A Grottaglie le strade non si sono rotte ieri. Si sono rotte negli anni, piano piano, sotto gli occhi di tutti. E mentre si rompevano non c’era nessuno. Nessuna manutenzione seria, nessun controllo fatto come si deve. Aprivano le strade Acquedotto Pugliese, le imprese della fibra, scavavano, richiudevano male e finiva lì. Nessuno che controllava, nessuno che obbligava a rifare i lavori come si deve. Stessa storia per tanti lavori pubblici: fatti, pagati, e poi lasciati andare.
E oggi dovremmo fare festa per un milione di euro? Ma davvero?
Questo milione non è una vittoria, è la prova che prima si è fatto male o non si è fatto proprio. Perché se devi arrivare a spendere tutto insieme così tanto, significa che hai lasciato marcire il problema. E la gente nel frattempo ci ha rimesso soldi, tempo e sicurezza.
E poi guarda caso siamo a un anno dalle elezioni. E guarda caso adesso ci si accorge che le strade fanno schifo. Troppo facile così. Troppo comodo arrivare alla fine e fare quello che andava fatto all’inizio. Questa non è politica, è tempismo elettorale.
La verità è che qui non si è governato, si è aspettato. Si è lasciato correre tutto finché non è diventato evidente, finché non è diventato impossibile far finta di niente. E quando arrivi a questo punto non stai risolvendo un problema, stai rincorrendo un disastro.
Come diceva Antonio Gramsci, la politica vera non è quella che si vede quando conviene, ma quella che si pratica ogni giorno, anche quando nessuno guarda. E qui, per anni, non ha guardato nessuno.
E la rincorsa non è capacità, è debolezza.
Rifare le strade è giusto, ci mancherebbe. Ma è il minimo. Non è un favore, non è una conquista. È quello che doveva esserci già. È quello che doveva essere fatto ogni anno, non tutto insieme quando ormai la situazione è scoppiata.
Perché il problema non sono solo le buche. Il problema è tutto quello che c’è stato prima: l’assenza, il silenzio, il fatto che nessuno controllava niente.
E questa cosa pesa. Pesa più dell’asfalto.
Perché le buche le copri.
Ma gli anni persi no.
IL COORDINATORE
Walter Trani