2016-01-25_22-01-14

INTITOLARE UNA VIA UNA PIAZZA O LA CASERMA DELLA GUARDIA DI FINANZA PRESSO L’AEROPORTO “ARLOTTA” DI GROTTAGLIE,G-PEGASO.IT ALLA CITTA’ DI ADERIRE ALL’INIZATIVA.

ELENCO DI VITTIME DELLE FOIBE PUGLIESI:

https://www.gdf.gov.it/it/museo-storico-della-guardia-di-finanza/comunicazione-e-multimedia/documenti-e-pubblicazioni/articoli-e-monografie/argomenti-a-cura-del-gen-luciano-luciani/la-strage-dei-finanzieri-della-caserma-di-campo-marzio-di-trieste-del-maggio-1945

LA STRAGE DEI FINANZIERI DELLA CASERMA DI CAMPO MARZIO DI TRIESTE DEL MAGGIO 1945

1. Premessa

2. Il destino dei finanzieri di Trieste durante l’occupazione jugoslava della città 3. La deportazione e la sorte dei finanzieri catturati nelle caserme dai partigiani sloveni e croati

4. I tentativi di nascondere e poi giustificare la strage

5. Conclusioni .

1. PREMESSA

L’8 settembre 1943 i reparti del Corpo stanziati nella Venezia Giulia erano inquadrati nella legione di Trieste, comandata dal colonnello Persilio Marini, che dipendeva dal locale comando di Zona di cui era titolare il generale di brigata Giuseppe Bagordo, poi sostituito dal parigrado Filippo Fiocca. Dalla zona di Trieste dipendeva anche la legione di Udine. I reparti della Guardia di Finanza rimasero ai loro posti, in applicazione della nota circolare 28 agosto 1943, n. 827 – R.C. 1, ma quelli ubicati nelle aree rurali furono sommersi dalla sollevazione dei partigiani slavi che insanguinò la penisola istriana nel mese di settembre 1943. Ripristinato il controllo da parte dei tedeschi nella zona operativa del litorale, la Guardia di Finanza continuò a funzionare soltanto nei maggiori centri urbani, in quanto i reparti minori, situati per lo più lungo la linea di confine tra Italia e Jugoslavia, vennero soppressi dall’ autorità germanica. Intanto la legione di Trieste aveva assorbito una buona parte dei finanzieri dei battaglioni mobilitati della Croazia e della Slovenia che l’8 settembre si erano sbandati ed i cui componenti, che non erano caduti vittime dei partigiani slavi o non erano stati deportati in Germania, eran o riusciti a defluire alla spicciolata nella Venezia Giulia. Il colonnello Marini si era così trovato alle dipendenze circa 5.000 uomini, forza decisamente eccedente le modeste esigenze del servizio d’istituto. Poiché gli occupanti tedeschi, a somiglianza di quanto attuato nel rimanente territorio della R.S.I., vollero creare reparti di “Polizia Economica” (Wirtscaft Polizei – Wi.Po.) il general e Fiocca colse l ‘occasione per trovare un impiego al personale del Corpo in esubero, che altrimenti sarebbe stato inesorabilmente adibito alla lotta antipartigiana nella quale i finanzieri, in grandissima parte di sentimenti antitedeschi, non volevano farsi coinvolgere. La Wi.Po. della Venezia Giulia disponeva di un comando a Trieste, di cui era titolare il Ten. Col. Corradino Giummo, dal quale di pendevano uffici provinciali ed uffici locali denominati “sotto uffici”. La Polizia economica era deputata a combattere la borsa nera, a frenare l’ascesa dei prezzi ed a impedire l’esportazione dei beni verso il resto d’Italia. Per quest’ultima esigenza, fu costituito, nell’ambito della Wi.Po. un apposito reparto, di circa 600 uomini, denominato Polizia economica di fronti . Spesso, però, gli uffici della Polizia Economica si trasformavano in reti informative a favore della Resistenza, come a Pordenone, dove il capitano Rosito, evitato fortunosamente l’arresto, si diede alla macchia. L’impiego della Polizia economica, tuttavia, risolse solo in parte l’esubero di personale del Corpo in forza alla legione di Trieste ed Udine. Non fu possibile nascondere tale stato di fatto ai tedeschi, che se ne accorsero. La polizia germanica iniziò a pretendere che reparti della Guardia di Finanza partecipassero alla lotta contro i partigiani ed il gen. Fiocca si trovò impossibilitato ad eccepire che tutti i finanzieri erano impiegati nel servizio d’istituto, come avevano fatto con successo i suoi colleghi comandanti di zona nelle altre parti d’ Italia. Egli, oltre tutto, aveva come interlocutore il gen. Globocnick, uno dei comandanti delle S.S. più spietati, che era alieno dall’accettare che i suoi ordini non venissero eseguiti e reagiva spesso alle resistenze che gli venivano opposte con l’internamento in Germania dei recalcitranti. Fu così che il gen. Fiocca fu costretto ad accettare la costituzione di reparti da adibire al concorso al mantenimento dell’ordine pubblico (che significava indirettamente combattere il movimento partigiano) . Furono costituite tre compagnie autonome. La prima a Trieste, con il compito di assicurare la completa agibilità della strada statale Trieste – Fiume. Una parte dei finanzieri si rifiutò di partecipare a queste incombenze, ma i renitenti furono subito rastrellati dai tedeschi e deportati a Dachau. I rimanenti si dislocarono lungo la rotabile, divisi in piccoli presidi, e cercarono subito di concordare un “modus vivendi” con i partigiani slavi, ma la proposta fu rifiutata. Ne seguì una serie di azioni e reazioni, che portarono il reparto a farsi coinvolgere in due circostanze nella repressione antipartigiana al seguito de i tedeschi. Ciò fu anche agevolato dal comportamento del comandante ten. Rolleri , che si era strettamente legato ai tedeschi, che lo avevano anche proposto per una promozione per meriti di guerra, peraltro rigettata dal Comando Generale di Brescia  . La seconda compagnia fu costituita a Udine, all’indomani dell’ armistizio, e le fu affidato il compito di controllare il collegamento stradale tra Cividale e Caporetto. Gran parte della compagnia, però, compreso lo stesso comandante, cap. Mario Giannone, passò dopo pochi mesi alla Resistenza . L’ultima compagnia, costituita per i servizi straordinari di sicurezza, fu quella di Gemona. Il reparto fu affidato al tenente Mario Osana che, grazie alla sua conoscenza della lingua tedesca, riuscì a captare la bene volenza del comandante delle SS di quella località. Osana, però, era in contatto con la Resistenza per conto del la quale aveva creato, presso la Guardia di Finanza, una vasta rete informativa e di sostegno logistico. La incessante attività del tenente a favore dei partigiani iniziò, verso luglio 1944, a destare sospetti nei tedeschi, per cui Osana e molti dei suoi dipendenti disertarono per passare senza ulteriori indugi nei reparti partigiani . Verso la fine della guerra il CLN di Trieste, che tra l’altro agiva in armonia ma in concorrenza con l’omologo comitato esecutivo antifascista italo-sloveno (C.E.A.I.S.), e che disponeva di forze piuttosto esigue, per poter organizzare l ‘insurrezione generale dovette rivolgersi alla Guardia di Finanza, da tempo in contatto con i partigiani, come d’altra parte in molte città dell’alta Italia, soprattutto a Milano. La legione di Trieste predispose per l’ occasione un battaglione di circa 600 uomini con 22 ufficiali, al comando del ten. col. Giummo, che costituì per la sua forza e per la sua efficienza, la punta di diamante del CLN Triestino. Le operazioni iniziarono il 28 aprile 1945 e si conclusero due giorni dopo. Gli insorti con alla testa i finanzieri occuparono via via la stazione radio, la centrale telefonica, la stazione ferroviaria, la centrale elettrica, la sede della Banca d’Italia i principali uffici pubblici, l’area portuale e le principali caserme dell’esercito della R.S.I.. Nei combattimenti trovarono la morte 16 tra sottufficiali e finanzieri. Ai reparti della Guardia di Finanza si consegnarono diverse unità tedesche che intendevano arrendersi soltanto alle Forze Armate regolari. Il 1° maggio 1945, quando la città era completamente nelle mani del CLN, entrarono in Trieste le avanguardie dell’esercito popolare di liberazione di Tito che si sostituirono subito ai partigiani del CLN nel controllo delle città. Nei giorni successivi gli Jugoslavi, dopo aver lodato la Guardia di finanza per il contributo alla liberazione, iniziarono a circondare le caserme ed a deporta re i finanzieri nei campi di concentramento, prima nei dintorni di Trieste e poi in Slovenia ed in Croazia. Particolarmente tragica fu la sorte di 86 militari di cui 3 ufficiali, rastrellati nella caserma di Campo Marzio e poi spariti nel nulla . Secondo alcune testimonianze tutti i finanzieri furono trucidati e gettati nelle foibe del Carso triestino. Ventura analoga ebbero i finanzieri di Gorizia, P ola e Fiume e dei distaccamenti della penisola istriana. Il destino dei finanzieri di Udine fu diverso, Parteciparono anch’essi all’ insurrezione generale, subendo perdite anche per mano dei partigiani sloveni, ma al termine delle operazioni militari poterono riprendere senza problemi il loro servizio istituzionale essendo il Friuli occupato dalle forze anglo-americane. La Guardia di Finanza, che aveva cessato di operare a Trieste il 2 maggio perché soppressa dalle autorità Jugoslave, riapparve nella città il 1° settembre inquadrata nella “Venezia-Giulia Police Force” organizzata dall’Amministrazione militare alleata (A.M.G.). I finanzieri, arruolati con apposito concorso aperto a tutti coloro che risiedevano nella Venezia- Giulia, furono apertamente appoggiati dal Comando Generale che riuscì a tenere sempre ap erto un canale di collegamento con gli alleati ed in particolare con la “Finance Guard Branch” nell’ambito della quale veniva svolta l’attività d’istituto. Si trattava di circa 750 uom ini al comando del ten. col. Domenico Veca, che il 26 ottobre 1954, con la cessazione dell’ Amministrazione militare alleata, rientrarono, anche formalmente, nei ranghi del Corpo10 .

2. IL DESTINO DEI FINANZIERI DI TRIESTE DURANTE L’OCCUPAZIONE YUGOSLAVA DELLA CITTA’.

La liberazione di Trieste dall’occupazione nazifascista grazie anche al determinante apporto della Guardia di finanza anziché costituire per i finanzieri il coronamento dei loro sforzi costati sangue e sacrifici, fu l’ inizio di un periodo di gravi umiliazioni ed amarezze, perché i partigiani slavi, contro ogni senso di giustizia verso coloro c he avevano combattuto al loro fianco, ed in violazione di ogni diritto, nel pomeriggio del 2 maggio arrestarono tutti i militari trovati nelle caserme, principalmente in quelle di Campo Marzio e di via Udine 42 e li deportarono verso campi di concentramento. Nel museo storico del Corpo è esposta una fotografia dei finanzieri di Campo Marzio ancora ignari della loro sorte (a loro era stato detto che venivano trasferiti in un’ altra caserma) in partenza verso la morte. La Guardia di Finanza sul confine orientale, cit., pp. 313-322 della Croazia e della Slovenia, dai quali meno della metà tornarono in deplorevoli condizioni morali e fisiche per le umiliazioni e le sevizie subite. Subito dopo le forze di occupazione di Tito emisero un bando che ordinava a tutti i cittadini italiani, compresi i partigiani, di consegnare loro le armi. Il colonnello Marini era sfuggito alla cattura per puro caso; si rivolsero a lui i finanzieri rimasti liberi ma sbandati perché le caserme erano state saccheggiate ed occupate, per chiedere consiglio, temendo il rischi o di essere anch’essi catturati e deportati. Il colonnello disse a tutti che sarebbe an dato per primo a consegnare la sua arma e che essi si sarebbero dovuti regolare di conseguenza se egli non fosse più tornato. Non fu trattenuto e pertanto si recò subito al comando di città per chiedere la liberazione dei suoi uomini. Gli fu risposto che erano stati imprigionati per errore e avrebbero provveduto a rilasciarli, ma siccome la liberazione ritardava, si recò dal colonnello Vodopivez, vice-comandante delle forze di occupazione, per perorare ulteriormente la loro causa. Illustrò per iscritto l’azione svolta dalla Guardia di Finanza, fece appello al diritto internazionale e concluse che i suoi uom ini erano responsabili soltanto di aver eseguito i suoi ordini e che perciò se non venivano liberati, anch’egli avrebbe dovuto essere arrestato. Ottenne una nuova promessa che non fu mantenuta. Ciò nonostante, tutti i suoi sforzi furono tesi ad ottenere la liberazione dei suoi uomini. Si rivolse reiteratamente alla autorità alleate, a tutti i comandi e comitati jugoslavi, al rappresentante del ministro delle finanze sloveno, al Vescovo di Trieste. Sebbene fatto oggetto di vessazioni da parte di elementi irresponsabili sloveni, rimase al suo posto per continuare a perorare la causa d ei suoi uom ini ed assisterli nel limite delle sue possibilità. All’inizio di giugno alcuni deportati furono rilasciati e successivamente sempre a seguito delle sue insistenze seguirono altre liberazioni, ma pur troppo la maggior parte non tornò. Il calvario del colonnello Marini terminò il 12 giugno con il trapasso dei poteri dalle autorità jugoslave a quelle alleate.

3. LA DEPORTAZIONE E LA SORTE DEI FINANZIERI CATTURATI NELLE CASERME DEI PARTIGIANI SLOVENI E CROATI. Il giorno 2 maggio, dopo che i residui centri di resistenza tedeschi si erano arresi agli anglo-americani, appena entrati in città, g li slavi che si erano serviti dei finanzieri delle varie caserme per averne vettovagliamento e sostegno ne gli sporadici combattimenti con le retroguardie tedesche, disarmarono con l ’inganno gli appartenenti al Corpo concentrati nelle caserme di via Udine 42 e di Campo Marzio e li trasferirono nella scuola di Rojano, nella caserma dell’Esercito di S. Giovanni ed a 5 villa Neckar. La sorte dei due gruppi di prigionieri fu diversa, per motivazioni ancor oggi inspiegabili. Nella caserma del Corpo di via Udine, verso le ore 17 del 2 maggio alcuni ufficiali jugoslavi entrarono nello stabile e affermando che dovevano ricercare soldati tedeschi ivi nascosti, fecero scendere tutti i finanzieri nella sala mensa. Nel corridoio di accesso, però un picchetto armato costringeva tutti a cedere le armi. Gli ufficiali del Corpo presenti, anch’essi disarmati, chiesero il motivo di questo trattamento all’ufficiale che sembrava essere il più elevato in grado, ma fu loro risposto che nulla vi era da temere perché la Finanza era stata compagna nella lotta di liberazione e per il suo ottimo comportamento i militari sarebbero stati trattati bene: ma era necessario intanto andare nelle vicine scuole di Rojano per compilare un elenco ed accertare se tra i finanzieri fossero nascoste spie fasciste. Intanto, incolonnati e circondati da titini armati, furono avviati attraverso via Udine e condotti nei cortili recintati della scuola di Rojano. Qui gli appartenenti al Corpo vennero iscritti in un elenco (si trattava di 156 ufficiali, sottufficiali e finanzieri) ed obbligati a consegnare gli oggetti di valore, orologi, penne, le giubbe, gli stivaloni, i pantaloni e le scarpe. In cambio essi ebbero gli abiti cenciosi e le scarpe in pessime condizioni degli slavi che li tenevano prigionieri. Tale sistema di spoliazione seguitò con metodico accanimento e soprattutto chi era fornito di stivaloni rimase, nella migliore delle ipotesi, con un paio di scarpe avute in cambio. Molti però restarono scalzi perché avendo dovuto cedere le calzature personali, avevano ricevuto in cambio scarpe più piccole del proprio piede. Il cortile fu poi sgomberato ed i prigioni eri rinchiusi nel teatrino della scuola, dove trascorsero la notte dormendo sul nudo pavimento. La mattina successiva i finanzieri furono condotti a piedi sotto stretta vigilanza armata alla caserma di artiglieria di S. Giovanni, e qui furono rinchiusi in una stalla di dimensioni molto ridotte ove centocinquanta uomini avevano a disposizione uno spazio che consentiva soltanto di stare in piedi. Alle richieste di cibo e acqua (erano a digiuno da oltre 36 ore) la risposta era un coro di bestemmie. La notte dovettero adattarsi: nello spazio ristretto dello stanzone ognuno dovette sistemarsi a terra, seduto, con le ginocchia sotto il mento. Lateralmente stavano tutti pigiati coi vicini; davanti le ginocchia erano appoggiate sopra la schiena di un compagno. Questa sistemazione lasciava alla fine lo spazio di pochi metri quadrati dove rimanevano in piedi una decina di militari, che a turno chiedevano di riposare ottenendo il cambio da altri “scatolati” che si alzavano molto volentieri, perché lo star immobile, pigiati e seduti sul cemento era cosa sopportabile per un tempo limitato. Nelle prime ore del mattino iniziarono le visite di gruppi di slavi, uomini e donne, che sottraevano le poche scarpe rimaste e gli oggetti di vestiario in discrete condizioni, lasciando i prigionieri scalzi ed in mutande. Dopo molte insistenze, nel pomeriggio, i finanzieri furono fatti uscire all’aperto e fu loro distribuito dopo sessanta ore di digiuno una pagnotta dura ed ammuffita ogni quattro ed un barattolo di carne in scatola nauseabonda. Durante la permanenza in cortile essi erano di continuo scherniti dai carcerieri ed alcuni anche percossi. Il giorno dopo vennero tutti sottoposti ad interrogatorio relativo a generalità, data di arruolamento e stato di servizi o, al termine del quale furono ricondotti nell’angusto stanzone nel quale trascorsero un’altra notte molto disagiata. Successivamente furono trasferiti in altri locali finalmente più ampi, che consentivano una certa libertà di movimento. Dopo qualche giorno i 156 finanzieri vennero divisi in due gruppi: uno, meno numeroso, fu condotto alle carceri del Coroneo di Trieste, ed i suoi componenti, dopo qualche settimana di detenzione furono liberati. I finanzieri dell’altro gruppo, invece, più numerosi furono legati, incolonnati e poi tra percosse ed insulti condotti alla stazione ferroviaria di Trieste, caricati e stipati su carri bestiame, sempre con le mani legate dietro la schiena e condotti al lager di Borovnica, la Dachau titina. Qui subirono un trattamento inumano per le brutalità cui si abbandonavano i carcerieri, ma circa due mesi dopo furono rilasciati. Non tornarono perché deceduti per le percosse e la mancanza di cure e per la fame, 23 tra sottufficiali e finanzieri. Nella caserma di Campo Marzio, invece, erano accasermati i finanzieri che avevano combattuto per la liberazione di Trieste ed avevano salvaguardato dalla distruzione il porto di Trieste respingendo i tedeschi che tentavano di farlo saltare, ed avevano presidiato la zona dei cantieri di S. Andrea che i nazisti volevano saccheggiare. Essi furono disarmati e catturati con l’inganno, alle ore 12 del 2 maggio, come gli altri commilitoni di via Udine e rinchiusi in un primo tempo a villa Neckar. Subito dopo vennero trasferiti ad una ignota destinazione e di essi non si ebbero più notizie. Si trattava di 86 vittime tra ufficiali, sottufficiali e finanzieri censiti dalla legione di Trieste, nominativamente elencati in al legato, ma vi sono fondati motivi di ritenere che fossero di pi ù, almeno 107, perché nel caos succeduto alla occupazione jugoslava dell’Italia, a Campo Marzio erano affluiti finanzieri da località esterna, che nessuno aveva fatto a tempo a registrare. Il mistero che circonda la sorte toccata ai finanzieri di Campo Marzio ancor oggi, a distanza di oltre sessant’anni dai fatti, permane insoluto. A nulla sono valse le ricerche svolte dai congiunti, molti dei qua li residenti a Trieste, dai Comandi del Corpo, dalla Croce Rossa Italiana e financo dal Governo Militare Alleato che aveva amministrato la città fino al 1954. Unico elemento certo è che essi furono tutti uccisi subito dopo il 3 maggio, giorno del loro trasferimento verso località sconosciuta e gettati in qualche cava o foiba ora in territorio sloveno. Sull’argomento esistono soltanto due testimonianze, peraltro indirette. La prima risulta da una relazione redatta dal Tenente Colonnello De Angelis, uno degli ufficiali catturati nella caserma di via Udine e poi rilasciato, che nel dopoguerra, dopo essersi congedato fu a lungo presidente della sezione di Trieste dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia. Egli svolse, anche per incarico dei superiori, lunghe e pazienti indagini nel territorio di Trieste e di Udine, intese a far luce sulla sorte dei finanzieri di Campo Marzio. Egli interrogò con estrema cautela, nei primi anni del dopoguerra, molte persone che si trovavano nel maggio del 1945 nei dintorni di Trieste o perché addetti alla manutenzione delle strade e delle linee telegrafiche e telefoniche o perché casellanti o guardie alle linee ferroviarie e tutti poi rioccupati dopo la liberazione in analoghi incarichi nei territori amministrati dall’Italia. Molti, pur spaventati dalla ferocia dei partigiani slavi e timorosi di vendette e ritorsioni, furono pressoché concordi nell’affermare di aver visto transitare, nei primi giorni di maggio 1945 sulla rotabile Trieste – Basovizza – Sesana un folto reparto di finanzieri sotto poderosa scorta armata di partigiani di ambo i sessi. De Angelis, nella sua ricerca, ebbe la fortuna di imbattersi in un impiegato ferroviario italiano che durante la guerra era stato ufficiale in una formazione partigiana. Questi ebbe a dichiarargli, dopo aver ottenuto la promessa che mai sarebbe stato riferito il suo nome, che percorrendo in autovettura, assieme a due partigiani slavi, la rotabile Trieste – Sesana – S. Canziano, per raggiungere Fiume attraverso Villa del Nevoso, per un guasto al motore ebbe a fermarsi per pochi minuti poco oltre Sesana, ora in territorio sloveno, ed a breve distanza scorse sul prato adiacente un numero considerevole di cadaveri senza giacca e senza scarpe. Accanto alle salme, sparsi in disordine, cappelli alpini e bustine con fregi della Guardia di finanza. Il ferrovie re aveva osservato la scena con i dovuti accorgimenti e dissimulando indifferenza, per non insospettire i due partigiani slavi che lo accompagnavano. Il Colonnello De Angelis, in base alle dichiarazioni da lui ascoltate, presumeva che i corpi degli uccisi, che non potevano essere altri che i finanzieri prelevati nella caserma di Campo Marzio, fossero poi stati gettati in qualche foiba delle vicinanze, e particolarmente in quella di Basovizza o quella, più lontana, di Monrupino. La seconda testimonianza, più precisa, è quella raccolta sempre dal De Angelis, ma molti anni dopo, dal finanziere in congedo Francesco Zurzolo, il quale aveva saputo da un suo intimo amico di nazionalità slovena residente nel villaggio Famlje del comune di Britoff che gli era grato per la protezione che il militare gli aveva accordato durante il periodo dell’occupazione tedesca, che un gruppo consistente di finanzieri, verosimilmente quelli di Campo Marzio, erano stati uccisi con raffiche di fucili mitragliatori nei pressi delle miniere di carbone inattive ed abbandonate, conosciute con il nome di “Cave Auremiane”, tra S.Canziano e S. Pietro del Carso, ben addentro al territorio ora facente parte della repubblica di Slovenia. I corpi degli uccisi erano stati poi gettati in una foiba dei dintorni. Lo Zurzolo, per palesare le notizie in suo possesso, aveva atteso che morisse il suo amico sloveno, per evitare che egli potesse essere oggetto di rappresaglie nel caso le informazioni da lui confidate fossero trapelate. La seconda versione è più attendibile della prima e può ritenersi la più vicina alla verità e viene in parte confermata da Roberto Spazzali secondo il quale il massacro, secondo un partigiano italiano, fu perpetrato il 4 maggio presso S. Pietro del Carso.

4. I TENTATIVI DI NASCONDERE E POI GIUSTIFICARE LA STRAGE. Non è noto il motivo per cui i finanzieri di Campo Marzio furono soppressi , a differenza di quelli di via Udine. I finanzieri peraltro seguirono la sorte di molti italiani di Trieste e della Venezia Giulia , compresi quelli che nell’ambito del C.L.N. avevano duramente combattuto contro i tedeschi, sacrificati per il solo fatto di essere italiani al termine di un ventennale conflitto con gli slavi, inaspritosi al di la di ogni ragionevolezza negli ultimi anni di guerra. In effetti i finanzieri furono vittime della repressione dell’O.Z.N.A., la polizia segreta di Tito, che agiva agli ordini di Edvard Kardelj, il più stretto collaboratore di Tito, capo del nuovo regime, il quale aveva disposto l’eliminazione di qualsiasi potenziale oppositore all’annessione delle regioni orientali italiane alla Jugoslavia, ed al regime comunista che si sta va instaurando, ad iniziare dai membri italiani del C.L.N. e dai finanzieri che avevano liberato Trieste e che perciò erano i legittimi rappresentanti in città del governo italiano .  

I vertici della Guardia di finanza di Trieste, rimasti inspiegabilmente liberi, ad iniziare dal Col. Marini, si attivarono immediatamente presso le autorità militari jugoslave per ottenere il rilascio dei loro dipendenti , ma si scontrarono con un muro di gomma. Ottennero risposte rassicuranti e promesse che presto tutti coloro non compromessi con le forze di occupazione tedesche sarebbero ritornati liberi, ma nulla accadeva. Soltanto quando l’amministrazione jugoslava venne sostituita da ll’A.M.G. alleata e dopo che i finanzieri catturati a via Udine superstiti furono rientrati in Italia fu chiaro che i colleghi di Campo Marzio erano stati massacrati, anche se non erano note le circostanze dell’eccidio. I parenti degli scomparsi non si rassegnarono ed iniziarono a battere tutte le probabili strade per conoscere la sorte dei loro cari che tenacemente credevano ancora in vita. Qualcuno di loro riuscì anche a contattare il Presidente del Comitato Regionale di Liberazione del litorale sloveno in Trieste, Frane Beuk, che si convinse dell’inopportunità politica di mantenere il segreto sulla cattura dei finanzieri di Campo Marzio e ad ottobre 1945 si risolse a scrivere una lettera al Presidente del Governo Popolare di Slovenia a Lubiana. Nello scritto, dopo aver ricordato che molti militari della Guardia di finanza avevano collaborato con la resistenza da lungo empo, com unicava che a lui risultava che i finanzieri venivano custoditi nei campi di concentramento di Novo Mestu e di Kocevje. Poiché i finanzieri di via Udine erano già stati rilasciati in base ad un decreto valevole per tutta la Slovenia, non comprendeva perché questi militari dovessero continuare ad essere reclusi. Il Presidente continuava precisando che non voleva assolutamente asserire che tutti erano innocenti, però dichiarava con forza che se vi era qualche dubbi o si indagasse e si risolvesse il caso senza pendenze che mettevano in cattiva luce gli sloveni presso l’opinione pubblica. I parenti continuavano ad esporre le prove della loro innocenza ed i loro interventi compromettevano il Comitato di Liberazione Nazionale sloveno che, Beuk lo ammetteva, qualche passo errato aveva compiuto. Il non rilasciare gli innocenti limitava la loro credibilità, per cui la liberazione immediata della gran parte dei finanzieri di Campo Marzio avrebbe favorito la reputazione del C.L.N. stesso, anche presso gli italiani. Concludeva con il richiedere una risposta “sperando sia fatta a nostro favore, il che vuol dire ri lasciare i non colpevoli il più presto possibile”. La lettera citata da un lato dimostra che l e autorità slovene di Trieste non erano a conoscenza che i finanzieri di Campo Marzio erano stati massacrati subito dopo la cattura e che l’eccidio era da addebitare a ll’ O.Z.N.A., la polizia segreta ed all’altro spazza tutte le versioni giustificazioniste elaborate dopo la guerra da parte di storici sloveni e di comunisti nostalgici italiani. I giustificazionisti della strage di  italiani in Venezia Giulia nell’immediato dopoguerra, fanno risalire l’uccisione di finanzieri ad una reazione al comportamento della compagnia di sicurezza deputata al controllo della statale Trieste -. Fiume che avrebbe compiuto diverse azioni di rastrellamento sia contro gruppi di partigiani, sia contro la popolazione civile. Inoltre, essi affermano che al momento della liberazione di Trieste il comandante del battaglione del Corpo di stanza a Roiano si accordò con la Kosovelova Brigada scesa dal Carso ed arrivata in città in quella zona, per tenere sotto tiro i tedeschi che presidiavano la stazione centrale ed il porto vecchio. Ma nel corso della battaglia, i tedeschi aggirarono la Kosovelova Brigada passando in una zona presidiata dai finanzieri. Gli sloveni ritenevano essere stati traditi e questo fu, secondo loro, il motivo della cattura dei finanzieri. Questa tesi non regge per una serie numerosa di motivazioni. Innanzitutto i finanzieri che combattevano a Rojano erano quelli della caserma di via Udine, che pur essendo stati disarmati, catturati e deportati nei lager jugoslavi furono poi, tranne quelli deceduti di stenti, liberati. I finanzieri di Campo Marzio invece, nulla avevano a che fare con la Kosovelova Brigada. Anche E. Maserati riporta che “gli insorti del C.V.L. di Trieste, per difendere un gruppo di Guardie di finanza aprì il fuoco sui soldati di Tito” , senza fare cenno ai motivi che possano aver portato a questo scontro, peraltro non confermato da successive ricerche archivistiche. Anche l’operato della compagnia di sicurezza non può aver origi nato la cattura dei finanzieri. Il reparto fu costituito su richiesta dei tedeschi che minacciavano in caso contrario lo scioglimento e la deportazione in Germania della Guardia di finanza. La sentenza del Consiglio di Stato del 1949 che accoglieva il ricorso del Ten. Francesco Rolleri, comandante della compagnia, avverso la dispensa dal servizio per la collaborazione con i tedeschi,afferma che, nella specialissima situazione nella quale la Venezia Giulia venne a trovarsi dopo l’8 settembre 1943 non può qualificarsi come collaborazione con i germanici il servizio prestato nelle compagnie di sicurezza, dovendosi considerare come uno dei compiti istituzionali previsti dalla legge sull’ordinamento della Guardia di finanza e trattandosi di ordini superiori.La Guardia di finanza, infatti, come le altre forze di polizia, per effetto dell’art. 35 della legge di guerra , doveva rimanere in servizio anche in territorio occupato nemico (come nel caso della Venezia Giulia) e svolgere servizio d’istituto, finché ciò era consentito dalla potenza occupante. Ciò corrispondeva ad un evidente interesse della popolazione civile le cui esigenze di tutela erano da ritenersi prevalenti rispetto alla negatività dell’indiretta collaborazione che in tal modo veniva fornita al nemico. Il compito della compagnia di sicurezza era quello di mantenere sicuro il transito della rotabile Trieste – Fiume, a garanzia dei cittadini che doveva no percorrerla per lavoro, ed indi rettamente anche degli occupanti tedeschi, e quindi tale servizio era legittimo, perché rientrante nella fattispecie del citato articolo 35 della legge italiana di guerra. Indubbiamente, come il Consiglio di Stato nella sentenza afferma, non erano legittime eventuali operazioni con caratteristiche d’incivile rappresaglia e di cieca persecuzione, m a queste in effetti non vi furono. E’ ben vero che alcuni elementi della compagnia su ordine del tenente Rolleri, parteciparono ad alcune operazioni di rastrellamento, al seguito delle truppe germaniche, ma ciò avvenne in reazione all’uccisione ed al rapimento di finanzieri da parte dei partigiani slavi. Comunque, in tali circostanze i finanzieri ebbero sempre un ruolo secondario rispetto alle repressioni condotte dai nazi fascisti e mai si macchiarono di atrocità, sevizie o devastazioni a danno di partigiani o della popolazione civile. Il tenente fu inquisito e denunciato per collaborazionismo al Tribunale militare di Verona, ma fu amnistiato per effetto del provvedimento Togliatti del 1946. Fu poi dispensato dal servizio, ma si appellò al Consiglio di Stato, che, come si è detto, accolse il ricorso. Che l’operato della compagnia di sicurezza non sia stato all’origine della cattura dei finanzieri di via Udine e neppure di qu elli di Campo Marzio, come alcuni dei giustificazionisti affermano ancor oggi, è diostrato dal fatto che il ten. Rolleri fu arrestato nei prim i giorni di maggio dalle truppe alleate e consegnato alle autorità militari jugoslave di Trieste che lo rinchiusero nel carcere del Coroneo il 12 maggio e lo scarcerarono dopo pochi giorni , perché nulla era emerso a suo carico. Secondo un’altra fonte, peraltro non nota , la cattura dei finanzieri di Campo Marzio potrebbe essere attribuita alla circostanza che non essendo i militari informati dai loro superiori di essere stati messi a disposizione del C.L.N. triestino, invece di combattere al fianco della 4ª armata jugoslava scesa in città, spararono contro di essa, assieme ai militari germanici che erano accasermati nello stesso edificio, venendo poi imprigionati dagli slavi per reazione. Anche senza considerare che il Presidente de l C.R.L. del Litorale Sloveno a Trieste, se la notizia fosse stata reale, ne avrebbe fatto cenno nella lettera inviata al presidente della Repubblica Slovena sopra citata, la circostanza è smentita da numerose emergenze archivistiche . In particolare, i finanzieri di Campo Marzio, inquadrati nella II compagnia al comando del capitano Giovanni Acanfora avevano occupato, dopo averne scacciato con le armi gli occupanti, le caserme dell’artiglieria repubblicana, della milizia portuale nonché la caserma tedesca di Villa Micher, catturando le armi ed i materiali in esse contenute. Avevano inoltre occupato la zona portuale del molo Fratelli Bandiera, dove 15 marinai tedeschi, che avevano l’incarico di far esplodere gli impianti vennero disarmati e fatti prigionieri. Peraltro risulta che nessun tedesco, esclusi quelli catturati e disarmati nel porto, si trovasse nella caserma di Campo Marzio, che era stata fortificata e predisposta a difesa contro i tedeschi e non certo contro i partigiani italiani o slavi, che nei giorni della liberazione ebbero sempre libero accesso per essere riforniti di armi e munizioni e per essere rifocillati. D’altra parte, quando il colonnello Mari ni si recò più volte presso il comando jugoslavo per chiedere la liberazione dei suoi uomini, gli fu sempre riferito che i finanzieri erano stati im prigionati per errore e che sarebbe ro stati presto liberati. Nessuno, e neppure il colonnello Vodopiv ez, vice comandante delle forze di occupazione con cui ebbe un colloquio, gli fece cenno di episodi di connivenza con i nazifascisti da parte della Guardia di finanza.

5. CONCLUSIONI

A distanza di tanti anni dai tragici eventi del maggio 1945, anche se è certo che i finanzieri di Campo Marzio furono massacrati nei primi giorni del mese, permane il mistero sul luogo dell’eccidio e della loro sepoltura, ma soprattutto sulle motivazioni che li condussero al supremo sacrificio. Il luogo della strage e della località in cui furono occultate le salme non può che trovarsi sul Carso, a pochi chilometri da Trieste, al m omento che un tragitto più lungo avrebbe richiesto campi di sosta intermedi, attraversamento di villaggi e  cittadine e quindi la colonna dei prigionieri sarebbe stata notata da un numero considerevole di persone, qualcuna della quali senz’altro avrebbe fatto trapelare notizie su quanto aveva visto. Non si è nemmeno certi che il tragitto da villa Neckar al luogo dell’esecuzione sia avvenuto a piedi oppure con autocarri. Nell’un caso come nell’altro appare plausibile che la strage si a avvenuta alle cave Auremiane che distano da Trieste quindici chilometri, percorribili in un’ora con i mezzi motorizzati di allora oppure quattro cinque ore a piedi. Il quesito sui motivi dell’eliminazione dei militari del Corpo, invece, è di più difficile soluzione, anche alla luce del differente tattamento dei due gruppi accasermati in via Udine ed in Campo Marzio. Se i componenti del primo gruppo attraverso atroci vicissitudini ebbero, in gran parte, salva la vita, gli appartenenti al secondo furono sterminati.. Su questi avvenimenti possono essere tentate soltanto supposizioni. In effetti, in un prio tem po, i partigiani sloveni entrati nella città in gran parte liberata il 1 ° maggio (resistevano soltanto alcuni gruppi di edeschi asserragliati in luoghi fortificati, che mai furono attaccati con decisione e che si arresero soltanto alle truppe anglo americane entrate in città il 3 maggio) fraternizzarono con i finanzieri ed i loro comandanti ebbero parole di elogio per co me erano stati condotti i combattimenti in Trieste (e questo smentisce quanto affermato molti anni dopo che i finanzieri di Campo Marzio avevano aperto il fuoco sui partigiani della 4ª Armata). Il clima cambiò radicalmente a metà mattina del 2 maggio, quando si insediò in città l’alto comando della forze jugoslave. E’ chiaro che sul trattamento da usare verso il C.L.N. triestino e di tutti c oloro che aevano com battuto alle sue dipendenze, giunsero ordini dai vertici dell’E.P.L. (Esercito Popolare di Liberazione il cui comandante in capo era il maresciallo Tito). Trattandosi di questione politica e non militare, verosimilmente la gestione delle operazioni venne devoluta al Partito Comunista e per esso all’ O.Z.N.A., la polizia segreta del regime che si stava instaurando. Occorreva porre un’ipoteca territoriale su Trieste da far valere ai fini di un’annessione ai danni dell’Italia al tavolo della pace. Il primo provvedimento era quello di recidere ogni possibile legame istituzionale tra le autorità del governo legittimo italiano e quelle della città giuliana, che con il crollo dell’amministrazione nazifascista, erano il C.L.N. e le forze militari alle sue dipendenze. Questo compito fu affidato all’O.Z.N.A., di retta e cmposta da elementi di provata fede comunista, molti dei quali erano stati addestrati ad attuare le tecniche rivoluzionarie nella Mosca degli anni più oscuri dell’epoca staliniana. Ciò motiva, quindi, la cattura, fin da l 2 maggio quando i comandi delle brigate partigiane combattenti vennero ferreamente sottoposti al ontrollo della 4ª Armata dell’ E.P.L. ( e questo spiega il diverso atteggiamento dei comandanti partigiani, amichevole il 1° maggio ed ostile il giorno successivo), dei dirigenti del C.L.N. triestino, di coloro che avevano combattuto ai suoi ordini, oltre che e dei co muni cittadini che sotto la labile giustificazione del collaborazionismo o furono catturati soltanto perché di sentimenti italiani. L’ O.Z.N.A. però era numericamente non adeguata a gestire una così grande massa di prigionieri, per cui dovette avvalersi degli elementi delle brigate partigiane avvezzi ad eliminare i prigionieri catturati durante e la lunga lotta partigiana (cosa che peraltro facevano anche i tedeschi ed i fascisti italiani nelle azioni antiguerriglia). Il gruppo di finanzieri di via Udine, verosimilmente, fu affidato ad un comando partigiano più “legittimista” che volle svolgere un  minimo di attività istruttoria nei confronti dei prigionieri, il che richiese diversi giorni, trascorsi i quali negli animi dei carcerieri si era in parte attenuato lo spirito aggressivo di vendetta, maturato in anni di feroci combattimenti e di vita alla ma occhia. Nel frattempo erano emerse esigenze logistiche che avevaano richiesto l’impiego dei militari in attività lavorative a favore degli occupanti, che avevano procrastinato il trasporto dei prigionieri verso i campi di concentramento costituiti nell’interno della Jugoslavia. I finanzieri di Campo Marzio furono più sfortunati perché di essi si occupò direttamente l’O.Z.N.A. oppure un reparto partigiano più feroce ed intriso di odi o antitaliano Essi, fin dal giorno successivo a la loro cattura, probabilmente la notte sul 3 m aggio, furono avviati verso l’ interno sotto la scorta di elementi del II battaglione, 3 ° D.U.B. della 9 ª divisione partigiana e subito dopo giustiziati. È da ricordare che fino al 5 maggio i tedeschi del XCVII Corpo d’Armata comandato dal gen. Hubler, accerchiati in una sacca tre a Villa del Nevoso e Postumaia, combatterono furiosamente per aprirsi un va arco verso Lubiana, e si arresero soltanto il 6 maggio, per cui prima di tale data le vie che ad uscivano all’interno dell’Istria erano insicure per i partigiani, e quindi il trasporto per lunghi tragitti di prigionieri era problematico. È ovvio, pertanto sulla base delle anzidette considerazioni, che la sorte dei finanzieri era segnata fin dalla loro partenza da villa Neckar. Essi debbono quindi considerarsi vittime e innocenti di disegni politici risalenti ai vertici del nuovo regime jugoslavo ispirati allora ai più di rigidi schemi del comunismo staliniano. Si riporta in allegato l’elenco dei caduti, quale omaggio alla memoria degli ufficiali, sottufficiali e finanzieri catturati nella ca sera di Campo Marzio, da considerarsi martiri per l’italianità di Trieste. ROMA, lì 15 giugno 2007

 ELENCO DEI MILITARI PRESENTI NELLA CASERMA DI CAMPO MARZIO DI TRIESTE IL 1° MAGGIO 1945

 1. Capitano ACANFORA Giovanni nato il 7/02/1911 a Castellammare di Stabia (NA).

2. Capitano PIUCCA Eugenio nato l’11/12/1899 a Trieste.

3. S. Tenente TOLARDO Francesco nato il 29/05/1896 a Marostica(VI).

4. Maresciallo CIARLANTE Nicola na to il 7/11/1904 a S.Martino in Pensilis(CB).

5. Maresciallo COBISI Francesco nato il 22/9/1890 a Palazzolo Acreide(SR). 6. Maresciallo MOLEA Domenico nato il 25/08/1903 a Messina.

7. Maresciallo SARDO Salvatore nato il 2/01/1903 a S.Cataldo(CL).

8. Vice Brigadiere BOI Olindo nato il 30/04/1916 a Ballao(CA).

9. Vice Brigadiere BONETTO Giulio nato il 28/02/1904 a Campodarsego(PD). 10.Vice Brigadiere CERULLI Mario nato il 23/12/1915 a Livorno.

11.VICE BRIGADIERE CHIANURA CIRO NATO IL 7/09/1900 A GROTTAGLIE(TA).

12.Vice Brigadiere CHIRONI Antonio Francesco nato il 17/07/1924 a Nuoro. 13.Vice Brigadiere CO CCIMIGLIO Salvatore nato il 24/12/ 1899 a Sambiase(CZ).

14.Vice Brigadiere COGHE Giuseppe Melchiorre nato il 5/01/1911 a Ghilarba(CA).

15.Vice Brigadiere CORSALE Salvatore nato il 19/08/1913 a Siracusa.

16.Vice Brigadiere CUNSOLO Angelo nato il 2/07/1902 a Paternò(CT).

17.Vice Brigadiere DE NINNO Vincenzo nato il 9/06/1896 a Lesina(FG). 18.Vice Brigadiere DI GREGORIO Salvatore nato il 25/05/1907 a Catania 19.Vice Brigadiere GIULIANO Isidoro nato il 4/04/1897 a Caltanisetta.

20.Vice Brigadiere LA SPADA To mmaso nato il 22/04/1910 a S.Filippo del Mela(ME).

21.Vice Brigadiere LE ROSE Francesco nato l’11/04/1918 a Roccabernarda(CZ).

22.Vice Brigadiere MANOS Francesco nato il 3/10/1903 a Romana(SS). 23.Vice Brigadiere MARINO Antonino nato il 5/03/1908 a Messina.

24.Vice Brigadiere MONAFO’ Giovanni nato il 26/02/1911 a Catania.

25.Vice Brigadiere MURGIA Giovanni nato il 16/10/1900 a Sorgono(NU). 26.Vice Brigadiere NAVETTA Antonio nato il 15/01/1900 a Trapani.

27.Vice Brigadiere PERALTA Giovanni nato il 7/06/1915 a Thiesi(SS).

28.Vice Brigadiere RANIOLO Gaetano nato il 15/01/1917 a Modica(RG). 29.Vice Brigadiere SCAGLIONE Giuseppe nato il 18/01/1922 a Toritto(BA). 30.Vice Brigadiere SERRA Andrea nato l’11/07/1904 a Thiesi(SS).

31.Vice Brigadiere SIDDU Giuseppe nato il 7/07/1904 a Cabras(CA).

32.Vice Brigadiere ZAPPONE Antonio nato il 6/10/1906 a Pontelandolfo(BN). 33.Appuntato CARUSO Francesco nato il 20/11/1907 a Paternò)CT). 34.Appuntato IMBESI Giuseppe nato il 18/06/1904 a Castroreale(ME). 35.Appuntato MALATESTA Angelo nato il 16/01/1906 a Surbo(LE). 36.Appuntato NICOLETTI Alessandro nato il 23/02/1911 a Loreto(AN). 37.Appuntato PANTALENA Luigi nato il 14/06/1903 ad Aragona(AG). 38.Appuntato SCIALPI Gregorio Salvatore nato il 12/10/1911 a mandria(TA). 39.Finanziere BARBERINI Pompeo nato il 27/03/1926 a Napoli.

40.Finanziere BATTAGLIA Giovanni nato il 2/02/1915 a Ragusa.

41.Finanziere BONADUCE Antonio nato l’1/07/1905 a Terlizzi(BA). 42.Finanziere CASTIGLIONI Stefano nato il 29/09/1926 a Milano. 43.Finanziere DALCANTON Mario nato il 12/05/1926 a Quero(BL). 44.Finanziere DE FILIPPI Francesco nato il 7/09/1914 a Mornico Losana(PV). 45.Finanziere DE GIORGIS Renzo nato il 21/02/1926 a Torino.

46.Finanziere DESILANI Dante nato il 20/09/1926 a Feletto(TO).

47.Finanziere DI GENNARO Nicola nato il 10/04/1916 a Canosa di Puglia(BA). 48.Finanziere DI SERIO Antonio Carmelo nato il 19/02/1922 a Mesagne(BR). 49.Finanziere FAVALLI Virgilio nato l’11/06/1926 a Milano.

50.Finanziere FIORENZA Celestino nato il 21/09/1912 a Lucori(AQ). 51.Finanziere GALLI Vincenzo dati non disponibili per assenza del fogli o matricolare.

52.Finanziere GANDINI Arturo nato il 4/03/1926 a Milano.

53.Finanziere LECCE Mario nato il 5/11/1924 a Roma.

54.Finanziere LERISCHI Enrico dati non disponibili per assenza del fogli o matricolare.

55.Finanziere LIEGGI Angelo nato 28/10/1908 a Conversano(BA). 56.Finanziere MANERA Giovanni Battista Giuseppe nato il 28/02/1926 ad Alba(CN).

57.Finanziere ORENGO Antonio nato il 7/07/1926 a Ventimiglia(IM). 58.Finanziere PIERAMICO Antonio nato il 18/03/1924 a Montesilvano(PE). 59.Finanziere PISANI Dino nato il 19/11/1924 a Bondeno(FE).

60.Finanziere POGGIOLI Gualtiero nato il 16/08/1926 a Torino.

61.Finanziere POZZO Antonio nato il 7/10/1925 a Frascati(FR).

62.Finanziere SACCONE Pancrazio nato il 29/10/1919 a Valle di Maddaloni(CE).

63.Finanziere SARACENI Tommaso nato il 3/01/1923 a Vasto(CH). 64.Finanziere SPADINO PIPPA O PIPPO Michele dati non disponibili per assenza del foglio matricolare.

65.Finanziere SPINELLI Domenico Vito Giuseppe nato il 20/05/1922 a Sammichele di Bari(BA).

66.Finanziere STASSI Rocco nato il 23/01/1915 a Marsala(TP).

67.Finanziere TESTI Aldo dati non disponibili per assenza del foglio matricolare.

68.Finanziere TOSETTO Alberto nato il 15/05/1922 a Este(PD).

69.Finanziere UROGALLO Marco nato il 13/06/1926 a Genova.

70.Finanziere VALSANIA Vittorio nato il 2/04/1925 a S.Damiano d’Asti(AT). 17 71.Finanziere VIRGA Giovanni nato il 2/11/1926 a Torino.

72.Finanziere ZACCHIGNA Mario nato il 28/02/1919 a Umago (TS). 73.Finanziere ACTIS Felice

74.Finanziere CASALE Armando

75.Finanziere CIPOLLA Armando

76.Finanziere FENEROLLA Giuseppe

77.Finanziere FOGLIANI Paolo

78.Finanziere GIANDIONO Giuseppe

79.Finanziere GIARDINO Giuseppe

80.Finanziere LICCIARDELLI Antonio

81.Finanziere MANZOLILLO Giuseppe

82.Finanziere MAROTTA Paolo

83.Finanziere MINEO Giuseppe

84.Finanziere PETTI Amedeo

85.Finanziere PISU Antonio

86.Finanziere PIUZZA Giuseppe

NOTA: I NOMITIVI DEI MILITARI DAL N. 1 AL N. 72 RISULTANO DA ATTI DI UFFICIALI, QUELLI DAL N. 73 AL N. 86 DA DOCUMENTAZIONE UFFICIOSA.

https://bariseranews.it/2025/02/05/il-giorno-del-ricordo-e-la-strage-dei-finanzieri-di-campo-marzio-tra-le-vittime-anche-il-giovane-torittese-scaglione-giuseppe-deceduto-a-23-anni

ELENCO DI VITTIME DELLE FOIBE PUGLIESI:

Addelico Pino

Carabiniere

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Geremia, n. a Casarano (LE) il 04/11/1900, resid. a Gorizia

Casarano

Lecce

Alfieri Francesco

Caporale

E.N.R.

Terr./35^ CMP

di Antonio e di Tampone Filomena, n. a Cerignola (FG) il 01/10/1892

Cerignola

Foggia

Amadori Benito Enea

Bersagliere

Rgt. Vol. Bers. L. Manara

I Btg. B. “M”

di Antonio, n. a Meldola (FO) il 15/10/1926

Meldola

Foggia

Ancora Domenico

Cavg.

E.N.R.

Gr.Sq.Cor.”San Giusto”

nato a San Vito dei Normanni (Brindisi) il 01/01/1917

San Vito dei Normanni

Brindisi

Angelilli Antonio

Carabiniere

Carabinieri

nato a Triggiano (BA) nel 1917

Triggiano

Bari

Antonacci Nicola

Aiut. Campo

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Guglielmo, n. a Gallipoli (LE) il 25/11/1898, resid. a Gorizia

Gallipoli

Lecce

Antonicelli Vito

Militare

di Francesco, n. a Gioia del Colle (BA) il 25/01/1911

Gioia del Colle

Bari

Antonucci Francesco

Militare

di Luigi, n. a Barletta (BT) il 23/10/1927

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Anzelmo Giuseppe

Appuntato

G.N.R.

Gr.CC.-TS

di Francesco, n. ad Acquaviva delle Fonti (BA) il 01/12/1905, resid. a Trieste

Acquaviva delle Fonti

Bari

Ardito Giov.Batt.

Militare

G.N.R.

M.D.T.-1° Rgt.

di Michele, n. a Barletta (BT) il 04/04/1903, resid. a Trieste

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Armentano Cosimo Antonio

Appuntato

G.N.R.

M.D.T.-3^Rgt.

di Pasquale, n. a San Cesario di Lecce (LE) il 20/09/1908

San Cesario di Lecce

Lecce

Aurisicchio Francesco

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.GO

di Pompilio, n. a Ostuni (BR) il 13/03/1910, resid. a Gorizia

Ostuni

Brindisi

Azzariti Cristoforo

Militare

n. Corato (BA) il 19/09/1915

Corato

Bari

Bagordo Bogoreo Oronzo

Civile

sorvegliante

di Angelo, n. a Locorotondo (BA) il 06/03/1899, resid. a Trieste

Locorotondo

Bari

Bari Stefano

Militare

G.N.R.

144^Btg.CC.NN.

di Aurelio, n. a Bari il 16/09/1923

Bari

Bari

Basurto Benvenuto Ant.

Militare

G.N.R.

49^ Leg. “San Marco”

di Alfredo, n. a Racale (LE) il 17/03/1916

Racale

Lecce

Battaglia Francesco (Medaglia d?onore da parte del Presidente della Repubblica)

Soldato

E.N.R.

Terr./34^ CMP

di Andrea, nato a Margherita di Savoia (FG) il 26/03/1925

Margherita di Savoia

Foggia

Battista Giovanni (Lapide Questura di Trieste)

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.TS

di Cosimo, n. a Brindisi il 15/07/1908, resid. a Trieste

Brindisi

Brindisi

Beccia Michele

nato a Casalnuovo Monterottaro (FG), nel 1913

Biasi Spartaco

S. Tenente

G.N.R.

M.D.T.-5^Rgt.

di Luigi, n. a Bari il 09/01/1920

Bari

Bari

Bichelli Bernardino

Militare

Btg. “M”

di Luigi, n. a Mola Di Bari il 10/04/1925

Mola di Bari

Bari

Binetti Corrado (Lapide Questura di Trieste)

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Isp.TS

di Francesco, n. a Molfetta (BA) il 19/02/1920, resid. a Trieste

Molfetta

Bari

Bonaduce Antonio (Medaglia d?onore da parte del Presidente della Repubblica)

Finanziere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Gioachino, n. a Terlizzi (BA) il 01/07/1905, resid. a Trieste

Terlizzi

Bari

Brandimarte Achille

Al. furiere

M.M.R.

nave Traù’

di Tommaso, n. a Bisceglie (BT) il 29/02/1924

Bisceglie

Barletta-Trani-Andria

Breda Antonio

Civile

autista

di Giovanni, n. a Cassano Murge (BA) il 26/06/1892, resid. a Cormons (GO)

Cassano delle Murge

Bari

Brunetti Antonio (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica)

V. Brigadiere

G.N.R.

nato a Manduria (TA) il 07/11/1914

Manduria

Taranto

Cacchiotti Rocco

Militare

di Michele, n. a Panni (FG) nel 1922

Panni

Foggia

Caloro Giuseppe

Maggiore

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Emanuele, n. a Tricase (LE) il 11/04/1891, resid. a Gorizia

Tricase

Lecce

Candeloro Vincenzo

Serg. Maggiore

FF.AA.Rep.

di Silvestro, n. a Gioia del Colle (BA) il 14/10/1917, resid. a Gorizia

Gioia del Colle

Bari

Cantore Luigi

Artigliere

FF.AA.Rep.

di Michele, n. a Ginosa (TA) il 15/09/1916

Ginosa

Taranto

Capodiferro Antonio

Finanziere

G.d.F. Rep.

5^ Leg.

di Donato, nato a Gioia del Colle (BA) il 07/06/1920, resid. a Gorizia

Gioia del Colle

Bari

Capolongo Francesco Paolo

Marinaio

M.M.R.

Marico-PL

di Amedeo, n. a Barletta (BT) il 09/02/1925

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Capuano Antonio

Militare

di Luigi, n. a Serracapriola (FG) il 06/01/1924

Serracapriola

Foggia

Caputo Giuseppe Raffaele

Brigadiere

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Angelo, nato a Lecce nel 1909

Lecce

Lecce

Caracciolo Elda Miano

Civile

studentessa

di Nunzio, nata a Taranto il 01/10/1923, resid. a Trieste

Taranto

Taranto

Carella Alberto

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.TS

di Vincenzo, n. a Massafra (TA) il 28/10/1920

Massafra

Taranto

Cariglia Francesco

Militare

di Pasquale, n. a Vieste (FG) il 23/07/1923

Vieste

Foggia

Castagna Antonio

Civile

Saldatore elettricista

di Gaetano, n. a Bari il 11/01/1900, resid. a Muggia (TS)

Bari

Bari

Castellaneta Giuseppe

Tenente

Carabinieri

di Giovanni, n. ad Acquaviva Delle Fonti (BA) il 11/11/1916

Acquaviva delle Fonti

Bari

Castriotta Cosimo

Guardia di P.S.

in servizio a Fiume

di Raffaele, n. 13-2-1919 a Manfredonia

Mafredonia

Foggia

Cataldo Settimio

Militare

di Giorgio, n. a Taviano (LE) il 25/05/1920

Taviano

Lecce

Cavaliere Francesco

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.GO

di Giuseppe, n. a Vieste (FG) il 08/11/1902, resid. ad Artegna (UD)

Vieste

Foggia

Cela/Cella Romolo

S. Tenente

G.N.R.

M.D.T.-5^Rgt.

di Paolo, n. a Sant’Agata di Puglia (FG) nel 27/04/1920, resid. a Palmanova (UD)

Sant’Agata di Puglia

Foggia

Celeste Angelo

Marinaio

nato nel 1926, resid. famiglia Torre Maggiore (FG)

Torre Maggiore

Foggia

Centolanze Pompeo Biagio

Militare

BB.NN.

di Santo, n. a Galatone (LE) il 05/12/1896, resid. a Trieste

Galatone

Lecce

Centonze Giuseppe

Alpino

Rgt.Tagliamento

2^Btg.”Vipacco”

di Angelo, n. a Caprarica di Lecce (LE) il 07/02/1922

Caprarica

Lecce

Chianura Ciro (Lapide foiba di Basovizza)

S. Brigadiere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Francesco, n. a Grottaglie (TA) il 01/09/1900, resid. a Trieste

Grottaglie

Taranto

Chiarello Rocco Nicola

2° Capo

X^ MAS

Base Op.Est

di Ippazio, n. a Corsano (LE) il 19/02/1916

Corsano

Lecce

Chiarulli Mauro

Militare

di Salvatore, n. a Ruvo di Puglia (BA) il 08/11/1906

Ruvo di Puglia

Bari

Chieffo/Chietto Giambattista

Civile

da Vieste (FG)

Vieste

Foggia

Ciccarone Giovanni

Civile

impiegato alla questura

di Vito Lorenzo, n. a Bitonto (BT) il 02/01/1905, resid. a Gorizia

Bitonto

Bari

Citi Giovanni

Cap. Maggiore

Esercito

n. 27-7-1923 a Lecce

Lecce

Lecce

Coda Mario

Marinaio

M.M.R.

Marico-TS

di Francesco, n. a Taranto nel 1923

Taranto

Taranto

Colangiulo Giovanni

Civile

Impiegato FS

di Lorenzo e di Antonia Ruffo, n. ad Acquaviva delle Fonti (BA) il 14/03/1897, resid. a Trieste

Acquaviva delle Fonti

Bari

Colella Francesco

Ten. Vasc.

X^ MAS

Cp.Aut.N.Sauro

di Giovanni, n. a Bari il 07/09/1903

Bari

Bari

Coletta Francesco

M.llo Maggiore

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Potito, n. a Ascoli Satriano (FG) il 11/10/1902, resid. a Trieste

Ascoli Satriano

Foggia

Collagrande Giovanni

Militare

G.N.R.

M.D.T.-1° Rgt.

di Francesco, n. a Conversano (BA) il 06/08/1892

Conversano

Bari

Colucci Nicola

di Giuseppe, n. a Bari il 03/06/1918, resid. a Rimini

Bari

Bari

Conte Mario (Lapide Questura di Trieste)

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.TS

di Antonio, n. a Foggia il 27/01/1916, resid. a Trieste

Foggia

Foggia

Convertino Ignazio

Civile

nato a Cisternino (BR)

Cisternino

Brindisi

Corsini Angelo

Civile

di Andrea, n. a Ruffano (LE) il 29/09/1900, resid. a San Dorligo della Valle (TS)

Ruffano

Lecce

Cortellino Angelo

Caporale

E.N.R.

Terr./P.d.C.

di Ruggero, n. a Barletta (BT) il 04/12/1918, resid. a Trieste

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Cosentini Anna

Ausiliaria

S.A.F.

GNR-M.D.T.-5^Rgt.

di Carlo, nata a Foggia il 11/01/1918, resid. a Pordenone

Foggia

Foggia

Cozzato Pietro

Caporale

M.M.R.

Marico-PO

di Donato, n. a Taranto il 21/11/1892

Taranto

Taranto

Culiersi Tommaso

Capo 2^

X^ MAS

Cp.Aut.N.Sauro

di Luigi, n. a Racale (LE) il 06/09/1912 (09/04/1918?)

Racale

Lecce

D’Alesio Matteo

Militare

di Vincenzo, n. a Casalnuovo Monterotaro (FG) il 21/09/1911

Casalnuovo Monterotaro

Foggia

D’Arario Pietro

Militare

G.N.R.

M.D.T.-1° Rgt.

nato a Noicattaro (BA) nel 1901

Noicattaro

Bari

D’Argento Pietro

Finanziere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

nato a Bisceglie (BT) il 02/10/1922

Bisceglie

Barletta-Trani-Andria

Davino Camillo

V. Brigadiere

Pol. Rep.

di Vincenzo, n. a Isole Tremiti (FG) il 21/10/1895, resid. a Udine

Tremiti

Foggia

De Angelis Pietro

Civile

P.F.R.

nato a Terlizzi (BA) il 02/10/1894, resid. a Gorizia

Terlizzi

Bari

De Benedictis Torquato

Maresciallo

A.N.R.

di Luca, n. a Nardò (LE) il 10/03/1909, resid. a Gorizia

Nardò

Lecce

De Carlo Domenico

Civile

Gu.forest.

di Luigi, n. a Massafra (TA) il 25/03/1877, resid. a Monfalcone

Massafra

Taranto

De Carolis Luigi

Finanziere

G.d.F. Rep.

5^ Leg.

nato a Nardò (LE) il 20/08/1914

Nardò

Lecce

De Ninno Vincenzo (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica) ( Lapide Foiba di Basovizza)

S. Brigadiere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Nazario, n. a Lesina (FG) il 09/06/1906, resid. a Trieste

Lesina

Foggia

De Paolo Antonio

Militare

di Marino, n. a Galatone (LE) il 14/03/1920

Galatone

Lecce

De Renzis Giannetto

Militare

n. a Mesagne (BR) il 19/06/1912

Mesagne

Brindisi

De Sario Emanuele

Civile

fruttivendolo

di Pasquale, n. a Bitonto (BT) il 06/12/1918, resid. a Muggia

Bitonto

Bari

De Sario Giacomo

Civile

marittimo

di Giovanni, n. a Bitonto (BT) il 06/05/1891, resid. a Trieste

Bitonto

Bari

De Tullio Paolo

di Gregorio, n. a Bari il 11/10/1920

Bari

Bari

De Vincenzo Alessandro

Soldato

FF.AA.Rep.

di Antonio, n. a Molfetta (BA) il 25/08/1920, resid. a Trieste

Molfetta

Bari

De/Di Benedetto Ernesto

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.FM

di Francesco, n. a Uggiano la Chiesa (LE) il 11/09/1915

Uggiano la Chiesa

Lecce

Del Cocco Antonio

Cap.le Maggiore

Rgt. Vol. Bers. L. Manara

I Btg. B. “M”

n. a Francavilla Fontana (BR) il 05/05/1912

Fontana

Brindisi

Del Cocco Fortunato

nato a Brindisi nel 1922

Brindisi

Brindisi

Del Vecchio Antonio

Carabiniere

G.N.R.

M.D.T.

di Ruggero Michele, n. a Barletta (BT) il 07/12/1902, resid. a San Dorligo della Valle

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Del Vecchio Francesco

Finanziere

G.d.F. Rep.

5^ Leg.

nto a Barletta (BT) il 15/07/1921

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Delle Vergini Antonio

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.GO

di Luigi, n. a San Marco Lamis (FG) il 09/07/1917

San Marco Lamis

Foggia

Dell’Olio Bartolomeo

Marò

X^ MAS

Cp.D’Annunzio

Di Vincenzo, nato a Trani (Bari) il 20 maggio 1923

Trani

Bari

Di Gennaro Nicola (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica) ( Lapide Foiba di Basovizza)

Finanziere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Saverio, n. a Canosa (BA) il 10/03/1916, resid. a Trieste

Canosa

Bari

Di Genova Nicola

Carabiniere

G.N.R.

M.D.T.-2^Rgt.

nato a San Severo (FG) il 05/12/1921

San Severo

Foggia

Di Giorgi Giovanni

Bersagliere

Rgt. Vol. Bers. L. Manara

I Btg. B. “M”

di Giovanni, n. a Vico del Gargano (FG) nel 1922

Vico del Gargano

Foggia

Di Lauro Vincenzo Pietro (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica)

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.GO

di Giovanni, n. a Manduria (TA) il 21/10/1922, resid. a Gorizia

Manduria

Taranto

Di Palma Giuseppe

Militare

G.N.R.

M.D.T.-1° Rgt.

di Giovanni, n. a Gravina Puglia (BA) il 26/09/1910

Gravina di Puglia

Bari

Di Pumpo Emilio – Infoibato dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito

Caporale

E.N.R.

13^ Gr.Art.P.C.

di Salvatore, n. a Torre Maggiore (FG) il 16/05/1905/1909, resid. a Trieste

Torre Maggiore

Foggia

Di Serio Antonio Giuseppe (Lapide Foiba di Basovizza)

Finanziere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Cosimo, n. a Mesagne (BR) il 19/02/1922, resid. a Trieste

Mesagne

Brindisi

Di Stasio Mario

Brigadiere

G.N.R.

M.D.T.-1° Rgt.

nato a San Severo (FG) il 07/04/1918

San Severo

Foggia

Di Staso Giuseppe

Militare

di Diego, n. a Manfredonia (FG) il 10/07/1922

Manfredonia

Foggia

Diaferia Achille

Brigadiere

Pol. Rep.

Que-UD

di Salvatore, n. a Gallipoli (LE) il 25/10/1912, resid. a Cividale (UD)

Gallipoli

Lecce

Donno Tancredi Rocco

Maresciallo

FF.AA.Rep.

di Francesco, nato a Maglie (LE) il 16/08/1908, resid. a Pola

Maglie

Lecce

Donvito Angelo

Civile

Guardiano Stabilimento Aquila

di Domenivo, n. a Barletta (BT) il 16/01/1900, resid. a Trieste

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Dubla Silvio

Militare

di Leonardo, n. a Grottaglie (TA) il 15/06/1912

Grottaglie

Taranto

Falcone Cosimo

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.TS

di Emanuele, n. a Mesagne (BR) il 04/01/1918

Mesagne

Brindisi

Fiore Bruno (Biagio)

Marò A.U.

X^ MAS

Base Op.Est

di Nunzio, n. a Canosa di Puglia (BA) il 13/01/1928, resid. a Milano

Canosa di Puglia

Bari

Fiore Vittorio

Capo 3^

M.M.R.

Mariser-PL

di Luigi, n. a Taranto il 11/12/1915

Taranto

Taranto

Flumeri Carmine

Finanziere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

nato a Foggia il 03/04/1924

Foggia

Foggia

Fraccalvieri Giovanni

Militare

X^ MAS

nato a Santeramo in Colle (BA) nel 1921

Santeramo in Colle

Bari

Franco Cosimo

Militare

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Giovanni, n. a Mesagne (BR) il 16/05/1897, resid. a Gorizia

Mesagne

Brindisi

Fusano Mario (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica)

Carabiniere

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Vincenzo, n. a Minervino Murge (BA) nel 1920

Minervino Murge

Bari

Gabellone Vittorio Mario

Sergente

Rgt. Vol. Bers. L. Manara

I Btg. B. “M”

di Tommaso, n. a Gallipoli (LE) il 19/02/1919, resid. a Trieste

Gallipoli

Lecce

Gaeta Vitantonio

Cap.le Maggiore

C.R.I.

di Angelo, n. a Barletta (BT) il 15/05/1904, resid. a Trieste

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Gargano Sabino

Soldato

Aggregato WH

di Antonio, n. a Barletta (BT) il 18/09/1926, resid. a Gorizia

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Gasparini Giov.Batt.

S. Tenente

E.N.R.

Btg.Misto Difesa Adriatica

di Alessio, n. a Taranto il 06/01/1921

Taranto

Taranto

Gesmundo Gioacchino

Ten.

M.M.R.

Marico-PO

di Francesco, n. a Terlizzi (BA) il 26/02/1892

Terlizzi

Bari

Giacca Michele

Marinaio

M.M.R.

di Francesco, nato a Castrignano del Capo (LE) nel 1917

Castrignano del Capo

Lecce

Giana Francesco (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica)

Civile

assistente FF.SS.

di Giovanantonio, n. a Samicandro Garganico (Foggia) il 24/05/1895

Samicandro Garganico

Foggia

Gianna Severino

Civile

Impiegato alla posta

di Vincenzo, nato a Foggia il 04/06/1924

Foggia

Foggia

Giannini Francesco

Civile

muratore

di Giuseppe, nato a Barletta (BT) il 20/01/1907

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Gigante Antonio

Bersagliere

Rgt. Vol. Bers. L. Manara

di Donato Michele, n. a San Donato di Lecce (LE) il 28/03/1918, resid. a Trieste

San Donato di Lecce

Lecce

Gigante Vincenzo

V. Brigadiere

Pol. Rep.

Que.FM

di Antonio, nato a San Cesario di Lecce (LE) il 09/08/1906

San Cesario di Lecce

Lecce

Giotta Agostino Ermann

Sergente

A.N.R.

Gr. aerosiluranti

di Pietro, n. a Putignano (BA) il 22/02/1917

Putignano

Bari

Giuliano Gennaro

Militare

G.N.R.

M.D.T.-2^Rgt.

di Francesco, n. a Barletta (BT) il 20/06/1912

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Goffredo Giovanni

Sergente

M.M.R.

nave Traù’

di Salvatore, n. a Barletta (BT) il 08/09/1917

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Grana Saverio

Militare

di Vincenzo, n. a San Nicandro Garganico (FG) il 04/06/1924, resid. a Gorizia

San Nicandro Garganico

Foggia

Grana Vincenzo

Militare

dipendente FF.SS.

di Giovannantonio, n. a San Nicandro Garganico (FG) il 24/05/1895, resid. a Gorizia

San Nicandro Garganico

Foggia

Guardone Italo

Ten.

G.N.R.

M.D.T.-2^Rgt.

di Luigi, n. a Taranto il 18/03/1912, domicil. a Pola

Taranto

Taranto

Guarini Pasquale

Carabiniere Appuntato

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Giovanni, n. a Montalbano di Fasano (BR) il 19/04/1902, resid. a Gorizia

Montalbano di Fasano

Brindisi

Innocenti Ettore

V. Brigadiere

Pol. Rep.

Que.FM

di Leopoldo, n. a Pistone Cisternino (BR) il 03/07/1889

Pistone Cisternino

Brindisi

Intrito Tito (dr.)

Caporale

M.M.R.

Med.Osp.Mil.Maritt

di Angelo Raffaele, n. a Taranto il 23/08/1910, resid. a Milano

Taranto

Taranto

Labate/Labrate Pasquale

Civile

falegname

di Donato, n. a Locorotondo (BA) il 26/05/1885, resid. a Pirano

Locorotondo

Bari

Labellarte Giuseppe

Militare

di Michele, n. a Valenzano (BA) il 04/01/1923

Valenzano

Bari

Lacoppola Gregorio

Militare

M.V.S.N.

59^ Leg.

di Domenico, n. a Orta Nova (FG) il 22/05/1907, resid. a Duino Aurisina (TS)

Orta Nova

Foggia

Laddada Angelo

Militare

di Francesco, n. a Gravina di Puglia (BA) il 03/03/1912

Gravina di Puglia

Bari

Ladiana Francesco

Civile

industriale

di Angelo, n. a Taranto il 06/02/1890, resid. a Trieste

Taranto

Taranto

Latino Carlo

Militare

nato a Bisceglie (BT), resid. a Trieste

Bisceglie

Barletta-Trani-Andria

Laudadio Renato

Brigadiere

G.N.R.

ex Carabiniere

di Sebastiano, nato a Bari

Bari

Bari

Le Grazie Vito

di Felice, n. a Foggia il 15/09/1885, resid. a Fiume

Foggia

Foggia

Lembo Renata ved. Cernigoi

Civile

di Savino, nata a Canosa di Puglia (BA) il 30/03/1913, resid a Trieste

Canosa

Bari

Leogrande Giovanni Antonio

Militare

di Giacomo, n. a Mottola (TA) il 04/01/1922

Mottola

Taranto

Leone Quintiliano (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica)

Civile

di Adolfo, n. a Lecce il 06/12/1904

Lecce

Lecce

Liaci Antonio

Militare

G.N.R.

58^Btg.CC.NN.

di Michele, n. a Gallipoli (LE) il 29/11/1910, resid. a Monfalcone

Gallipoli

Lecce

Lieggi Paolo Angelo (Lapide Foiba di Basovizza)

Appuntato

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Giuseppe, n. a Conversano (BA) il 28/10/1908, resid. a Trieste

Conversano

Bari

Lionetti Vincenzo

Militare

FF.AA.Rep.

di Francesco, n. a Barletta, (BT) il 23/05/1914

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Lo Papa Gaetano

Militare

G.N.R.

M.D.T.-3^Rgt.

di Giuseppe, n. a Taranto il 04/03/1904

Taranto

Taranto

Longo Filiberto

Brigadiere

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Francesco, n. a Corato (BA) il 01/12/1906, resid. a Gorizia

Corato

Bari

Longo Nicola/Niccolò

Civile

Operaio alla filanda

di Francesco, n. a Corato (BA) il 08/03/1889, resid. a Gorizia

Corato

Bari

Loporcaro Michele

Alpino

Rgt.Tagliamento

2^Btg.(Vipacco)

di Diego, n. a Altamura (BA) il 19/05/1917

Altamura

Bari

Lucon Aldo

Fuciliere di Marina

X^ MAS

Btg.Fulmine

di Giuseppe, n. a Brindisi il 28/12/1923

Brindisi

Brindisi

Luisi Luigi

Carabiniere Appuntato

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Giacinto, n. a Putignano (BA) il 15/06/1904, resid. a Gorizia

Putignano

Bari

Madami Lallo Orlando

S. Tenente

Rgt. Vol. Bers. L. Manara

I Btg. B. “M”

di Undecimo, n. a Bari il 28/09/1921

Bari

Bari

Maggio Augusto

Civile

carpentiere

di Lucio Vincenzo, n. a Gallipoli (LE) il 06/01/1912, resid. a Monfalcone

Gallipoli

Lecce

Maggiolini Tommaso

Appuntato

G.N.R.

M.D.T.-2^Rgt.

di Giuseppe, n. a Turi (BA) il 21/12/1906

Turi

Bari

Magurano Antonio

Bersagliere

Rgt.Tagliamento

3^Btg.(Natisone)

di Giovanni, n. a Bagnolo del Salento (LE) il 22/02/1927

Bagnolo del Salento

Lecce

Malatesta Angelo (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica) (Lapide foiba di Basovizza)

Appuntato

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Nicola, n. a Surbo (LE) il 16/01/1906, resid. a Trieste

Surbo

Lecce

Mancini Michele

Finanziere

G.d.F. Rep.

5^ Leg.

di Pasquale, n. a Peschici (FG) il 27/09/1903, ivi resid.

Peschici

Foggia

Mancino/Muccino Rocco

Fuciliere di Marina

X^ MAS

Btg.Sagittario

nato a Gioia del Colle (BA) il 18/11/1908

Gioa del Colle

Bari

Manfreda Gino

Maresciallo

Carabinieri

nato a Monteroni (LE) il 02/07/1909

Monteroni

Lecce

Mannino Vittorio

Militare

di Vincenzo, n. a Lecce il 10/01/1925

Lecce

Lecce

Marangelli Nicola

Militare

di Federico, n. a Bari il 25/06/1918

Bari

Bari

Martelli Rocco

V. Brigadiere

G.N.R.

Carab.

di Angelo, nato a Cassano delle Murge (BA)

Cassano delle Murge

Bari

Marzo Giulio

Guardia Marina

X^ MAS

Btg.Fulmine

di Oreste, n. a Squinzano (LE) il 06/08/1918

Squinzano

Lecce

Marzocca Ruggero

Carabiniere

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Gennaro, nato a Barletta (BT) il 15/06/1904, resid. a Gorizia

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Mastrocinque Nicola

Civile

di Francesco, nato a Taranto il 16/07/1921

Taranto

Taranto

Mastropietro Cosimo

Brigadiere

G.N.R.

Gr.CC.-UD

di Angelo, n. a Lecce nel 1904, resid. a Paluzza (UD)

Lecce

Lecce

Mazzilli Tommaso

Civile

Segr.Com.

di Vincenzo, nato a Bari il 05/09/1902, resid. a Cormons (GO)

Bari

Bari

Mazzotta Giacinto

Finanziere

G.d.F. Rep.

9^Btg.

di Clemente, n. a Cellino San Marco (BR) il 01/01/1921

Cellino San Marco

Brindisi

Melossi Melpignano Giovanni

Finanziere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Domenico, n. a Ostuni (BR) il 01/03/1915

Ostuni

Brindisi

Menduni Giorgio

Militare

dalla provincia di Brindisi

Brindisi

Brindisi

Meneo Domenico

di Michele, n. a Noci (BA) il 29/08/1917

Noci

Bari

Mennea Antonio

Militare

G.N.R.

Ferrov.-5^ Leg.

di Vincenzo, n. a Orta Nova (FG) il 30/01/1911, resid. a Trieste

Orta Nova

Foggia

Micalella Carlo

Militare

nato a Lecce il 14/04/1921

Lecce

Lecce

Miccoli Francesco

Carabiniere

G.N.R.

di Pietro, n. a San Vito dei Normanni (BR), di anni 39, resid. a Latiano (BR)

San Vito dei Normanni

Brindisi

Miccoli Rocco Ciro (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica)

Carabiniere Appuntato

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Gennaro, nato a San Marzano (TA) il 10/7/1920

San Marzano

Taranto

Miceli Alfonso

V. Brigadiere

G.N.R.

6I Btg. Spec.

di Vincenzo, n. a Taranto il 04/08/1898

Taranto

Taranto

Michele Bruno

Finanziere

G.d.F. Rep.

5^ Leg.

di Pasquale, n. a Lecce il 25/12/1918

Lecce

Lecce

Minafra Donato

Militare

di Vincenzo, n. a Ruvo di Puglia (BA) il 17/01/1922

Ruvo di Puglia

Bari

Minarva Matteo

Guardia sc.

Pol. Rep.

Que.FM

di Savino, n. a Canosa di Puglia (BA) il 10/08/1898

Canosa di Puglia

Bari

Minetti Giuseppe (Lapide Questura di Basovizza)

Guardia sc.

Pol. Rep.

Que.TS

di Oronzo, n. a Ostuni (BR) il 20/08/1903, resid. a Trieste

Ostuni

Brindisi

Mingolla Vitantonio

Militare

di Antonio, n. a San Vito dei Normanni (BR) il 28/09/1920

San Vito dei Normanni

Brindisi

Mininno Michele

Finanziere

G.d.F. Rep.

5^ Leg.

di Giuseppe, n. ad Apriconza (FG) il 14/05/1915, resid. a Udine

Apriconza

Foggia

Misciali Emanuele

Militare

di Luigi, n. a Gallipoli (LE) il 16/12/1913, resid. a Ronchi dei Legionari

Gallipoli

Lecce

Misciali Giuseppe

Militare

G.N.R.

di Luigi, n. a Gallipoli (LE) il 15/03/1904, resid. a Monfalcone

Gallipoli

Lecce

Monaco Emilio

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.TS

di Leonardo, n. a Oria (BR) il 14/04/1898, resid. a Gorizia

Oria

Brindisi

Monsellato Italo

Militare

di Cosimo, n. a Gallipoli (LE) il 16/05/1917

Gallipoli

Lecce

Montella Nicolò

Civile

guardia giurata Soc. Miniera Arsia

di Gabriele, nato a Manfredonia (FG) nel 1887, resid. ad Arsia

Manfredonia

Foggia

Morciano Salomone

V. Brigadiere

G.N.R.

M.D.T.-1° Rgt.

di Cesario,n. a Tricase (LE) il 05/01/1905

Tricase

Lecce

Murgolo Giuseppe

Guardia Scelta di P.S.

Pol. Rep.

Que.FM

di Vito, n. a Bitonto (BT) il 12/08/1903

Bitonto

Bari

Napolitano Michele

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.GO

di Giuseppe, n. a San Marco Lamis (FG) il 07/02/1900, resid. a Gorizia

San Marco Lamis

Foggia

Narciso Antonio

nato a Casalnuovo Monterotaro, nel 1917

Casalnuovo Monterotaro

Foggia

Nascè Francesco

Ten.

G.d.F. Rep.

5^ Leg.

di Giuseppe, n. a Lecce il 18/06/1921

Lecce

Lecce

Nasone Vito

Sergente

I.M.L.

5^Btg.It.Lav.-PL

di Giuseppe, n. a Taranto il 07/01/1921

Taranto

Taranto

Netti Natale

Marò sc.

X^ MAS

Btg.Fulmine

di Giuseppe, n. a Orta Nova (FG) il 09/06/1925

Orta Nova

Foggia

Olivieri Francesco

Militare

G.N.R.

M.D.T.-1° Rgt.

di Saverio, n. a Corato (BA) il 08/11/1890, resid. a Monfalcone (TS)

Corato

Bari

Olivieri Pasquale

Guardia sc.

Pol. Rep.

Que.GO

di Bartolomeo, n. a Corato (BA) il 15/02/1907, resid. a Gorizia

Corato

Bari

Olmo Giuseppe (Inoltrata domanda per il conferimento della Medaglia d’Onore)

Finanziere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Salvatore, n. a Nardò (LE) il 06/10/1923

Nardò

Lecce

Oresta Pietro

2° Capo

M.M.R.

Mariser-PL

di Pietro, n. a Trani (BT) il 08/01/1912

Trani

Barletta-Trani-Andria

Pagliara Antonio

Bersagliere

Rgt. Vol. Bers. L. Manara

I Btg. B. “M”

di Angelo, n. a Torchiarolo (BR) il 04/05/1921

Torchiarolo

Brindisi

Paiano Raffaele Luigi

Civile

fruttivendolo

di Luigi, n. a Poggiardo (LE) il 10/06/1888

Poggiardo

Lecce

Palmieri Armando

Guardia sc.

Pol. Rep.

Que.TS

di Donato, n. a San Donato di Lecce il 22/03/1905, resid. a Trieste

San Donato di Lecce

Lecce

Panebianco Sante (dr.)

Comm. agg.

Pol. Rep.

Que.GO

di Giuseppe, n. a Cerignola (FG) il 14/02/1914, resid. a Gorizia

Cerignola

Foggia

Pano Tommaso

Civile

studente

di Salvatore, n. a Galatina (LE) il 10/05/1923, resid. a Monfalcone

Galatina

Lecce

Paolicelli Michele

Civile

ferroviere

di Luigi, n. a Barletta (BT) il 14/02/1924, resid. a Trieste

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Papagni Antonio (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica)

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.TS

di Giovanni, n. a Bisceglie (BT) il 08/03/1918

Bisceglie

Barletta-Trani-Andria

Paradiso Venturino

Civile

barbiere

di Vincenzo, n. a Minervino Murge (BA) il 25/04/1903

Minervino Murge

Bari

Pasqualicchio Giuseppe

V. Brigadiere

G.N.R.

M.D.T.

di Matteo, n. a Rutigliano (BA) il 08/04/1908, ivi resid.

Rutigliano

Bari

Pastore Paolo

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Btg.Aus.TS

di Luca, n. a Bari il 02/07/1922, resid. a Trieste

Bari

Bari

Pecere Agostino

Sergente

E.N.R.

14° Btg.it.cost.d.fortezza

di Pietro, n. a Ostuni (BR) il 02/02/1897

Ostuni

Brindisi

Pedone Giovanni

Civile

cameriere

di Giuseppe, n. a Botrugno (Lecce) il 10/08/1888, ivi resid.

Botrugno

Lecce

Pedone Giovanni

Militare

nato a Nociglia (LE) il 05/10/1888

Nociglia

Lecce

Pedone Pasquale

Fuciliere di Marina

X^ MAS

Btg.Fulmine

di Vincenzo, n. a Bisceglie (BT) il 07/02/1926

Bisceglie

Barletta-Trani-Andria

Pellicani Vincenzo

Civile

Impiegato

di Rocco, n. a Ruvo di Puglia (BA) il 14/07/1903, resid. a Monfalcone

Ruvo di Puglia

Bari

Pennelli Vito

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.GO

di Gabriele, n. a Modugno (BA) il 08/02/1911, ivi resid.

Modugno

Bari

Perrone Cosimo

Militare

di Giuseppe, n. a Taviano (LE) il 27/09/1924

Taviano

Lecce

Persico Pasquale

Militare sc.

G.N.R.

Forest.

di Gaetano, da Lecce

Lecce

Lecce

Petrilli Sebastiano

nato a Casalnuovo Monterotaro, nel 1913

Casalnuovo Monterotaro

Foggia

Petrillo Stefano

Finanziere

G.d.F. Rep.

3^ Leg.

nato a Bari nel 1917

Bari

Bari

Picchierri Cosimo (inoltrata domanda per il conferimento della Medaglia d’Onore)

Carabiniere

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

nato a Sava (TA) il 18/11/1914

Sava

Taranto

Pino Adelino

Appuntato

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Geremia, n. a Casarano (LE) il 04/11/1900

Casarano

Lecce

Pinto Ciro Francesco

Soldato

E.N.R.

Terr./35^ CMP

di Antonio, n. a Grottaglie (TA) il 02/04/1921

Grottaglie

Taranto

Piscopello Amleto

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.GO

di Eugenio, n. ad Alliste (LE) il 27/02/1923, resid. a Gorizia

Alliste

Lecce

Planelli Emanuele

Militare

di Francesco, n. a Bitonto (BT) il 10/10/1901

Bitonto

Bari

Porro Riccardo

Bersagliere

Rgt. Vol. Bers. L. Manara

di Michele, n. ad Andria (BT) il 29/11/1919

Andria

Barletta-Trani-Andria

Porzio Fortunato

Civile

guardia giurata Soc. Miniera Arsia

di Antonio, n. a Serracapriola (FG) il 07/12/1895

Serracapriola

Foggia

Posa Vincenzo

Maggiore

di Francesco, n. a Adelfia (BA) il 20/01/1896, resid. a Gorizia

Adelfia

Bari

Quartulli Francesco

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.GO

di Lorenzo, n. a Ostuni (BR) il 01/04/1918, ivi resid. domic. a Gorizia

Ostuni

Brindisi

Quinto Vincenzo

Aiut. Bat.

X^ MAS

Cp.Sagittario

di Salvatore, n. a Cerignola (FG) il 07/09/1897

Cerignola

Foggia

Ragone Costantino

Brigadiere

G.N.R.

di Angelo, n. a Adelfia (BA) il 03/01/1923

Adelfia

Bari

Raho Paolo

Bersagliere

Rgt. Vol. Bers. L. Manara

I Btg. B. “M”

nato a Castri di Lecce (LE) il 02/02/1920

Castri di Lecce

Lecce

Ranaldi Albano Antonio

Fuciliere di Marina

X^ MAS

Btg.Fulmine

di Giovanni, n. a Castellaneta (TA) il 17/09/1920

Castellaneta

Taranto

Rano Luca

Militare

di Gaetano, n. a Cerignola (FG) il 06/06/1921

Cerignola

Foggia

Rendina Luigi

Civile

di Saverio, n. a Barletta (BT) il 01/01/1896, resid. a Trieste

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Rendina Nicolò

Militare

di Luigi, n. a Barletta (BT) il 20/01/1925, resid. a Trieste

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Rezza Giuseppe

Soldato

41^TS

di Pasquale, n. a Modugno (BA) il 21/09/1898, resid. a Trieste

Modugno

Bari

Rizzitello Antonio

Militare

G.N.R.

M.D.T.

di Michele, n. a Taranto il 02/07/1905, resid. a Trieste

Taranto

Taranto

Rollo Rocco

Civile

di Antonio, n. a Galatina (LE) il 17/02/1918

Galatina

Lecce

Romano Antonio

Militare

G.N.R.

ex 137^ Leg.

di Luigi, n. a Corigliano d’Otranto (LE) il 29/11/1923, resid. a Trieste

Corigliano d’Otranto

Lecce

Romano Guerrino

S. Tenente

G.N.R.

M.D.T.-5^Rgt.

di Giovanni, n. a San Severo (FG) il 03/07/1925

San Severo

Foggia

Rossetto Carlo

V. Brigadiere

G.N.R.

M.D.T.-1° Rgt.

di Ippazio, n. a Matino (LE) il 15/03/1917

Matino

Lecce

Rotondo Vito

Militare

G.N.R.

M.D.T.-3^Rgt.

di Giuseppe, n. a Taranto il 03/04/1918

Taranto

Taranto

Rubino Italo Cosimo

Fin. mare

G.d.F. Rep.

12^Btg.

di Cosimo, n. a Lecce il 28/07/1914, resid. a Trieste

Lecce

Lecce

Ruggiero Pasquale

Militare

G.N.R.

M.D.T.-5^Rgt.

di Ruggiero Lucia, n. a Foggia il 08/02/1924, resid. a Pordenone

Foggia

Foggia

Rutigliano Tommaso

Vice C.te

Pol. Rep.

Que.TS

di Domenico, n. a Terlizzi (BA) il 05/01/1910, ivi resid. domic. a Trieste

Terlizzi

Bari

Sabba Cosimo

Civile

di Giacinto, n. a Oria (BR) il 28/02/1918

Oria

Brindisi

Santamaria Nicola

V. Brigadiere

Pol. Rep.

Que.FM

di Giuseppe, n. a Noicattaro (BA) il 20/09/1911

Noicattaro

Bari

Sarcina Luigi

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.TS

di Savino, n. a Trinitapoli (FG) il 01/04/1924

Trinitapoli

Foggia

Sartori Giuseppe

Civile

di Vincenzo, n. a Ostuni (BR) il 01/02/1885

Ostuni

Brindisi

Scaglione Giuseppe (Lapide Foiba di Basovizza)

V. Brigadiere

G.d.F. Rep.

di Biagio, n. a Toritto /BA) , nato il 18/1/1922

Toritto

Bari

Scattaglia Trifone

Cap.le Maggiore

E.N.R.

22^Btg.D.C.

di Giuseppe, n. a Cellamare (BA) il 12/10/1917

Cellamare

Bari

Schiena Pietro

Marinaio

M.M.R.

Marico-TS

nato a Monopoli (BA) nel 1915, resid. a Trieste

Monopoli

Bari

Scialpi Gregorio Salvatore (Lapide Foiba di Basovizza)

Appuntato

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Giuseppe, n. a Manduria (TA) il 12/10/1905, resid. a Trieste

Manduria

Taranto

Sciominio Francesco

Civile

di Savinio, nato a Barletta (BA) nel 1919, resid. a Trieste

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Sciscioli Gaspare

Militare

G.N.R.

M.D.T.

di Gennaro, n. a Corato (BA) il 02/08/1907, resid. a Trieste

Corato

Bari

Scommegna Francesco

Militare

G.N.R.

M.D.T.-1° Rgt.

di Savino, n. a Barletta (BT) il 27/10/1918, resid. a Ronchi dei Legionari (TS)

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Selvaggi Raimondo

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.TS

di Eustacchio, n. a Bisceglie (BT) il 04/06/1917, resid. a Trieste

Bisceglie

Barletta-Trani-Andria

Semeraro Andrea

Civile

fuochista

di Donato, n. a Castellaneta (TA) il 19/02/1883, resid. a Muggia (TS)

Castellaneta

Taranto

Serra Salvatore

Militare

E.N.R.

16^Btg.Mob.

di Giuseppe, n. a San Cesario di Lecce (LE) il 24/12/1900

San Cesario di Lecce

Lecce

Sfregola Cosimo Damiano (Lapide Questura di Trieste)

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.TS

di Antonio, n. a Barletta (BT) il 29/11/1906, resid. a Trieste

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Sicolo Franco

civile

di Domenico, nato a Trani (BT), residente a Fiume

Trani

Barletta-Trani-Andria

Simone Antonio

Maresciallo

comandante la stazione di S.Pietro

di Vincenzo, n. a Molfetta (BA) il 26/09/1904, resid. a Gorizia

Molfetta

Bari

Spadaccino Francesco

Fuciliere di Marina

X^ MAS

Cp.Aut.N.Sauro

di Michele, n. a Foggia il 07/04/1922

Foggia

Foggia

Spinelli Domenico Vito (Lapide Foiba di Basovizza)

Finanziere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Vito Antonio, n. a Sammichele di Bari (BA) il 20/05/1922, resid. a Trieste

Sammichele di Bari

Bari

Spinelli Gaetano

Civile

dentista

di Giovanni, nato a Latiano (BR) nel 1916 (1914?)

Latiano

Brindisi

Spinosa Felice

Militare

G.N.R.

Ferroviaria

di Michele, n. a San Severo (FG) il 11/06/1921

San Severo

Foggia

Sportelli Umberto

Serg. Pilota

A.N.R.

Gruppo Trasporti Velivoli

di Cosimo, n. a Crispiano (TA) il 04/03/1920

Crispiano

Taranto

Summa Cosimo (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica)

Militare

G.N.R.

M.D.T.-2^Rgt.

nato a Fragagnano (TA) il 27/10/1921, resid. a Pola

Fragagnano

Taranto

Surdi Giovanni

Militare

Rep. Pol.

di Eugenio, n. a Barletta (BT) il 24/09/1926

Barletta

Barletta-Trani-Andria

Tandoi Pasquale

M.llo Maggiore

E.N.R.

Terr./32^ CMP

di Francesco, n. a Corato (BA) il 08/04/1906, resid. a Gorizia

Corato

Bari

Tanzariello Rocco

Civile

operaio

di Domenico, nato a Ostuni (Brindisi) il 17/07/1901, resid. a Monfalcone

Ostuni

Brindisi

Tarantini Vitantonio

Bersagliere

Rgt. Vol. Bers. L. Manara

I Btg. B. “M”

di Cataldo, n. a Corato (BA) il 08/05/1925

Corato

Bari

Tarantino Vito

Civile

albergatore

di Pietro, n. a Monopoli (BA) il 24/07/1899, resid. a Gorizia

Monopoli

Bari

Tavaglione Nicola

Militare

di Domenico, n. a Vico del Gargano (FG) il 15/02/1920

Vico del Gargano

Foggia

Terlingo Gennaro

Militare

resid. a Foggia

Foggia

Foggia

Tisci Matteo

Militare

n. a Gravina di Puglia (BA) il 27/10/1923

Gravina di Puglia

Bari

Tolve/Twelve Gerardo

Fuciliere di Marina

X^ MAS

Cp.Aut.N.Sauro

di Carmine, n. a Ascoli Satriano (FG) il 19/10/1923

Ascoli Satriano

Foggia

Toma Severino

Militare

E.N.R.

Autocentro TS

di Pietro Michele, n. a San Severo (FG) il 13/02/1913

San Severo

Foggia

Tommasi Donato

Finanziere

G.d.F. Rep.

6^ Leg.

di Giuseppe, n. a Calimera (LE) il 24/08/1905, resid. a Trieste

Calimera

Lecce

Torsello Amedeo

Carabiniere

di Antonio, n. a Monteroni (LE) il 29/03/1914

Monteroni

Lecce

Triggiani Giuseppe

nato a Bari il 18/10/1919

Bari

Bari

Tundo Francesco Domenico (Inoltrata domanda per il Conferimento della Medaglia d’Onore)

Sergente

G.N.R.

di Paolo, n. a Galatina (LE) il 18/01/1900

Galatina

Lecce

Turco Giuseppe

Maresciallo

G.N.R.

M.D.T.-5^Rgt.

di Giuseppe, n. a Caprarica di Lecce (LE) il 30/06/1899, resid. a Udine

Caprarica di Lecce

Lecce

Ungaro Giacomo

Guardia di P.S.

Pol. Rep.

Que.TS

di Nicola, n. a Bitonto (BT) nel 1923

Bitonto

Bari

Vaccaro Vito (Medaglia d’Onore da parte del Presidente della Repubblica)

Civile

daziere

di Vincenzo, n. a Andria (BA) il 01/01/1894, resid. a Trieste

Andria

Bari

Vasco Beniamino

Civile

di Giovanni, n. a Gioia del Colle (BA) il 01/04/1892, resid. a Udine

Gioia del Colle

Bari

Vendola Rosa

Civile

insegnante

di Costante, n. a Terlizzi (BA) il 06/11/1898, resid. a Trieste

Terlizzi

Bari

Ventrella Michele

Civile

Capo operaio

di Giovanni, n. a Trani (BT) il 26/08/1899, resid. a Muggia (TS)

Trani

Barletta-Trani-Andria

Ventura Giorgio

V. Brigadiere

Pol. Rep.

Que.GO

di Nicola, n. a Taranto il 29/06/1911, resid. a Gorizia

Taranto

Taranto

Vescera Vincenzo (Lapide Questura di Trieste)

Guardia sc.

Pol. Rep.

Que.TS

di Ignazio, n. a Vieste (FG) il 28/09/1895, resid. a Trieste

Vieste

Foggia

Villani Antonio

Militare

G.N.R.

1° Rgt. M.D.T.

nato a Rignano Garganico (FG) il 01/02/1921

Rignano Garganico

Foggia

Vitti Oronzo

V. Brigadiere

G.N.R.

M.D.T.-5^Rgt.

di Pietro, n. a Castellana Grotte (BA) il 27/04/1896, resid. a Trieste

Castellana Grotte

Bari

Vocale Vittorio

Militare

G.N.R.

M.D.T.-1° Rgt.

n. a San Nicandro Garganico (FG) il 29/05/1923

San Nicandro Garganico

Foggia

Zilli Cosimo

Carabiniere

G.N.R.

M.D.T.-4^Rgt.

di Giuseppe, n. a San Cesario di Lecce (LE) il 06/01/1918, resid. a Gorizia

San Cesario di Lecce

Lecce

Zito Carmine

Civile

cassiere Cred. Italiano.

di Giovanni, nato a Bari il 17/07/1895, resid. a Trieste

Bari

Bari

Zoccali Angelo Francesco

Autiere

Capitano Cpl.

Org.Todt

di Attilio, n. a Carmiano (LE) il 02/10/1907, resid. a Lecce

Carmiano

Lecce

Zucchini Franco (dr.)

Civile

di Virgilio, nato a Gallipoli (LE) il 15/10/1912

Gallipoli

Lecce

Legenda:

R = Riconoscimento

B = Lapide Finanz. Basovizza

Q = Lapide Questura TS

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