Dalla distruzione dei villaggi di Rudia e Mesocoro durante la guerra Greco-Gotica fino all’evoluzione dei laboratori artigianali: l’analisi particolareggiata mappa le radici del territorio.
- Istituzione: Istituto Statale d’Arte – Grottaglie
- Corso: Corso di studio per il restauro ceramico
- Tipo di testo: Tesi
- Titolo: Lo studio particolareggiato della topografia del Rione Camene e la ricerca attraverso il tempo delle antiche botteghe ceramiche fuori dal rione
- Relatore: Prof. Antonio Quaranta
- Candidato: Vito Marco Lorè
- Anno Scolastico: 1987 – 88
Sulle origini di Grottaglie non esistono certezze assolute, ma la storia e l’arte ceramica della città affondano le proprie radici in un passato di migrazioni, rifugi sotterranei e rinascite. A rimettere ordine tra le fonti e a tracciare una precisa evoluzione topografica del territorio è una dettagliata ricerca condotta da Vito Marco Lorè, focalizzata sul legame indissolubile tra lo sviluppo urbano e le storiche botteghe ceramiche esterne al Rione Camene.

Secondo le ricostruzioni storiche analizzate nello studio, l’attuale nucleo urbano trae origine dalle devastazioni barbariche che colpirono la Puglia tra il V e il VI secolo d.C. Studiosi come Arditi e Marciano collegano la nascita dei primi insediamenti alla distruzione dei villaggi di Rudia e Mesocoro, avvenuta tra il 546 e il 552 d.C. durante la sanguinosa guerra Greco-Gotica. Situati in punti nevralgici come la via tarantina e la via Appia – territori di costante transito e saccheggio per gli eserciti Goti e Bizantini –, questi centri vennero completamente rasi al suolo.

I sopravvissuti alle stragi e alle devastazioni trovarono scampo disperdendosi nelle fitte boscaglie e, soprattutto, nelle cavità naturali della zona. Si vennero così a costituire sei principali nuclei di rifugiati: tra questi, i gruppi stanziati nei pressi della masseria del Carmine, a San Vittore, e il nucleo più numeroso stabilitosi nella Lama dei Pensieri. È proprio quest’ultimo insediamento rupestre, battezzato storicamente Aliae Criptae (ovvero “luogo di ricovero ricco di grotte”), a dare il nome e la forma originaria alla futura Grottaglie, nata dalla successiva riunione di questi casali spontanei.
Questo tessuto storico, caratterizzato da una secolare antropizzazione delle grotte, ha costituito l’humus ideale per lo sviluppo dell’artigianato figulo. La ricerca di Lorè si rivela fondamentale per comprendere come, secoli dopo, quelle stesse dinamiche insediative abbiano guidato la disposizione delle antiche botteghe ceramiche fuori dal Rione Camene, definendo l’identità economica e culturale della città. Una mappatura che non è solo esercizio accademico, ma un tassello indispensabile per la tutela e il restauro del patrimonio ceramico locale.
Secondo Cafforio tra i nuovi nuclei abitati formatisi, i più importanti e popolosi dovevano essere sicuramente, quelli di casale Magnum, ora Grottaglie, casale Parvum, ora lama dei pensieri e di Risciu. Egli aveva affermato che l’origine del nome Risciu è dovuta alla trasformazione fonetica e grafica che il termine Rudia subì nel corso dei secoli a causa delle denominazioni tedesche, francesi e spagnole. Quindi Risciu era il nome con cui le popolazioni indigene del luogo indicavano il villaggio che i romani chiamavano Rudia; questo fa pensare che la popolazione di questo casale doveva probabilmente provenire dall’antica Rudia. Tutto questo è avvalorato dal fatto che oggi nel dialetto locale si indica col termine Risciu la contrada dove presumibilmente doveva sorgere l’antica Rudia.

GROTTE: ZONA LAMA DI RISCIO
Una seconda versione è sostenuta dal De Giorgi il quale non tenendo alcun conto degli avvenimenti storici della guerra Greco-Gotica, fa risalire l’origine della città di Grottaglie, all’epoca dello Imperatore Niceforo Foca. Infatti a tale riguardo afferma: “Questi meandri delle vie che ci rivelano l’antichità di Grottaglie, la quale sorge, come vogliono alcuni storici locali, verso il X sec. al tempo di Niceforo Foca, Imperatore, cioè quattro secoli prima della fondazione di Francavilla F., e si accrediterebbe sul tramonto del XII sec. con la distruzione dei due casali circondari di Salete e di Riscio, al tempo di Roberto Duca di Calabria”.
Dello stesso parere è Carducci, il quale però sostiene che i primi nuclei abitati si siano formati al tempo dei Goti.
È importante richiamare alcune vicende storiche che hanno interessato la Puglia e in generale l’Italia meridionale, e quindi hanno avuto una diretta influenza sulla storia della città di Grottaglie.
Le lotte tra Goti e bizantini si concludono con il sopravvento di questi ultimi, ma il loro dominio in Puglia ha vita breve. Infatti i Longobardi verso la fine del 500 annientarono a loro volta i Bizantini, impossessandosi nel 625 delle terre di Bari, Taranto, Brindisi.

La regione venne così ad avere una configurazione geo-politica che aveva: il dominio Longobardo all’interno, dominazione all’esterno lungo le coste, dove tali possedimenti erano frazionati, per le continue scorrerie Saracene, provenienti dal mare, (nell’840 i Saraceni prendono Bari, nell’842 Taranto). I secoli IX e X vedono continue guerre tra Longobardi, Bizantini e Saraceni, allo scopo di imporre la propria egemonia su quelle terre.
Alla fine di tali conflitti i Bizantini riescono a liberarsi di tutti gli altri invasori ed a ottenere così il dominio completo.
All’inizio del sec. XI però, iniziò la decadenza della dominazione Bizantina, determinata, da cause sia religiose che politiche, ma soprattutto dallo avvento dei Normanni che ne furono gli esecutori materiali. Dal 1041 tutta l’Italia meridionale è normanna che formò il suo regno sotto i più rigorosi principi del feudalesimo. Tra il maggio e il giugno del 1060, Roberto il Guiscardo, procedendo all’occupazione delle terre e città, attorno all’odierna Grottaglie, donò alla chiesa di Taranto e per essa al vescovo Dragone, il feudo rustico di S. Vittore e i casali di Grottaglie e Monacizzo.