cinema vittoria grottaglie (4)

Evitare che un altro pezzo di storia cittadina si spenga definitivamente sotto i colpi del disinteresse pubblico o della speculazione privata. È questo il nucleo della nota ufficiale protocollata dal consigliere comunale d’opposizione Vito Rossini, che riapre con forza il dibattito sulla necessità impellente di acquisire al patrimonio comunale lo storico Cinema Vittoria. Un appello che non è solo una proposta politica, ma una vera e propria battaglia culturale per restituire alla comunità uno spazio di aggregazione e scongiurar il rischio di veder trasformato un simbolo cittadino nell’ennesima attività commerciale.

IL FANTASMA DEL CINEMA PETRAOLO E LO SPETTRO DELLA SPECULAZIONE

L’istanza sollevata si muove su un binario della memoria doloroso per la città. Impossibile non tracciare un parallelismo con la triste vicenda del Cinema Petraolo, demolito anni fa sotto l’amministrazione di sinistra guidata dall’allora sindaco Vinci. Quell’abbattimento – ricordato da molti come un grave errore urbanistico e culturale che ha favorito l’edilizia privata a scapito degli spazi comuni – pesa oggi come un precedente da non reiterare. Il Cinema Vittoria rappresenta l’ultimo baluardo di una Grottaglie che rischia di perdere la propria identità storica e dei teatri di comunità.

PIAZZA IV NOVEMBRE: IL CONTESTO URBANISTICO E LO SFREGIO ALL’OPERA DI PIACENTINI

L’edificio del Cinema Vittoria si affaccia su Piazza IV Novembre, un’area urbana già al centro di aspre polemiche per i recenti interventi di ridefinizione viaria. La piazza è stata radicalmente modificata con la creazione di una contestata rotatoria stradale, un’opera che ha comportato l’arretramento e la parziale demolizione dell’area di pertinenza del Monumento ai Caduti.
Questo intervento riapre una ferita mai rimarginata nella memoria storica di Grottaglie: la brutale demolizione della monumentale esedra e della scalinata progettate dal celebre architetto del Novecento Marcello Piacentini. I cittadini ricordano ancora con profonda amarezza i giorni in cui i colpi dei mezzi meccanici hanno letteralmente smantellato quel pezzo d’arte e di storia locale, riducendo a macerie una quinta scenografica di altissimo pregio per far posto a una viabilità caotica. La trasformazione della piazza in uno snodo puramente veicolare non solo ha deturpato il valore estetico e monumentalità del sito, ma di fatto oggi limita e penalizza qualsiasi utilizzo pubblico o culturale  della zona, quasi a voler cancellare per sempre quella storica testimonianza dell’architettura del Ventennio – uno stile e una memoria verso cui l’attuale sindaco pro-tempore ha più volte manifestato una palese e radicata insofferenza ideologica.

UN GIOIELLO DEL RAZIONALISMO: QUEL “PROFILO” IMPRESSO SULLE MURA

Basta osservare le cartoline d’epoca di Porta Sant’Angelo e dei giardini pubblici per comprendere il valore monumentale del Cinema Vittoria, un capolavoro di Razionalismo italiano con influenze Monumentaliste e stilemi Déco costruito alla fine degli anni ’30 dall’impresa di Pietro Quaranta.
Il fronte dell’edificio è dominato da un maestoso avancorpo cilindrico d’angolo, concepito come una torre d’ingresso monumentale che dialoga con lo spazio della piazza. Le pareti sono alleggerite da tre altissimi finestroni ad arco a forte sviluppo verticale che slanciano la struttura. Ma è sulla sommità del cornicione, degli edifici di fronte campeggiava (ancora oggi si vede leggermente!!),  il dettaglio storico più clamoroso: la modanatura geometrica che riproduce fedelmente il profilo continuo e stilizzato del Duce Benito Mussolini. Un’impronta architettonica, quella del “Vittoria”, tipica delle opere pubbliche del Ventennio, scampata miracolosamente al tempo e alle censure, che testimonia la storicità e l’autenticità di un’epoca impressa nella pietra.

L’EPOPEA DI AURELIO ARCES: LA NASCITA DEL NOSTRO “NUOVO CINEMA PARADISO”

Dietro i volumi razionalisti del Vittoria si nasconde una straordinaria storia di riscatto sociale ed imprenditoriale. Il cinema fu fortemente voluto da Aurelio Arces, storica figura di “Ragazzo del ’99” sul Monte Grappa. Arces, che aveva iniziato la sua attività lavorativa come umile fruttivendolo, costruì la sua  fortuna intuendo il futuro dello sviluppo della mobilità. Divenne così il magnate del trasporto privato, fondando le autolinee che collegavano Grottaglie a Taranto. Con i proventi di quel monopolio privato, decise di fare il dono più grande alla sua città, investendo nella cultura e creando, insieme alla mitica Arena Aida, il Cinema Vittoria.

Per oltre mezzo secolo, quella sala è stata il vero e proprio “Nuovo Cinema Paradiso” di Grottaglie. Tra le sue poltrone in legno, intere generazioni di grottagliesi hanno scoperto il grande cinema internazionale, vissuto i primi amori e trovato un punto di fuga dalla dura realtà rurale del dopoguerra. Il Vittoria non era solo un cinema, era il cuore pulsante delle emozioni cittadine.

UN POLO CULTURALE PER IL FUTURO DEI GIOVANI

In questo scenario di progressivo impoverimento degli spazi monumentali e sociali, l’acquisizione pubblica del Cinema Vittoria si pone come un’occasione di riscatto imprescindibile. La proposta di Vito Rossini punta a far rilevare la struttura dall’Amministrazione per ristrutturarla e trasformarla in un centro polifunzionale: un teatro cittadino, una sala cinematografica attiva e uno spazio vitale autogestito per i giovani e le associazioni del territorio.
La palla passa ora all’aula consiliare. La cittadinanza attende di capire se l’Amministrazione vorrà raccogliere questa sfida strategica per il futuro di Grottaglie o se preferirà lasciare che l’ennesima luce della memoria cittadina si spenga nel silenzio delle istituzioni, dopo i danni già perpetrati al patrimonio piacentiniano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *