“PUGLIA. DARIO IAIA (FDI): “ATTENZIONE DEL GOVERNO SUL CASO NATUZZI: 900 POSTI DI LAVORO A RISCHIO. DOMANI TAVOLO AL MIMIT
COMMISSIONE AMBIENTE. IAIA (FDI): “DAL GIAPPONE UN MODELLO INFRASTRUTTURALE E DI GESTIONE RIFIUTI E SOSTENIBILITÀ ESEMPLARE.”
“La situazione del gruppo Natuzzi è motivo di seria preoccupazione per il nostro territorio. Con il tavolo previsto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) domani, risulta chiara l’attenzione del governo Meloni rispetto a questa vertenza che coinvolge un numero considerevole di lavoratori.
Allo stesso tempo, bene ha fatto il consigliere regionale di Fdi Renato Perrini a chiedere una urgente audizione in Commissione Lavoro della Regione Puglia. Ci sono a rischio fino a 900 posti di lavoro tra Puglia e Basilicata. Per questo motivo, ci aspettiamo chiarezza da parte del presidente Antonio Decaro, dell’assessore Eugenio Di Sciascio, responsabile della Task Force occupazione, e dal management dell’azienda. Le questioni da affrontare sono tantissime e le ricadute occupazionali potrebbero essere drammatiche,” prosegue Iaia.
Il piano industriale recentemente annunciato da Natuzzi pone in serio rischio la chiusura di stabilimenti strategici, la cessione di siti produttivi e la delocalizzazione di attività. Questa situazione rischia di compromettere l’intera filiera del mobile imbottito, un settore che è storicamente vitale per l’economia di Puglia e Basilicata.
“L’obiettivo dell’audizione richiesta da Renato Perrini è acquisire informazioni dirette sulla situazione in atto, verificare la gestione delle risorse pubbliche destinate al gruppo negli anni e promuovere ogni iniziativa necessaria per riaprire il dialogo istituzionale con la Natuzzi per il bene dei lavoratori e di centinaia di famiglie.”
“La recente missione della Commissione Ambiente, lavori pubblici e territorio della Camera dei Deputati in Giappone ha messo in luce esempi illuminanti di infrastrutture strategiche realizzate e interventi nell’ambito della gestione dei rifiuti e della produzione di energia assolutamente avanzati. Durante la nostra visita a Tokyo e Osaka, con il presidente della Commissione Mauro Rotelli ed il collega Franco Manes, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare rappresentanti delle istituzioni giapponesi e visitare impianti e strutture all’avanguardia, come il termovalorizzatore di Maishima e il ponte sullo stretto di Akashi.
Quest’ultimo rappresenta una eccellenza a livello mondiale e si distingue non solo per la sua ingegneria innovativa, ma anche per il suo impatto economico e sociale nella regione di Kobe. Il Ponte sullo Stretto di Akashi, completato nel 1995, è uno dei ponti sospesi più lunghi al mondo, con un’apertura centrale di 1.991 metri. Questo straordinario progetto architettonico collega le due isole di Honshu e Shikoku, migliorando notevolmente la rete di trasporti e la connettività nel Giappone. Le sue strutture sono state progettate per resistere a condizioni atmosferiche estreme, inclusi i tifoni e i terremoti. É, in sostanza, un perfetto esempio di come l’ingegneria moderna possa affrontare le sfide ambientali.
La bellezza estetica del ponte, unita alla sua funzionalità, dimostra come infrastrutture strategiche possano integrarsi armoniosamente con l’ambiente urbano.
È sorprendente, inoltre, osservare come in Giappone i rifiuti non siano considerati un problema, ma una risorsa da trasformare in energia.
Nel paese del Sol Levante esistono oltre 950 termovalorizzatori a fronte dei 35 italiani. Questo fa sì che si riduca drasticamente il ricorso alle discariche. Questo è il modello moderno che dobbiamo ambire a raggiungere anche in Puglia, dove il governo regionale continua a perseguire politiche superate basate ancora sull’ampliamento delle discariche esistenti o addirittura sull’apertura di nuovi siti, anziché investire in soluzioni innovative e sostenibili.
Il contrasto tra ciò che abbiamo visto in Giappone e la situazione della nostra regione è impietoso. Mentre in Giappone si pianificano sistemi di gestione all’avanguardia, in Puglia continuiamo a inseguire emergenze, a fronteggiare una delle TARI più alte d’Italia senza servizi adeguati. Questo non è soltanto un problema tecnologico; è un problema di coraggio politico. Serve un cambio di paradigma: dobbiamo affermare con chiarezza che le discariche non possono rappresentare il futuro della nostra regione.
I cittadini pugliesi meritano di più e di meglio. È possibile farlo, ma solo se ci allontaniamo dalle ideologie superate e abbracciamo una visione industriale moderna che coniughi ambiente, innovazione e qualità della vita. È tempo di investire in impianti moderni, sicuri e sostenibili per un futuro migliore per il nostro territorio.”
Dario Iaia Deputato FdI – Commissione Ambiente lavori pubblici e territorio