di Walter Trani – Coordinatore di Grottaglie Rinasce
C’è stato un tempo in cui la sinistra aveva un’anima.
Non servivano alleanze, slogan o candidature promesse: bastava la dignità.
Oggi invece, nel grande circo della politica pugliese, l’anima è diventata una merce elettorale.
Si compra, si affitta, si baratta — purché arrivi un seggio, una candidatura, un posto in lista.
A Grottaglie e nei dintorni, la sinistra non è più un ideale.
È un contratto a termine che scade il giorno dopo le Regionali.

Sud in Movimento: dal “contro” al “comunque col PD”
Sud in Movimento nacque come ribellione civica.
Erano quelli che urlavano contro il sistema di potere del centrosinistra, contro le spartizioni interne al PD, contro una politica chiusa nei palazzi.
Oggi invece, in vista delle Regionali, tutti pronti a sostenere proprio quel PD che fino a ieri definivano “sordo e autoreferenziale”.
Si dirà: “lo facciamo per il bene comune”.
No. Lo fate per il bene della poltrona.
Perché se un movimento civico perde la sua autonomia alla prima campagna elettorale utile, non è più civismo: è marketing politico.
Ciro D’Alò: il sindaco che non cambia più nulla
Ciro D’Alò, un tempo voce libera e coraggiosa, oggi è parte del coro.
L’uomo che tuonava contro la chiusura del PD, ora lo sostiene “per senso di responsabilità”.
Traduzione: per convenienza elettorale.
È il classico paradosso pugliese — gridare al cambiamento e poi correre sotto le stesse bandiere da cui si diceva di fuggire.
Il civismo, quando si piega al calcolo elettorale, smette di essere speranza e diventa servizio d’appoggio.

Vincenzo Quaranta: il pragmatico che si è arreso
Vincenzo Quaranta è sempre stato il più attento, il più ragionevole, il più “moderato”.
Ma la moderazione, se diventa abitudine, si chiama resa.
Oggi dialoga con Decaro e il PD “in chiave pragmatica” — cioè, in chiave elettorale.
Perché il vero pragmatismo, in Puglia, ormai si misura in percentuali di voto, non in coerenza politica.
E così anche chi doveva rappresentare un’idea diversa, ora si ritrova nello stesso calderone, a mescolare acqua e parole.

Gianfranco Lopane: il “compagno ” della normalizzazione
Gianfranco Lopane, una volta volto pulito della sinistra civica, oggi è diventato il collante della restaurazione.
L’uomo del territorio, della coerenza, delle battaglie ambientali, ora siede accanto ai soliti noti del PD, come se nulla fosse.
E non solo: si è pure fatto “compagno ” politico di D’Alò e Quaranta, in un’alleanza da manuale del galleggiamento.
Tre uomini, tre storie, un solo obiettivo: sopravvivere politicamente fino al 2025.
La loro nuova bandiera è il “fronte progressista” — che di progressista ha solo il nome e di civico ormai neanche l’odore.
La sinistra a gettone
La verità è semplice e brutale:
questa sinistra locale sostiene il PD solo quando si vota.
Solo quando c’è da spartire candidature, solo quando serve una benedizione da Bari.
Il giorno dopo le elezioni, torneranno a dire che “il PD non ascolta i territori”.
È un copione vecchio, stanco, ipocrita.
Una sinistra a gettone, che si attiva solo in campagna elettorale e poi sparisce per cinque anni.
Il tradimento delle origini
Chi nasce civico E ha tradito la propria origine.
Chi parlava di “cambiamento dal basso” e oggi si allinea con i vertici del PD ha perso la dignità politica.
E non basteranno post, conferenze e sorrisi a nascondere la verità:
questa non è unità del centrosinistra, è resa del civismo.
Noi no
Noi di Grottaglie Rinasce non ci venderemo mai per un’elezione.
Non saremo mai la stampella di chi ha perso il contatto con la realtà.
La nostra coerenza non è un fastidio, è la prova che un’altra politica esiste.
Una politica senza padroni e senza padroncine, senza telefonate da Bari o promesse di assessorato.
Perché la sinistra, quella vera, non si compra al mercato delle Regionali.