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Rif. bibl.: F. Stea – L. Galletto, Amministrazioni e amministratori postunitari grottagliesi, Schena, 1983

Nello sforzo di modernizzazione intrapreso dalle amministrazioni postunitarie grottagliesi, la cura degli edifici pubblici divenne un elemento cardine per dimostrare il superamento dell’arretratezza e garantire la sicurezza dei cittadini. Nelle adunanze del 1871, il Consiglio Comunale riuscì finalmente a dare una sede definitiva e centrale al Ginnasio-Convitto del paese, individuata nei locali dell’ex Convento del Carmine, incamerato dallo Stato dopo la soppressione degli ordini religiosi.

L’adeguamento della struttura richiese interventi immediati: la grande gradinata interna, risalente all’epoca monastica, era priva di una ringhiera di protezione. Per evitare rovinose cadute a studenti e docenti che quotidianamente salivano e scendevano le scale, il Consiglio stanziò prontamente la somma di 280 lire per la messa in opera di un solido “passamano” in ferro.

Contemporaneamente, l’Amministrazione dovette intervenire per salvaguardare il Santuario di San Francesco De Geronimo, simbolo identitario e vanto della fede religiosa di Grottaglie, che aveva dato i natali al celebre santo gesuita. Il rettore della chiesa, il canonico don Pasquale Marinaro, aveva presentato un’accorata domanda per denunciare un grave e indecoroso problema di infiltrazioni d’umidità.

Il muro della sacrestia e della cappella del Crocifisso rischiava infatti il collasso a causa della vicinanza di una latrina e di una cisterna pubbliche, situate nella piazzetta della scala comunale adiacente al forno di Ciro Ragusa. Ritenendo inammissibile che un simile monumento andasse in rovina per l’incuria, deturpando l’opera delle passate generazioni, il Consiglio (Delibera n. 22 del 19 novembre 1871) diede pieni poteri al Sindaco affinché compisse un sopralluogo urgente, disponendo la demolizione della piccola volta della scala comunale per isolare la facciata della chiesa ed eliminare definitivamente le infiltrazioni d’acqua.

DAL RABDOMANTE ALLA SCIENZA: IL DRAMMA SECOLARE DELLA SETE A GROTTAGLIE

Il problema dell’approvvigionamento idrico ha rappresentato per secoli la più grave e angosciante piaga per la popolazione di Grottaglie. A causa del regime meteorologico pugliese, caratterizzato da un’estrema irregolarità delle piogge e da mesi estivi e invernali flagellati da siccità assolute, la comunità assisteva impotente al languire della vegetazione e alla moria del bestiame. Nonostante il sottosuolo grottagliese godesse di una falda freatica non avara, la tecnologia dell’epoca non permetteva ancora lo scavo dei pozzi artesiani, riducendo l’accesso alle acque sotterranee a una pura speranza.

Nel 1868, in preda alla disperazione, l’Amministrazione Comunale decise di affidarsi a suggerimenti parascientifici, ingaggiando un noto rabdomante, l’Abate benedettino Scerardi, che aveva già operato a Lecce. L’illusione di far scaturire l’acqua dalle viscere della terra tramite il monaco fallì miseramente: il progetto tanto vagheggiato restò solo una speranza e non si potè approdare a nulla di concreto.

Quattro anni dopo, nel 1872, Grottaglie si trovava ancora allo stesso drammatico punto. I verbali d’archivio registrano le continue e legittime doglianze dei cittadini, costretti durante l’estate a percorrere chilometri fuori dal paese alla ricerca di qualche pozzo privato per attingere il più elementare dei beni. Di fronte al failure della superstizione, la classe dirigente compì una svolta radicale, abbandonando i rabdomanti per affidarsi a ricerche concrete e positive guidate dalla scienza idraulica.

Venne deliberato di invitare un “professore dell’arte idraulica” per verificare la perennità di alcune sorgenti storiche situate a sette o otto chilometri dall’abitato, note come la Minna, la Mutata e il Colatore. Il Sindaco si adoperò alacremente e, venuto a conoscenza che a Castellaneta operava un celebre ingegnere idraulico inglese, il Signor Nicolas, lo chiamò a Grottaglie per affidargli l’esame della sorgente del Colatore, ponendo le basi per il primo vero progetto scientifico di adduzione idrica della città.

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