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Rif. bibl.: F. Stea – L. Galletto, Amministrazioni e amministratori postunitari grottagliesi, Schena, 1983

 Le trattative con le Confraternite del 1873 e i lavori di consolidamento di Pendio Forleo

Per addolcire l’amarezza della distruzione di Porta Sant’Angelo, nella primavera del 1873 l’Amministrazione passò al “censimento” e all’abbellimento dei suoli laterali rimasti liberi, riallacciando contemporaneamente i negoziati per l’allargamento della piazza principale. Per finanziare gli espropri, il Comune stabilì un piano di pagamento a rate annuali con un interesse del 7% della durata di quattro anni per i proprietari privati (Matteo, Blasi, Traversa e Annicchiarico) e di vent’anni per le Congreghe del Rosario e del Nome di Gesù.

Poiché sotto i locali da abbattere si trovavano i sotterranei e gli oratori di queste confraternite, ormai pericolanti per la vetustà, il Consiglio Comunale attuò una strategica permuta immobiliare attingendo ai beni ecclesiastici incamerati dallo Stato: cedette alla fratellanza del Rosario la Chiesa degli ex-Paolotti e alla congrega del Nome di Gesù l’oratorio dell’ex-Chiesa dello Spirito Santo.

Nonostante la mole di provvedimenti urbanistici, l’attività edilizia non conobbe sosta. A pochi giorni di distanza, il Consiglio deliberò la costruzione della strada per l’Ospizio di Mendicità e l’avvio di urgenti lavori sul Pendio Forleo. Quest’ultimo, a causa di una pendenza pericolosa che causava continui incidenti a pedoni e veicoli, venne “picconato alla meglio” per ridurne la pericolosità. Contemporaneamente, vennero stanziati fondi in economia per realizzare un canale di scolo secondario nei pressi dell’ex-farmacia Ursoleo e per riattare la stradella di Via Pantalaccio, l’arteria vitale che conduceva ai quartieri dei figuli, i maestri ceramisti di Grottaglie.


 Mappa concettuale: La trasformazione urbanistica di Grottaglie (1868-1873)

La mappa seguente sintetizza le forze politiche, gli interessi economici e i principali interventi strutturali che hanno ridisegnato lo spazio urbano di Grottaglie nei primi anni post-unitari, così come emergono dai verbali del Consiglio Comunale.

Rif. bibl.: F. Stea – L. Galletto, Amministrazioni e amministratori postunitari grottagliesi, Schena, 1983

                  IL TRAVAGLIO URBANISTICO DI GROTTAGLIE

                               (1868-1873)

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      SCONTRO IDEOLOGICO      INTERESSI E PERMUTE          OPERE PUBBLICHE

   (Porta Sant’Angelo)        (La Piazza Principale)      E RISANAMENTO IGIENICO

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FAZIONE         FAZIONE    PROPRIETÀ       COMPROMESSI INTERVENTI      QUARTIERE

MODERNISTA      CONSERVA-  E PRIVATI       STRATEGICI  STRADALI        DEI FIGULI

(A. Pignatelli) TRICE      – Congrega      – Permuta   – Picconatura   – Restauro

– Apertura      (F. Orlan-   del Rosario     degli ex    di Pendio       della via

  delle vie     do)        – Interessi       Conventi    Forleo contro   Pantalac-

– Abbattimen-   – Difesa     di alcuni       (Rosario ai   le continue   cio per i

  to dei          dei        Consiglieri     Paolotti)   disgrazie       ceramisti

  monumenti       monumenti  – Espropri    – Ceso del  – Scolo fuori   – Nuova via

– Vittoria con  – “Urbis     pagati a        suolo per   alle            per l’O-

  7 voti a 5      appella-   rate (7%        abbellire   Carlozze        spizio di

                  tio        di interes-     il paese                    Mendicità

                  muris”     si)

 IL PRESIDIO DELLA CULTURA E LA TUTELA DEL SACRO

 La sede definitiva del Ginnasio-Convitto al Carmine e i restauri d’urgenza al Santuario di San Francesco De Geronimo

Nello sforzo di modernizzazione intrapreso dalle amministrazioni postunitarie grottagliesi, la cura degli edifici pubblici divenne un elemento cardine per dimostrare il superamento dell’arretratezza e garantire la sicurezza dei cittadini. Nelle adunanze del 1871, il Consiglio Comunale riuscì finalmente a dare una sede definitiva e centrale al Ginnasio-Convitto del paese, individuata nei locali dell’ex Convento del Carmine, incamerato dallo Stato dopo la soppressione degli ordini religiosi.

L’adeguamento della struttura richiese interventi immediati: la grande gradinata interna, risalente all’epoca monastica, era priva di una ringhiera di protezione. Per evitare rovinose cadute a studenti e docenti che quotidianamente salivano e scendevano le scale, il Consiglio stanziò prontamente la somma di 280 lire per la messa in opera di un solido “passamano” in ferro.

Contemporaneamente, l’Amministrazione dovette intervenire per salvaguardare il Santuario di San Francesco De Geronimo, simbolo identitario e vanto della fede religiosa di Grottaglie, che aveva dato i natali al celebre santo gesuita. Il rettore della chiesa, il canonico don Pasquale Marinaro, aveva presentato un’accorata domanda per denunciare un grave e indecoroso problema di infiltrazioni d’umidità.

Il muro della sacrestia e della cappella del Crocifisso rischiava infatti il collasso a causa della vicinanza di una latrina e di una cisterna pubbliche, situate nella piazzetta della scala comunale adiacente al forno di Ciro Ragusa. Ritenendo inammissibile che un simile monumento andasse in rovina per l’incuria, deturpando l’opera delle passate generazioni, il Consiglio (Delibera n. 22 del 19 novembre 1871) diede pieni poteri al Sindaco affinché compisse un sopralluogo urgente, disponendo la demolizione della piccola volta della scala comunale per isolare la facciata della chiesa ed eliminare definitivamente le infiltrazioni d’acqua.

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