracciare le conclusioni e definire l’agenda operativa a Bruxelles è stato l’eurodeputato Michele Picaro (ECR-FdI). “L’Europa riconosce finalmente il valore del saper fare tradizionale dei nostri territori”, ha dichiarato Picaro, sottolineando che il nuovo quadro normativo non protegge solo un oggetto finito, ma difende l’identità, il lavoro qualificato e la storia stessa di comunità come Grottaglie, pronte a competere sul mercato globale con la certezza di una totale unicità certificata.

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